Category: Inquilina Non Pagante (Page 1 of 21)

Vide dei verbi volare…

Stasera, in macchina (as usual) l’INP mi raccontava del “mito” che sta scrivendo insieme ad un compagno di classe come compito di italiano.

INP “…e poi Poseidone vedette…”
si ferma e
INP: “Oh, miracolo, l’ho detto giusto, di solito sbaglio…”
M: “Cosa hai detto giusto…?”
INP: “Vedette! Di solito dico vedò

M: “Vedò???”
INP: “Che è sbagliato, vero?”

M: “Ma vide fa così schifo?”
INP: “Vide???”
M: “Eggià…no, ma continua pure a raccontare…”

robe di verbi

INP che racconta di una sua compagna di classe: “…e poi ha detto che se lo sapeva, andava anche lei”
M (grammarnazi): “Se l’avesse saputo sarebbe andata anche lei”
INP (con sguardo perplesso): “….non ho mica capito quello che hai detto, sai?”
M: “ho detto esattamente quello che avresti voluto dire tu, solo che l’ho detto in italiano”

INP: “…non sono per niente convinta, hai usato un sacco di verbi di troppo, tu!”

poco dopo

INP (guardandomi con aria truce): “…e comunque, io non vorrei mai dover fare l’analisi grammaticale di quelle cose lì che dici tu…”

 

 

Primo giorno.

Primo giorno di scuola media secondaria di primo grado per l’INP.

L’INP la scorsa settimana è andata per tre giorni al mare insieme a molti dei bambini che iniziano la scuola media, un soggiorno organizzato dall’istituto comprensivo (detto: la scuola nuova) in cui hanno fatto attività di socializzazione guidata da un gruppo di educatori. E’ tornata motivatissima e molto tranquilla per questo nuovo inizio. Un’esperienza per noi molto positiva.

Oggi raduno in cortile, brevi note tecniche su campanelle, diari, dove andare e cosa fare, auguri di buon inizio e poi via a 10 giorni di attività ludiche-educative guidate da educatori esterni alla scuola e coordinate dagli insegnanti. Al termine di tutto ciò, che serve all’osservazione delle varie dinamiche, verranno formate le classi, si spera a quel punto più equilibrate possibile.

Lei mi pare molto contenta.

Primo giorno nella nuova scuola anche per la PBF.

Scuola piccola, se paragonata con quella frequentata finora, una sezione per classe e classi molto meno numerose. Insomma, in tutta la scuola sono tanti bambini quanti le sole seconde dell’altra scuola.

Festeggiamento per i bimbi che inziano la prima con tanto di lancio di palloncini e coriandoli e poi tutti in classe. Alla PBF è molto piaciuta la sua nuova maestra che ha definito “gentilissima”. Ha un viso molto dolce, questo l’ho notato anche io. Nella mattinata spettacolo con pagliacci/giocolieri in palestra. Anche lei è uscita da scuola piuttosto entusiasta.

Stasera le è venuto un momento di tristezza perché le mancano i suoi amici dell’altra scuola, abbiamo subito scritto una bella cartolina che domani imbucherò.

Domani è un altro giorno e per la prima volta prenderemo lo scuolabus, grande novità

costi della politica?

INP: “Se io fossi ministro dell’istruzione renderei la scuola facoltativa”
M: “E certo, così fai il ministro di una cosa in cui non va nessuno…”
INP: “Beh, così poi c’è un ministro in meno…”

Qualcosa mi dice che oggi a scuola è stata una giornataccia…

L’ansia evitabile e la fase brontola

Inevitabile che uno dei (tanti) punti che mi mettono ansia in tutta questa vicenda del trasferimento sia lo spostamento scolastico delle figlie.

(a monte ricordo che io ho l’ansia di default)

Ieri sera sono andata alla riunione informativa della nuova scuola media, pardon, secondaria di primo grado, che frequenterà l’INP.

Ho visto e sentito persone che mi sono piaciute, hanno raccontato cose che mi sono piaciute. Vero anche che io sono in modalità “entusiasmo a prescindere” per cui ci vuole poco. Ma nel caso di specie poco non era.

Oggi raccontavo tutte queste cose all’INP che invece era, in quel momento, nella modalità “qualsiasi cosa tu mi racconti a me comunque non piace”.

Non mi sono lasciata smontare, il marito e io le abbiamo raccontato della nostra scuola media, del fatto che noi manco ce lo sognavamo un corso di teatro, di pattinaggio su ghiaccio, di nuoto, di potenziamento di inglese o  le uscite in mountain bike e le gite di più giorni. Del fatto che le nostre scuole (entrambe) non avevano nemmeno una palestra degna di quel nome. Il marito faceva educazione fisica per strada, io in un cortile con l’asfalto sconnesso. Del fatto che le cose non è che devi trovarle tutte belle ed entusiasmanti per forza ma che avere la possibilità di provarle e di provarne molte è una grande opportunità. Del fatto che le opportunità non si devono sprecare perché non sai mai quando se ne presenta una nuova.

Di questo abbiamo parlato con la preadolescente. Con molta calma e anche scherzando un po’.

Al momento della buona notte la preadolescente semi addormentata mi ha detto:

“Mamma, adesso che mi è passata la fase brontola, il teatro e il pattinaggio su ghiaccio ho proprio voglia di farli, il giro in mountain bike lo farò ma non so mica se mi piacerà…”

Fase brontola: lessico famigliare per definire i momenti in cui “tutto è no”

dialoghi vacanzieri…

INP: “Ma non possiamo prolungare un po’ le vacanze?”
M: “No.”
INP: “Uffa, le prossime sono in aprile, manca tanto…”
M: “Se fossimo sempre in vacanza non servirebbero le vacanze, non credi?”

PBF: “Potremmo fare finta che fossino vacanze i giorni di scuola!”

M: “…”
M: “Ecco, forse è proprio ora di tornare a scuola…”

17 maggio

Nel primo pomeriggio di una domenica di maggio una e uno tornano a casa con un cestone con dentro un cosino urlante, superano il primo imbarazzo del dove appoggiarlo poi si distraggono “un attimino” e si ritrovano all’improvviso a fare i preparativi per la festa del decimo compleanno.

Stupore e smarrimento.

Vuoi davvero dire che quella cosa lunga e magra che ogni tanto dà rispostacce e ogni tanto cerca coccole e che mangia (tanto), dorme (poco) e vive da 10 anni in casa nostra è davvero lo stesso cosino?

Stupore e meraviglia.

disclaimer?

Devo imparare a mettere il disclaimer quando scherzo, altrimenti “la gente non capiscono”…

Oggi pomeriggio mi si avvicina l’insegnante di flauto dell’INP e mi dice “guarda che devi portare il flauto a riparare perché si è rotto un tasto”

Io: “Quale tasto?”
Lei: “Il fa”
Io: “Embé, non potete suonare senza? Esisteranno bene dei pezzi senza fa…”
Lei (sguardo allucinato): “…”
Io: “Oh, stavo scherzando…”

Ha sorriso ma so che da ora mi guarderà con diffidenza. Me lo sento.
Sabato porto il flauto dal dottore dei flauti. Devo entrare nell’ordine di idee di non fare battute cretine, tipo “Il flauto non fa…” o simili.

Anzi, sai cosa?
Mando il marito che è una persona seria.

questioni esistenziali

Dialogo esistenziale tra padre e figlia grande.

INP: “Sai papà, alcuni miei compagni di classe dicono che Babbo Natale non esiste e che i regali li comprano i genitori”
P: “Ah…”
INP: “Anche io ho un po’ di dubbi…poi ci ho pensato…”
P: “E…”

INP: “Mi sono detta, ma figurati se la mamma e il papà spendono tutti quei soldi per dei giocattoli…”

Il marito ha detto che la prima reazione è stata di morsicarsi una mano dicendo improperi irripetibili (ridendo).

no glamour

Ho una figlia decisamente poco glamour.

In giro per il centro della Grande Metropoli la vedo completamente impermeabile al fascino delle vetrine sbrilluccicanti di addobbi natalizi. Ad un certo punto si ferma davanti alla vetrina di un parrucchiere da donna. Un negozio con un arredo men che minimalista.Deserto.

INP: “Che strano questo negozio…”

M: “Sì, molto scarno…anche un po’ vuoto…”

INP: “Già. Si vede che non è un parrucchiere poi così bravo.”

E prosegue nel cammino.

Impermeabile.

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