appunti di rientro…

Qui si è tornati dalle vacanze e ora, intasati tutti gli stendini della casa e in attesa che asciughi qualche cosa c’è il tempo per scribacchiare qualche interessantissima osservazione socio-economica-e-di-vita-spiccia sul soggiorno teutonico-svizzero-francese.

1. E’ la prima volta che il marito e io facciamo tre settimane consecutive di ferie. Siamo riusciti ad azzeccare tre settimane all’interno dell’agosto-tedesco più freddo degli ultimi 27 anni. Inequivocabile che siamo una famiglia di fortunelli.

2. Il week-end del 12 agosto ci siamo trasferiti sul lago di Ginevra per il matrimonio di una cugina del marito. Cugina italiana, residente in Svizzera, aspirante marito francese, cerimonia in Svizzera e cena in Francia. Le schizofrenie del risiedere vicino alle frontiere, insomma. A titolo di curiosità sociologic-tamarra vi informo che nei matrimoni franco-svizzeri usa, nel trasferimento post-cerimonia dalla chiesa al luogo di ristoro, non solo suonare i clacson ma anche attivare le quattro frecce. Con somma gioia di chi non è del luogo e non conosce le strade. Per aiutarli a raggiungere il massimo della tamarraggine pensavo di illustrare l’uso dei fiocchi sull’antenna ma purtroppo non parlando il francese non mi è riuscito.

3. Il mercato della pizza da asporto è definitivamente in mano ai kebabbari turchi. La considero una grande disfatta nazionale. Abbiamo ancora dei margini di recupero sulla pizza consegnata a domicilio che mi pare poco o per nulla diffusa. L’analisi vale solo per il Sued-Baden e l’Alta Foresta Nera, se qualcuno ha notizie sul resto della Germania ne sarei grata…

4. Nelle gelaterie, quelle sì saldamente in mano agli italiani (magari di seconda o terza generazione), non esistono le vaschette di polistirolo per il gelato da asporto. Anzi, non è proprio contemplato l’asporto di gelato. Con il gelataio palermitano della località di vacanza abbiamo risolto usando tre coppette di quelle grandi a 5 palline l’una. Pure ‘sta cosa del gelato a palline è noiosa assai ma pare che non se ne possa uscire. Come chicca finale vi comunico che non esiste il gelato al fiordilatte. Non è contemplato. (come prima ciò vale per il Sued-Baden e l’Alta Foresta Nera).

5. In una libreria di Friburgo, appeso alla porta c’è un cartello che recita: “No food, No drinks, No headphones”. Passi le prime due ma la terza mi ha dato da pensare per almeno due settimane. Ipotesi?

6. Gli orari dei negozi sono già notevolmente migliorati rispetto a diversi anni fa quando alle 18.00 tutto chiudeva e le città si desertificavano ma il fatto che il negozietto del paesello vacanziero apra anche di domenica mattina e che sia anche piuttosto ben frequentato dovrebbe trasmettere dei messaggi di segno forte al mondo commerciale tedesco….no?

7. In fatto di reality show abbiamo, in Italia, dei margini di peggioramento incredibili. Ma questo merita un post a parte. (Oddio, merita…)

So per certo che sul moleskine da blog-dipendenza ho segnato delle altre cose. Tutto sta nel ritrovarlo dentro il marasma di bagagli non disfatti.

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Libri delle vacanze

6 Comments

  1. welcome back!!
    felice di rileggerti.
    comida

  2. non si legge bene il blog…l’inizio dei post è come tagliato…

  3. Auro

    in molti negozi (non solo librerie) parigini, non sono ammessi mobilephones… mah.

  4. 7. non solo in fatto di reality show..

    wb, tata 🙂

  5. mia cara auro, io sarei per azzerare i mobilephones in qualsiasi negozio ?___?

  6. .mau.

    e com’è che non ci siamo incontrati, visto che dal 13 al 21 ce ne siamo stati negli stessi posti? 🙂

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