Non fatelo e non fatevi incastrare

Lo scorso anno scolastico, pensando che fosse un buon modo per conoscere la nuova realtà scolastica, ho fatto la rappresentante dei genitori. E’ stato un grave errore per cui, quest’anno nemmeno legata, incatenata, zavorrata e coi piedi immersi nel cemento a presa rapida.
No way, proprio.
L’anno scolastico 2013/2014 è stato dichiarato ufficialmente “anno del disimpegno”. Beninteso che questo vale anche per tutti gli anni scolastici e accademici a venire fino al dottorato di ricerca, al master, a tutti i possibili corsi post-laurea e financo all’università della terza età di entrambe le figlie.

Perché NON bisogna farsi eleggere rappresentante di classe

Premessa:  l’unico ordine di scuole in cui la figura del rappresentante ha un minimo accenno di senso è la scuola dell’infanzia, a condizione che tu abbia tempo per:
– raccogliere i soldi per ogni santissima iniziativa che viene in mente alle insegnanti
– scapicollarti per acquistare e impacchettare i regali di Natale per la classe
– organizzare i vari social gatherings previsti (la pizza di fine anno, nella migliore delle ipotesi)
– altre attività varie a seconda della programmazione e delle idee del “corpo docente”
Va detto che, se tutto va bene e i rapporti con le insegnanti sono buoni, tutto ciò può anche essere divertente.

Dopo basta.

Uno dei motivi per cui ci si candida è “porre fine all’imbarazzante silenzio” che si stende sui partecipanti alla prima riunione dell’anno scolastico, alla fatidica domanda “ora parliamo dei rappresentanti, avete già deciso chi lo vuole fare?”.
Silenzio.di.tomba.
Sorrisini imbarazzati, gente che si guarda in giro, gente che fischietta.
Fino a quando qualcuno si rischiara la gola, tutti si girano e con sorriso a 1000 denti dicono “Ah, lo fai tu?”.

Ora.

Non c’è nulla di imbarazzante nel silenzio.
Hai pagato centinaia di euro per andare in vacanza in montagna per assaporare la quiete e il silenzio. Il silenzio è bello, è riposante, è piacevole.
Se ti infastidisce, ripassa le tabelline, osserva con attenzione le macchie sul banco al quale sei seduto, ce ne sono, oh se ce ne sono. Mettiti in grembo un lettore dvd portatile con il Decalogo di Kieślowski, un ebook reader con Guerra e Pace. Analizza con attenzione il complesso intreccio fra trama e ordito di quello che stai indossando e rifletti sulla triste condizione di vita dei bambini vietnamiti che l’hanno tessuto, così assumerai anche un’espressione impegnata e corrucciata.
Assumi un’espressione contrita, fingi di essere alla cerimonia rievocativa di tutte le vittime di tutte le guerre, da quelle puniche fino all’ultima lite di quartiere, così ti passa anche la tentazione di rischiararti la gola. Imbottisciti di Benagol prima della riunione.
Fai qualsiasi cosa ma non sentirti in dovere di interrompere il silenzio.

Ricorda.

Come rappresentante di classe passerai metà del tuo tempo a spiegare agli altri genitori che:
1. No, non puoi andare al colloquio con l’insegnante al posto loro, anche se non hanno tempo e lavorano a zilioni di km di distanza. Non.Puoi.
2. No, non chiederai appuntamento col professore di * (materia a caso) per lamentarti dei troppi compiti perché loro lo scorso fine settimana non sono potuti andare a sciare perché il figlio ha passato due giorni a farli. (Non lo farai anche perché tua figlia li ha fatti in mezz’ora)
3. No, caro genitore, tutte le tue questioni tue individuali (e di cui ti lamenti solo tu) che riguardano mensa, trasporto scolastico, pre-post scuola te le risolvi da solo.
4. No, non voglio davvero ascoltare le lamentazioni sui voti del tuo pargolo, sono questioni didattiche e individuali e te le risolvi TU con l’insegnante (e magari prima con tuo figlio…).

Gli insegnanti della scuola primaria considerano il rappresentante una misto fra manodopera gratuita e una rottura di scatole, gli insegnanti della scuola secondaria lo considerano solo una rottura di scatole.

Le riunioni di interclasse alla primaria sono sempre in orari scomoderrimi inoltre ti vengono comunicate una serie di informazioni (meta della gita, andamento della classe ecc) che tanto, quando sarà il momento, saranno completamente cambiate (lo scorso anno si è passati dal parco dei dinosauri al museo etnografico dell’agricoltura, per dire).
La parte aperta ai rappresentanti delle riunioni della scuola secondaria, oltre ad essere in orari scomoderrimi, ti scaraventa in una sorta di déjà vu dell’esame di maturità. Tu seduto con tutti gli insegnanti ad anfiteatro che ti dicono cose, durata media: 15′. Esci e hai la ridarella per mezzora.

Finite le riunioni stili diligentemente un resoconto, fai le fotocopie perché tanto l’indirizzo email te l’ha dato al massimo il 5% dei genitori e lo fai distribuire. Ricorda che nella vita ci sono delle certezze, il sorgere del sole, le maree, le fasi lunari, l’indelebilità delle macchie sulla tua felpa preferita, e nessuno legge i resoconti delle riunioni scolastiche. Fidati.
Te ne rendi conto quando, pochi giorni dopo incontri casualmente qualche genitore che ti chiederà esattamente le stesse cose che tu hai dettagliatamente spiegato nel resoconto.

Ricorda che per le questioni davvero serie di solito si fa prima a trovarsi tra genitori e decidere insieme una linea di azione e anche qui il rappresentante serve a poco, perché tanto mica si va a parlare, si scrive e quindi serve massa critica.
In quelle occasioni, improvvisamente, tutti avranno il tuo numero di telefono e il tuo indirizzo email perché tutti si aspettano che TU organizzi qualche cosa.

Insomma, aderisci anche tu all’anno del disimpegno! 😉

Previous

Sono mesi che…

Next

Domande ansiogene

6 Comments

  1. Roberto

    Visto che mia moglie lo scorso anno ha fatto la rappresentante per la prima elementare, quest’anno si è già offerta per il ruolo di scrutatrice, ruolo notoriamente incompatibile con l’essere candidati.
    Così si unisce l’impegno (eh.. faggio già la scrutatrice…) con il disimpegno 😀

    Per il resto si condivide tutto!!

    • CV

      Quella di fare la scrutatrice è una tecnica di defilamento elegantissima. Penso proprio che lo farò anche io! 😀

  2. Roberto

    faggio = faccio lapsus..

  3. Federico

    “Ricorda che nella vita ci sono delle certezze, il sorgere del sole, le maree, le fasi lunari, l’indelebilità delle macchie sulla tua felpa preferita, e nessuno legge i resoconti delle riunioni scolastiche. Fidati.”
    Verissimo! E nemmeno i resoconti di qualsiasi rappresentante degli studenti (be’, nel mio caso forse qualche dozzina o al massimo centinaia di studenti su sessantamila).

  4. Ahahah anche mia mamma si era pentita.. :p ma in un modo o nell’altro penso ci si caschi per forza!

  5. Mia madre l’ha fatto per anni, sia per me che per mia sorella, ma lei lo sanno tutti è una politica e se non è nel mezzo in quelle cose proprio non è contenta!

Leave a Reply

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén