Category: Cose di libri e letture (Page 1 of 6)

svariate sfumature di grigiore…

Di fronte ai grandi successoni editoriali, libri che di colpo svettano in cima alle liste di vendite e di cui tutti parlano e scrivono, di solito ho un approccio un po’ esitante. Un po’ snob, sì.

Lo stesso vale per il libri che tutti mi dicono essere dei must read.

Poi prevale la lettrice compulsiva e ci provo, a modo mio, li leggo in lingua oppure in inglese. “Così se poi non mi piace almeno è stato utile per le competenze linguistiche”. (un po’ snob, l’ho già detto?)

E quindi ho faticato per leggere i primi due Harry Potter per poi concludere che anche no, posso farne a meno. Ho aspettato con ansia che i lumaconi anglofoni traducessero Stieg Larsson di cui avevo letto il primo libro in inglese e di cui i successivi sono stati tradotti prima in tutte le lingue possibili, swahili,  bambara e dialetti di Paupa Nuova Guinea compresi e POI, dopo tutto questo, finalmente in inglese.

Quando mi viene raccontato che un  libro, una serie di libri, ha venduto in pochissimo tempo 40 milioni di copie e “set the record as the fastest-selling paperback of all time, surpassing the “Harry Potter” series.” (fonte: en.wikipedia) la lettrice compulsiva si dice che: “ok, si può fare” e procede, con tutta la trilogia.

E ride. E sente il bisogno di condividere. Prometto di non fare spoiling (che poi c’è ben poco da spoilerare).

Cominciamo dai titoli, quello che in inglese si chiama:
-Fifty Shades of Grey
-Fifty Shades Darker
-Fifty Shades Freed
in italiano è stato tradotto con Cinquanta sfumature di grigio (e fin qui tutto bene), Cinquanta sfumature di nero e Cinquanta sfumature di rosso. Esprimo i sensi della mia più profonda gratutidine all’autrice che si è fermata al terzo altrimenti ci toccava pure l’azzurro, il giallo e financo l’indaco, per la serie Sette i colori dell’arcobaleno, dopo la pioggia viene il sereno…

Evabbè.

Il tutto nasce da una fanfiction basata su Twilight (che invece non ho letto)  rimossa dai siti di fanfiction a causa delle critiche per il contenuto hard e in seguito modificata e pubblicata.

Ora. Anni e anni di cinematografia adolescenziale statunitense ci hanno convinto che per i giovini statunitensi il periodo del college è un periodo di grandi divertimenti e follie e qui abbiamo la neolaureata che pare uscita da un romanzo vittoriano. Innocente, imbranatella, disinformata. Però intelligentissima e acculturatissima e laureatissima in letteratura inglese. Che ha studiato nell’unico college in tutti gli USA senza internet, oppure con il parental control su tutto il campus, oppure non sa usare il pc e che ha studiato letteratura inglese usando probabilmente i bigini censurati per minori.   Porella.

Dall’altra parte abbiamo il seduttore figo. Quanto è figo questo tizio, l’autrice ce lo racconta una pagina sì e l’altra pure. Se depuriamo il contenuto da tutte le dichiarazioni di fighitudine i libri si dimezzano di spessore. Con notevole riduzione dell’impatto ambientale e dei costi di trasporto e immagazzinaggio, peraltro.

Se poi togliamo anche tutti dialoghi infantili fra la protagonista e la sua dea interiore il libro si riduce ulteriormente. E rimane un po’ pochetto.

Il seduttore-figo è il supermegacapo di una supermegazienda e guadagna zilioni di dollari al secondo, pilota elicotteri e alianti, suona il piano come un concertista, si dedica a progetti filantropici, vive al settemilionesimo piano di un megagrattacielo iperstrasuperlussuoso di Seattle in un appartamento di svariate centinaia di metri quadrati dal quale comanda il suo sconfinato impero finanziario.

A 27 anni.
Certo virgola certo.

Del tutto casualmente il superfigo di cognome fa Grey. Ohmioddio ecco da dove arriva il titolo! Che trovata geniale-non-mi-sarebbe-mai-venuto-in-mente! Ma davvero nell’editoria c’è gente che guadagna dei soldi con idee così straordinariamente creative? Amazing.

Il grigio Grey dopo un’infanzia difficile è stato adottato dalla ricchissima famiglia americana uscita dal White Mill (lo metto in inglese, mica che si arrabbiano) ma non ha superato i suoi traumi infantili e sfoga i traumi in una mania ossessiva di controllo. Inciampa, o meglio, gli inciampa addosso la studentella imbranatella e da lì parte una sequela di robe più o meno ridicole.

La studentella imbranatella viene introdotta a pratiche sessuali di ogni genere alle quali partecipa con ingenuo e crescente entusiasmo. Salvo poi arrossire per qualsiasi frase appena appena insinuante. Stellina, forza.

Il seduttore-figo che ha passato parte della sua esistenza a far pratiche sadomaso si adombra perché lei, in un momento di emergenza, indossa un paio di suoi boxer estratti dal cassetto e questa è oh-my-god un’intollerabile invasione della sua privacy. Tre pagine prima gli ha usato lo spazzolino da denti e quello niente, non dice niente. Ciccio, dai, ripigliati, che schifo!

I dialoghi sono terrificanti. Lei fa battutina sagace, Lui apprezza aggrottando le sopracciglia (fighissime, inutile dirlo), Lei fa altra battutina e sconfina un po’, Lui si adombra, lei passa mezza pagina a chiedersi se e perché è adombrato e omioddio quanto è figo quando è adombrato. Lui la acchiappa, la scaraventa sulla prima superficie più o meno idonea e si chiariscono con pratiche sessuali varie, seguono svariate pagine di dettagli, e banalità varie su dette pratiche. Con una certa fastidiosa ripetitività terminologica, tra l’altro. E via così di banalità in banalità. Scorrevoli e per alcuni tratti anche spassose, però banalità. Tutto ciò per una trilogia intera e pare che l’autrice ne voglia scrivere altri. Ci toccherà l’indaco, credeteammè.

Contentuto hard? Uhm. Not really. In letteratura esistono scene di sesso molto meno esplicite ma molto più coinvolgenti.

“E tu perché li hai letti?” Perché IO sono la lettrice compulsiva e perché è uno sporco lavoro ma qualcuno deve pur avvertirvi di NON spendere dei soldi per questa roba! Oppure di spenderli sapendo che si tratta di una simpatica lettura da ombrellone ma che non dovete aspettarvi il capolavoro editoriale dell’anno.

Un po’ di gratitudine, suvvia!

Ci tengo a specificare che il mio carbon footprint per questi libri è vicino allo zero eh, nessun albero è stato abbattuto perché voi possiate leggere questa pseudo-recensione.

Ebook reader – Kindle

Ok, me l’hanno chiesto in diversi ormai, di esprimere un’opinione su questo prodigio della modernità.

Eccomi.

Il Kindle (4 quello uscito in Italia) è entrato in casa poco prima di Natale. Mio, tutto mio, molta curiosità da parte del resto della famiglia ma vorrei ribadire, anche in questa sede che il Kindle è MIO. Punto.

Detto ciò, pro e contro:

Il primo grande, grandissimo pro si evidenzia la prima volta che andate via per un week end o una vacanza. Al posto di ficcare in valigia un numero di libri proporzionale alla durata dell’assenza ci mettete i 170 grammi di ebook reader. Questo però vale per qualsiasi ebook reader per cui toglietelo dai pro e tenetelo lì come appunto generale.

Una carica di batteria ha una durata ottima, disattivando il wifi la durata si prolunga tantissimo, da me è disattivato e se ho bisogno di caricare qualcosa lo attacco al pc con il buon vecchio cavo usb.

Per ora gli unici aspetti negativi che riesco a trovare sono:

  • il legame strettissimo con amazon, Kindle e amazon se non stai attento si sincronizzano, si parlano, fanno cose strane di nascosto 🙂  Motivo in più per disattivare il wifi
  • il fatto che al Kindle non piacciono formati diversi dal mobi. Per caricare degli epub bisogna passare da calibre, che non è un grosso problema ma aggiunge qualche passaggio.

La mia versione del Kindle non è touch, non so bene se per un ebook reader il touch sia questa gran comodità. Il Kindle ha la dimensione perfetta per me, riesco a tenerlo con una mano sola e girare le pagine con un dito della mano che lo tiene. Col touch servirebbero due mani, credo.

(siccome sono freddolosa, il fatto di poter tenere una mano sotto le coperte mentre leggo per me conta tantissimo, ok, sarò strana io…)

Fra un paio di settimane arriverà in casa un Kobo, seguirà quindi un post Kindle vs Kobo.

Seguirà anche decluttering della libreria, perché proprio non ci sta più nulla…

ebook e carta

Parlando con una conoscente:
Io: “Tu leggi ebook?”
Lei (inorridita): “No per carità, mi mancherebbe troppo la sensazione della carta…”

La carta, eh. Si parlava dei tascabili di Stieg Larsson, non del Book of Shells.

Poi boh.

(sì, qui è arrivato il kindle)

(anche perché un altro modulo di ivar proprio non ci sta)

 

gratuità e condivisione

Sto leggendo un libro. Ok, penserete che non è una gran notizia…in realtà negli ultimi anni non sto leggendo moltissimo per cui il fatto di aver ripreso a leggere per me invece è una gran notizia.

Il libro è “Il dono al tempo di internet” di Marco Aime e Anna Cossetta.

A parte che nel libro è nominata di persona personalmente la vicina di casa di cui si riporta anche una citazione. Ovviamente è citata in quanto presidenta di Wikimedia Italia e non in quanto mia vicina di casa. A questo arriveremo con calma. 😛

Il libro è interessante perché tratta di tutte quelle cose che piacciono a me e in cui credo. Mi piace perché dice nero su bianco e più volte che la condivisione di conoscenza è una cosa che non impoverisce nessuno e soprattutto arricchisce tutti.

Che è una cosa che io ho passato anni a predicare, anche dentro una società di consulenza nella quale, al di là degli statement di facciata siccome “conoscere” era sinonimo di “avere potere” col piffero che si metteva in comune quello che si sapeva. Sarà per questo che non ho fatto ‘sta gran carriera. Boh. Ma anche chissenefrega. Però quando parlavo di “bisognerebbe costruire un database comune aziendale delle soluzioni a cui tutti possono contribuire” in pratica pensavo ad un wiki ante litteram. Nel 1999.

Sono troppo avanti, sappiatelo. Talmente avanti che probabilmente già ai tempi non mi capivo nemmeno io. 😛

Tutto ciò per dire che? Tutto ciò per dire che è ora di finirla di pensare che ciò che è gratuito deve necessariamente essere peggio di ciò che si paga.

Ho fatto comprare ad un amico un tema di wordpress a pagamento perché sembrava una grandissima figata per sistemare il suo sito. Un sito di fotografie sportive sul quale pensavamo di mettere una bella serie di pagine iniziali con il portfolio (anche se a lui la parola non piace).

L’ha comprato, l’ho installato, ho spippolato per sistemare i colori, i font, tra influenze, malattie delle figlie, impegni di lavoro ecc ci siamo trovati per accordarci sul da farsi, gli ho fatto caricare le immagini ridimensionandole n volte, ha più o meno imparato da solo come usare le cose di wordpress che servono per quel tema.

Dopo pochi giorni mi manda una mail segnalandomi che i menu non funzionano con IE7.
Provo a metterci mano e poi mi dico “checcappero, abbiamo pagato, scriviamo al supporto”.

La risposta è stata più o meno che “siccome IE7 dà un sacco di problemi, molti non fanno più supporto, noi nemmeno. Dite alla gente di fare l’upgrade a IE8”.

Ah certo, se le risposte sono queste lo faccio anche il Technical support. Il genio universale del Technical Support.
Faccio Technical Support per tutto. Tutto tutto.

Non ti funziona l’aspirapolvere? Usa la scopa.
Non funziona la scopa? Non sporcare.
Si è rotta la centrale nucleare? Spegni la luce.
Non ti funziona il pc? Comprane uno nuovo.
Non funziona la macchina? Vai a piedi.

Dillo a me, dì pure tutto a me, sono il TUO Dio del Technical Support.

 

Che poi pensandoci, abbiamo speso solo 79 USD (al cambio € 60) per avere a che fare con il piccolo genio universale del Technical Support. Un affarone.

Ora sto rifacendo tutto, rigorosamente solo con tema e plugin gratuiti.

Poi scriverò ai tizi per vedere se ci ridanno i soldi.
Poi penseremo a fare un bel post bilingue su quanto accaduto.

Perché la condivisione di conoscenze è gratuita, arricchisce tutti e magari, come effetto collaterale, aiuta anche a far risparmiare 79 USD a qualcuno.

freddo o non freddo

Ma voi lo sapete cosa succede
quando la sera fa tanto freddo e ci si infila sotto le coperte tutti rannicchiati
e ci si vorrebbe rannicchiare ancora un po’ per sentire meno freddo
e si decide di leggere ancora un pochino
allora
si infilano timidamente le punte delle dita fuori dalle coperte
si tiene il libro con la punta delle dita e lo si tiene appiccicato al naso
perché si è tutti rannicchiati
per esporre meno pelle possibile al freddo
e si legge
e quando c’è da girare la pagina c’è il momento di brivido perché
almeno altri due/tre centimetri di pelle devono uscire
da tutto questo rannicchiamento.

Eh, lo sapete voi cosa succede???

Che al mattino dopo ci si sveglia col torcicollo.
Ecco cosa succede.

E poi succede che il primo che incontri
ti dice:
“Ah, avrai preso freddo…”

di libri, autori e commercianti

L’INP sta scrivendo un libro. Che detto così pare una minaccia e invece no. Mi ha fatto comprare un quadernone a righe, ha iniziato con lo scriverci dentro due storie, le ha illustrate. Ha fatto la copertina (testi e grafica) e anche la quarta di copertina, persino con le note sull’autore.
Stamattina le ho lette, le prime due storie. Oh, sono carine..

La notiziona che rimbalza oggi sul social cosi è l’arrivo di ama*zon in Italia.
Ma a me cambierà qualcosa? Boh, non lo so.

Qui si legge soprattutto in lingua, i libri in lingua li ordino su:

http://www.betterworldbooks.com/ se compro usato, costano una scemata e anche le spese di spedizione sono affrontabilissime. Mai andato perso nulla e poi il tutto è per più buone cause.

http://www.bookdepository.co.uk/ se compro nuovo, hanno la spedizione gratuita in tutto il mondo.

I libri in italiano li compro su libreriauniversitaria che hanno la spedizione gratuita sopra i 19 euro.

Cd, dvd e altro li compro (dopo estesi giri di esplorazione) dove costano meno. A volte su bow che ha il punto di ritiro a 10 km da casa per cui viene comodo evitare del tutto la spedizione.

Però sono curiosa di vedere come sarà ama*zon.it, davvero curiosa.

desiderata

Go placidly amid the noise and haste,
and remember what peace there may be in silence.

As far as possible without surrender
be on good terms with all persons.
Speak your truth quietly and clearly;
and listen to others,
even the dull and the ignorant;
they too have their story.
Avoid loud and aggressive persons,
they are vexatious to the spirit.

If you compare yourself with others,
you may become vain and bitter;
for always there will be greater and lesser persons than yourself.

Enjoy your achievements as well as your plans.
Keep interested in your own career, however humble;
it is a real possession in the changing fortunes of time.
Exercise caution in your business affairs;
for the world is full of trickery.
But let this not blind you to what virtue there is;
many persons strive for high ideals;
and everywhere life is full of heroism.

Be yourself.
Especially, do not feign affection.
Neither be cynical about love;
for in the face of all aridity and disenchantment
it is as perennial as the grass.

Take kindly the counsel of the years,
gracefully surrendering the things of youth.
Nurture strength of spirit to shield you in sudden misfortune.
But do not distress yourself with dark imaginings.
Many fears are born of fatigue and loneliness.

Beyond a wholesome discipline,
be gentle with yourself.
You are a child of the universe,
no less than the trees and the stars;
you have a right to be here.
And whether or not it is clear to you,
no doubt the universe is unfolding as it should.

Therefore be at peace with God,
whatever you conceive Him to be,
and whatever your labors and aspirations,
in the noisy confusion of life keep peace with your soul.

With all its sham, drudgery, and broken dreams,
it is still a beautiful world.
Be cheerful.
Strive to be happy.

Desiderata (Max Ehrmann)

drammi [1]

Sto ristrutturando per la sessantamillesima volta la disposizione dei libri su ivar l’incompiuta (mi mancano due ripiani).

Ho la certezza matematica che la configurazione ideale verrà raggiunta a fine giugno, in contemporanea con l’arrivo dell’imbianchino.

Che vuole la libreria smontata.

the girl who thought to be smart

Un po’ snobisticamente mi ero tenuta alla larga dal fenomeno editoriale di Larsson, un po’ perché quando vedo un libro ovunque mi scappa la voglia di leggerlo e un po’ perché sì.
Poi lo leggevano tutti e ne parlavano tutti, mica si vorrà sempre leggere quello che leggono tutti e poi parlare di quello di cui tutti parlano, no? Basta con tutta questa autoreferenzialità.

Alla fine ho deciso di fare una cosa che pensavo essere geniale. Mi compro il primo ma non in italiano, ennò. Me lo compro in inglese.
Così,
1. sì, ok leggo un libro che leggono tutti ma almeno è utile a “fare esercizio”
2. in inglese leggo leggermente più lentamente per cui a parità di pagine il libro dura di più. Tipo tre giorni al posto di uno. Oh, costano i libri eh.

Per non so quale perversione commerciale ordinare un libro in inglese nella sezione “libri tedeschi” di libreriauniversitaria costa meno che ordinarlo nella sezione libri inglesi. Poco più di 13 euri contro circa 16. Son soldi. Per inciso il titolo in inglese (e in tedesco) è completamente diverso da quello svedese (e italiano).

Parto per la vacanza e dopo tre giorni mi trovo a dover assolutamente mettere le mani sul secondo libro. Visto che in Germania i libri in lingua costano 10,80 euri mi dico che già che ci sono compro anche il terzo.
Bene.
Invece no.
Scopro che il terzo non è ancora stato tradotto in inglese, uscirà nell’autunno 2009.

Sì ma io mica ci sto fino all’autunno 2009 ad aspettare. Certo che anche leggere una trilogia spezzettandola in due lingue non è bello.
Sì vabbé, tanto martedì riaprono i negozi, vero?

Se qualcuno

vuole “My name is red” di Orhan Pamuk a 5 euri (più eventuali 1,23 di spese di spedizione) batta un colpo. Qui. Ora.

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