comunicare e ascoltare….

Stamattina la PBF tra un biscotto e un “muoviti che facciamo tardi” mi ha raccontato di essere seduta “un po’ in fondo” all’aula. L’aula non è enorme, capiamoci, però non siamo in prima fila e nemmeno in seconda.

Ottimo. Meno di un mese fa, al colloquio avevo doviziosamente spiegato il deficit uditivo della PBF ed espressamente chiesto che fosse seduta quanto più vicino possibile alle “fonti di spiegazione”, cattedra o lavagna che siano. Avevo chiesto la cortesia di cercare di parlare rivolti verso i bambini e non verso la lavagna, visto che la PBF si aiuta leggendo il labiale (che in realtà è uno svantaggio perché poi ci si dimentica che sente poco). Avevo fatto presente che se non sente è abituata a farlo presente.

“Piccola, ma quando non senti alzi la manina e lo dici?”
“Sì…”
“E cosa succede?”
“Mi dicono di non interrompere…”

Ottimo. A meno di un mese dal colloquio. Segnare in agenda di prevedere un colloquio ogni tre settimane?

Per ora ho scritto un cortese reminder sul quadernetto degli avvisi…

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assisto attonita…

7 Comments

  1. ll

    non ci posso credere.

  2. tcd

    Occazzo, qui ti/vi urgono le maniere FORTI, altro che “cortese reminder”:

    Io sono sorda dalla nascita e il sentirmi dire “non interrompere” nella vita quotidiana già mi dà un fastidio della madonna specialmente quando volevo chiedere spiegazioni o inserire una informazione importantissima per il dialogo a cui assisto. MA SENTIRSELO DIRE IN UN CONTESTO SCOLASTICO E’ DISUMANO.

    Suggerirei di contattare le madri dei bambini in prima fila per vedere se almeno uno di loro è disposto a fare uno scambio con la tua PBF.

    E suggerirei alla PBF di non vergognarsi MAI di alzare la manina e chiedere alla maestra di ripetere quello che ha detto quando si è girata verso la lavagna.

    E se le dicono di “non interrompere” suggerisco di rispondere “Allora per favore posso mettermi in prima fila così sento meglio?”

    (Mandami una mail se vuoi, non ci sono problemi)

  3. CV

    Grazie tcd 😀 Oggi l’hanno spostata in seconda fila in posizione centrale, dice che vede molto bene la lavagna e sente molto meglio.
    Io sono della teoria dell’approccio soft, obiettivamente ha delle buone insegnanti, ne ha tre (alla faccia del maestro unico) e una è piuttosto giovane, è lei che le ha detto di non interrompere. Ci sta che in un momento di isteria si sia scordata…
    Mio marito è più “aggressive”, voleva andare a scuola con della cera “giusto per far loro capire come sente la bambina”.

    A me preme solo che lei davvero non si rassegni ma che insista a chiedere quando non sente.

    Poi è una lotta eh, Lisa ha le esse in cui scappa fuori la lingua, un po’ th inglese, ci stiamo lavorando, in famiglia, con la logopedista ecc. oggi una tizia che conosco l’ha imitata, forse credeva di essere simpatica…Lisa mi ha guardato del tipo “e questa?”. Però un po’ ci resta male, povera.

  4. tcd

    Già la seconda fila è molto meglio di prima 🙂

    Se non mi sono confusa tra INP e PBF, direi che per la esse ci vorrà tempo e pazienza 🙂 E comunque prima o poi capirà dove si deve posare la lingua quando deve dire le esse 🙂

    Io stavo messa peggio: ci ho messo letteralmente secoli ad imparare a pronunciare correttamente “cucchiaino” (e mia madre mi prendeva in giro…) e ancora adesso ho qualche incertezza su quando usare l’articolo “lo”, visto che la mia idea di “esse impura”, al di là dei casi ovvi come le zeta, è tuttora abbastanza confusa 🙂

    Per quel che riguarda la lettura labiale, anche se io la considero una comodità incredibile, il suo problema principale (di cui quasi nessuno sembra rendersi conto) è che quando uno è stanco l’attenzione visiva cala e quindi si fatica terribilmente a capire cosa uno ti stia dicendo, col risultato di sembrare più rincoglioniti di quel che si è effettivamente…. (il che in certe situazioni può andare a tuo vantaggio 😉

  5. si anche da noi alla riunione un gran parlare di “se vi dimenticate di” mi raccomando scrivetelo sul diario. Ma che pensano di aver a che fare con gente che ragiona come loro??? Ma non ti pare che se mi ricordo di scrivere sul diario che mi son dimenticata del buono vuol dire che mi son ricordata del buono e allora lo metto nel diario…o che se mi son dimeticata di firmare la verifica vuol dire ecc ecc ecc…non mi sto lamentando di tutta l’erba eh ma di qualche filo di quel fascio si ! Chicca

  6. Io sono stata sorda (50% di udito in meno) dai 6 fino ai 12 anni, quando un’operazione mi ha ridato un udito normale. In più, mi manca la R e dai 10 anni sono pure miope.
    Ho compensato sviluppando una specie di sesto senso per il significato delle frasi (mentre per esempio mio marito deve sentire ogni singola parola – a me ne bastano 2 e guardare chi parla).
    Però mi ricordo quanto era brutto. Coraggio, se è un problema legato alle otiti si risolve con l’età: probabilmente oggi ci sentirei normalmente anche se non avessi fatto quell’operazione.

  7. su dai, non disperare…e continua a ricordarlo alle insegnanti e a Lisa…tu non arrabbiarti troppo, cerca di essere diplomaticamente inca**osa…se solo tu fossi rappresentante di classe, avresti la possibilità di avvicinare meglio le insegnanti…un bacino a Lisa.

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