Category: Incredibilmente cose serie (Page 1 of 2)

le cose di traverso…

Ieri sera nella bacheca di feisbuk mi è apparso un messaggio in cui si segnalava che stamattina dalle 9.30 alle 10.00 ci sarebbe stata, nel corso di una trasmissione su canale5, una parte dedicata alle manovre di disostruzione pediatrica.

Tipo quando va gravemente di traverso il briciolino di pane/succo di frutta/altra schifezza ingerita dai bimbi. Quelle situazioni in cui alla mamma, dopo le pacchette sulla schiena e dopo il “guarda l’uccellino” viene l’attacco d’ansia.

A me un po’ meno perché sono 15 anni che sono sposata con uno a cui vengono le crisi di panico dopo zero nanosecondi che sembra a lui di non riuscire a respirare perché gli è andato di traverso qualcosa per cui qui si fanno manovre di Heimlich come se piovesse. Sì, non commentate, lo so, è ridicolo. E io continuo a spaventarmi (e a incazzarmi).

Insomma, partendo dal messaggio e scavando nei link ho scoperto questo sito http://www.manovredisostruzionepediatriche.com/ gestito da un motivatissimo medico, il dottor Squicciarini, che da anni si dedica all’emergenza pediatrica.

Nella home page del sito scopro che di soffocamento muore praticamente un bambino a settimana e allora no, calma, parliamone, è davvero il caso di capire meglio. Mi sono messa a guardare i video sulle manovre di disostruzione, anche quelle del lattante che non si sa mai (no, non abbiamo strane intenzioni, tranquilli, due bastano).

Nell’area video del sito ci sono i video degli interventi di questo dottore in alcune trasmissioni. Spiega proprio bene, con calma e in modo chiaro. E’ chiaro anche che non vorrei trovarmi in condizione di dover rivangare nella memoria per ricordarmi cosa fare, però sai mai. Magari nel caso qualcosa si ricorda.

Ecco, detto fra di noi mamme/donne, il fatto che il dottor Squicciarini sia anche un bell’uomo giova alla soglia di attenzione, anche se dovrebbe davvero bastare l’argomento… 😉

Ovviamente siccome il mio neurone solitario attualmente è anche gravemente innevato stamattina ho acceso il televisore all’orario sbagliato per cui la trasmissione non l’ho vista.

Insomma, guardate, memorizzate quello che potete e magari linkate…

il nuovo che avanza (però pianino)

Pare, e usare il “pare” è d’uopo, che dal giugno 2008 le linee S5 e S6 verranno prolungate fino a lambire il paesone.

Bene.

Sono solo 30 anni che si parla di quadruplicamento della linea ferroviaria con tanto di referendum sul “facciamolo in sede” o “facciamo la bretella”. Se non ricordo male nel paesone vinse la bretella e infatti l’hanno fatto in sede.

Che poi non è nemmeno un quadruplicamento visto che, se non ho contato male, i binari da 2 (più uno di servizio) sono passati a 4. Due dedicati all’alta velocità (che non sono ancora in funzione) e due al traffico locale dove continua a passare di tutto, ovviamente tutto con precedenza sul traffico locale.

Per ora gli unici quadruplicamenti certi sono due, il numero medio di parolacce con cui il pendolare manifesta il (quadruplicamento del) disagio

Oltre all’eliminazione fisica della stazione che è stata sostituita da comode pensiline perfettamente esposte ai quattro venti, oltre all’eliminazione fisica della biglietteria sostituita dalla fantastica opportunità di comprare i biglietti in tabaccheria (la più vicina alla stazione non ho ancora capito dov’è ma in ogni caso non è “vicina”), oltre all’eliminazione fisica del “signore degli annunci” (spesso esilaranti) sostituito da comodi display alcuni dei quali mai entrati in funzione c’è che, mentre un tempo per fare i famigerati 15 km per la Grande Metropoli serviva “persino” mezz’ora ora ci si può mettere anche un’ora intera, a volte anche di più. Magari cambiando treno un paio di paesetti più in là , rimanendo magari in attesa sotto un’altra comoda pensilina perfettamente esposta.

La forza del progresso…

osservazioni elbane

Una delle cose che ho notato (sì sono strana, lo so) sono i pannelli fotovoltaici piazziati in cima ad un edificio scolastico a Marina di Campo. Ora, anche a Milano non so quale scuola ha messo i pannelli fotovoltaici sul tetto, ne hanno parlato persino al tiggì regionale (che la dice lunga sullo stato di arretratezza in cui versiamo ma vabbè).

Ora, siccome qui si abita in un paesone che ha appena promulgato un nuovo “cattivissimo” regolamento edilizio in base al quale devono avere i pannelli fotovoltaici pure le voliere dei passerotti (ovviamente senza alcuna riduzione di oneri di urbanizzazione, il costo dei pannelli ecc. viene ribaltato paro paro sul costo del metro quadro…) ma dove ovviamente nemmeno un edificio pubblico ha uno straccio di pannello, nemmeno finto, nemmeno per fare scena, a me la cosa ha fatto impressione.

poste e carrelli

Ci sono accadimenti nella vita che fanno arrabbiare, che meriterebbero che ci si fermasse a difendere le proprie ragioni con fermezza, magari anche sfanculando (con garbo) la controparte. Che nel caso di specie ci stava anche bene.

Nel pomeriggio sono andata con la PBF al vicino centro commerciale all’interno del quale c’è un piccolo ufficio postale che è quasi sempre vuoto, al contrario dell’ufficio del paesone dove tocca fare code chilometriche. Sulla porta dell’ufficio postale c’è un cartello che dice “Vietato entrare con i carrelli”, che in un ufficio dentro un centro commerciale mi pare già un divieto abbastanza idiota ma tant’è, di solito vado prima all’ufficio postale e poi a fare la spesa lasciando il carrello vuoto fuori dalla porta a vetri dell’ufficio.

Oggi nel seggiolino del carrello c’era la PBF, ora io posso pure lasciare il carrello e la PBF fuori dall’ufficio ma, conoscendo la piccola cozza mammona al più tardi dopo 4 secondi parte la sirena del piantone. Avrei potuto anche estrarre la cozza mammona dal carrello e portarla dentro l’ufficio, solo che al posto dei due versamenti avrei passato il tempo a rincorrere la PBF in versione “vediamo in quanti secondi si può smontare un ufficio postale”. Certo me la sarei potuta tenere in braccio, viene però difficile estrarre il portafogli dalla borsa e fare altre cosette del tutto irrilevanti e secondarie, tipo pagare i francobolli ecc. Certo, volendo la si può sedere sul bancone e osservare i tentativi di smontaggio del video del terminale della signora postelegrafonica seduta allo sportello. Molto spassoso, “sa la bambina è curiosa”.

Visto che l’ufficio era vuoto e non si poneva il problema dell’affollamento o dell’ingombro ho preferito entrare col carrello, salvo sentirmi apostrofare in malo modo dalla signora postelegrafonica che “Non si potrebbe entrare col carrello” ad un mio cenno in direzione del “contenuto” del carrello la tipa mi risponde “Sì, ma non si potrebbe”.

Ora, la reazione normale sarebbe stata mandare la signora al diavolo facendole notare che l’ingombro di un passeggino o di una sedia a rotelle è esattamente e identicamente uguale a quello del carrello. Io invece me ne sono andata, ho girato il mio carrello senza dire bah e me ne sono andata.

E domani farò la coda all’ufficio del paesone. Poi scrivo una letteraccia all’uffico reclami delle poste e magari anche al Corriere, che fa sempre scena. Ecco.

Dilemma

Qui si ha un dilemma elettorale…

Il signor B ha improntato la sua campagna elettorale su una comunicazione di tipo B. B come bambino. Egocentrismo, culto della personalità, pestare i piedi e fare i capricci, “il pallone è mio”, i bambini bolliti, siete tutti brutti e cattivi, gli orchi che aumentano le tasse ecc. Ok, liberissimo. Fatti suoi e di chi lo segue.

Ora, l’ABC dell’analisi transazionale for dummies, dice che ad una comunicazioni di tipo B non si controbatte con una comunicazione di tipo A. A come adulto. Quindi i vari Prodi, Fassino & co., con i loro appelli alla razionalità e alla moderazione, con le loro pacate pseudo-spiegazioni, il loro corrucciato bla bla, lasciatemelo dire ma mi pare abbiano capito un po’ pochetto. Oh, mho, intendiamoci.

Il “Manuale dell’analisi transazionale spiegato alla casalinga di Voghera” (o lì vicino) dice che alla comunicazione di tipo B si può controbattere:
*con una comunicazione di tipo B. E vorrebbe dire portare l’intero periodo pre-elettorale ad un livello demenziale, tipo classe di scuola materna per intenderci. Io faccio bollire i bambini e tu no, cicca cicca. Terribile.

*con una comunicazione di tipo G. G come genitore. E l’ha capito la signora Emma con il suo “presidente si riposi”. Sconsola un po’ che pare averlo capito solo lei.

Da un lato di votare a destra non se ne parla, dall’altro votare della gente che non ha capito nemmeno l’ABC della comunicazione for stra-dummies mi fa un po’ orrore.

Santo cielo, va bene turarsi il naso ma c’è un limite a tutto.

cominciamo bene

Siccome tra due figlie, marito, casa, lavoro e varie attività del tempo libero (?) c’ho poco da fare sono anche riuscita nella mirabile impresa di candidarmi e farmi eleggere rappresentante di classe.
La candidatura è nata per porre fine ad un imbarazzante, imbarazzantassimo silenzio in aula dopo la fatidica domanda “ci sono candidati?”…candidata per pudore praticamente. Elezione bulgara.

Oggi c’è stata la prima riunione “intersezione”, dopo la presentazione delle pletore di commissioni esistenti nel circolo didattico, dopo tutto il bla bla sul possibile ottenimento della certificazione di qualità ISOvattelapesca da parte della scuola si è parlato di topi e di scarafaggi. Giuro.

Ieri un topino di campagna è entrato nella classe dell’INP, nella miglior tradizione del mutismo dell’INP io l’ho ovviamente saputo da un’altra mamma a cui l’ha raccontato la figlia. Non trovo la cosa così grave, siamo in campagna, la scuola è al pianterreno e ha un enorme giardino però non devo farmi sentire dalle altre mamme che alcune sono già sulle barricate con le baionette innestate che invocano provvedimenti apocalittici. Santocielo.

Insomma pare che se le maestre e i bidelli, pardon, il corpo docente e il personale ata si azzardino a chiedere la derattizzazione non succede nulla, devono scrivere una lettera i genitori. Mettendoci, per favore, dentro anche gli scarafaggi che girano ogni tanto in bagno, già che si fa.

Poi se per favore si può scrivere una lettera al comune per chiedere alla società che gestisce la mensa se per favore può esporre un cartello con scritto che il pollo si può mangiare. Alla mia domanda se non può occuparsene la commissione mensa hanno risposto che in commissione non è presente nessuno della società esterna… /me perplessa, quantomeno.

Insomma pare che per ogni bazzeccola se si vuole sperare di ottenere un risultato sia indispensabile una lettera dei genitori (magari specificando il numero di appartenenti al corpo elettorale, ma questa è solo una mia caustica insinuazione) perché i canali di comunicazione interni sono un po’…ehm…dispersivi.

Certificazione ISOcheccazzo?

Latte

Questo weblog è lieto di annunciare che la PBF ha definitivamente abbandonato il latte artificiale a favore del banale latte di “mucca” della locale centrale del latte.

Questo weblog non ha molta voglia di fare i conti di quanto ha speso in latte artificiale, questo weblog è sicuro che le cifre sarebbero da capogiro.

Questo weblog ringrazia di cuore la Coop che a dicembre, con atto perentorio, ha dato un taglio netto alla ridicola manfrina della riduzione del prezzo del latte artificiale cominciata con grande battage pubblicitario ma senza molto successo da parte del ministro della sanità/salute/quel-cacchio-che-è.

Manfrina conclusasi in un poco più di nulla, almeno a giudicare dai prezzi in farmacia.

Questo weblog ricorda che il latte della linea “Crescendo” Coop, al pari di tutti gli altri carissimi latti artificiali in commercio, rientra nei parametri ESPGAN (European Society for Pediatric Gastroenterology, Hepatology and Nutrition), con ciò non voglio dire che sono tutti uguali ma siccome i parametri quelli sono tirate le vostre conclusioni. Sono certamente diversi gli incentivi che partono dai rappresentanti delle varie marche ai pediatri per ricordare loro di raccontarvi che i latti NON sono tutti uguali…

Questo weblog ha condotto la sua battaglia sul forum di mammeonline per divulgare i modi per risparmiare sulla spesa per il latte artificiale, spesso mi è stato detto che “il latte che costa poco non è di marca per cui non mi fido.” Direi che ognuno è liberissimo di buttare i soldi dalle finestre che meglio ritiene. Mica soldi miei. Non mi risulta che la PBF abbia sofferto per i miei risparmi.

Sottoscrivo in toto quanto scritto da lei.

Punto e basta

Tempo fa, in uno dei miei sempre più frequenti momenti polemici, avevo fatto delle osservazioni poco carine sul Ministro della Salute/Sanità/o-che-diavolo e sulla sua presunta incapacità di occuparsi di un annoso problema come quello del costo del latte artificiale per neonati.

Orbene, pochi giorni dopo il nostro annuncia una diminuzione del prezzo del 30% a partire da dicembre.

Bene. Anzi, male.
Perchè del 30% quando il mondo intero sa che in altri paesi il latte costa un quinto?

Meglio così che niente? Non ne sono convinta ma tant’è.

A parte che dove lo solevo comperare io la famosa riduzione non s’è vista.

Dal 1° dicembre la Coop ha messo una sonora e stupenda FINE a tutta questa ridicola polemica. Vende il latte artificiale a 10 € al chilo.

Punto e basta.

Guida alla casa nuova

Il perché dei nomi: Il dominio attuale e il blog – (c)assetto variabile
Ogni casa ha un cassetto nel quale finisce tutto ciò che non ha una destinazione specifica: scontrini, ritagli, foto, appunti, vecchie agende, chiavi, post-it con numeri di telefono ecc. Questo blog è il mio cassetto, ci metto tutto quello che mi passa per la testa, per nulla ordinato e per nulla coerente, appunto in assetto variabile, a volte positivo e resto a galla e nuoto allegramente nella mia vita, a volte negativo e tendo ad andare a fondo, con tutta la mia zavorra di impegni, frenesie, eventi, figlie, casa, marito, scadenze e a volte neutro, in perfetta sospensione e immobile fra i flutti e le maree.

Il perché dei nomi: Il precedente dominio – la cassettiera
Questo dominio è stato un “acquisto d’impulso”, l’ho comprato senza avere le idee ben chiare di cosa me ne sarei fatta. La scelta del nome è stata quasi automatica, quando si acquista una cassettiera di solito non si ha ancora ben chiaro cosa si metterà nei vari cassetti. Almeno, a noi succede così.

Il perché dei nomi: non c’è più nondevoverificare
Questo nome era nato “di pancia”. “Devo verificare” è la tipica frase del consulente che prende tempo a fronte di una domanda di cui non conosce la risposta. Il nome del blog era legato ad un periodo della mia vita che è terminato, un periodo della mia vita in cui pensavo che investire energie emotive nella vita professionale mi avrebbe dato molte soddisfazioni. Ora investo le mie energie emotive in modo molto diverso e ne sono contenta.

Confronti

Prendo spunto alla larga, molto alla larga da questopost che Macchianera ha trovato da lui per aprire il vaso di Pandora dei confronti fra paesi.

Siccome mi trovo in uno stato particolare il confronto verterà sul differente trattamento della maternità fra Germania e Italia.

Intanto girando per la Germania una cosa spicca subito, questi c’hanno un sacco di figli. Raro il figlio unico, una volta che cominciano ne fanno due o tre o più. Approfondendo un po’ la curiosità ci si accorge che se hanno i nidi, e ne hanno pochetti, questi sono aperti solo mezza giornata.

La mamma stressata italiana si chiede subito “Ma come ca**o fanno?”.

Me l’ha spiegato la mia amica M. tedesca di Francoforte.

Intanto tu mamma hai il diritto al mantenimento del posto di lavoro per numero 3 (dico 3 anni) dopo la nascita del bambino, chiaro che il nido full time a questo punto non è indispensabile ma diventa una sorta di lusso per alleggerire la mamma tanto la scuola materna comincia a due anni e mezzo, pannolino sì pannolino no.

E voi mi direte, bene, ma la famiglia come campa con uno stipendio solo?

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