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pensieri sconclusionati…

Fa caldo, nel caso qualcuno non si fosse ancora accorto. I pc sono in mansarda, il tetto in legno fa un sacco figo perché le travi a vista sono tanto belle da vedere e bla bla bla però diciamocelo, vanno bene nei paesi nordici, nell’altra casa avevamo un bel tetto in cemento e faceva un po’ più fresco.

Le bimbe sono dalla nonna sopra il lago, al fresco. Io invece ogni due giorni faccio la spola tra il paesone nella pianura padana e il paesetto nell’oltrepò a trovare il pessimo paziente. Ora almeno ho imparato la strada, le prime quattro volte che ci sono andata sono riuscita a fare quattro strade diverse. Nel pavese hanno una segnaletica terrificante passibile di forti miglioramenti (nda, you should think positive…), si sappia.

Tra le opzioni percorse c’è anche una strada provinciale cortissima (SP 165) travestita da strada vicinale dove ti viene un attacco di panico quando vedi apparire un veicolo che ti viene incontro. Soprattutto se è un trattore. Sono quasi solo trattori.

Decidere di imbiancare il box in uno dei giorni più caldi dell’anno è stato uno dei miei più recenti lampi di genio. Scherzo eh. L’altro lampo di genio è stato il metodo per non sporcare il pavimento, o meglio, il metodo per fare meno fatica a pulire il pavimento. Come impedire che le goccine di tempera del rullo si attacchino in terra? Semplice, bagnare il pavimento prima di cominciare. Così oltre alla temperatura torrida si è ottenuto un tasso di umidità da lasciare senza fiato. Geniale.

Ora però abbiamo un bellissimo box rosino (era avanzato del bianco panna e del rosa, li ho mescolati, mica spendere dei soldi per comprare la tempera per un box, scherziamo?). Il box operazione sottoveste ma un po’ anemico.

I tizi che hanno il box di fronte al mio hanno un pavimento immacolato, nonostante io lo abbia pulito per due volte appena metto dentro la macchina il pavimento torna sporco. L’altro giorno guardavo il loro box con un filo di invidia, boh, avranno le pattine per la macchina…

Giovedì scorso ho portato la figlia grande a vedere l’Aspria Swimming Cup, c’era la Pellegrini e un bel po’ di altri bei nomi del mondo del nuoto. Bello, ci è piaciuto a tutte e due. Le nuotatrici viste in televisione sembrano delle ragazzone invece dal vivo sono davvero esili, impressionante.

Di solito i post così sconclusionati si intitolavano loose chippings, che quando andammo in Irlanda fu uno dei cartelli che ci rimase più impresso, insieme alla dangerous bend, che ti avvertiva di una curva pericolosa quando praticamente eri già dentro la curva. “Ma che cazzo sono ‘sti loose chippings?” “Sassetti che saltellano se ci vai sopra” “E c’è bisogno di mettere il cartello?” “Ecchettidevodì”.

Loose chippings

Uno dei modi meno noiosi per affrontare le attese per il pagamento del ticket nel locale ospedale è quello di leggere i cartelli esposti in bacheca alla ricerca dell’onnipresente strafalcione sintattico, ortografico, grammaticale, lessicale e chi più ne ha più ne metta. Ne troneggia uno che annuncia che il travaglio in acqua riduce gli interventi di “episotomia” (sic). Che se lavorano come scrivono poi magari conviene farsi tutta la gravidanza in acqua, mica solo il travaglio, sai mai. Oddio, è anche vero che il locale reparto di ostetricia è celebre per “ben altri” episodi… Tutto fa brodo, insomma.

Ieri chiedevo all’INP cosa fanno di preciso lei e la sua compagna “non avvalentesi” mentre gli altri bambini si stanno “avvalendo”.
“Se le maestre hanno una supplenza andiamo con loro nella classe della supplenza”
“Andiamo in bidelleria a fare le fotocopie”
“Andiamo in sala informatica a giocare”
“Stiamo in classe a colorare o fare le cornicette”
“L’altro giorno siamo andati con l’insegnante di religione a vedere un film”
M: “Ah sì, che film era”
INP: “ma non so, ma non era una roba di religione. Facevano vedere come vivevano le persone tanti anni fa e come si vestivano per fare la comunione”
M: “Ah”
(e a cascata il menù del giorno: minitirata sulla differenza fra essere e apparire, sui comportamenti che “fanno immagine”, sui comportamenti che arrivane da “dentro” e non da cosa dicono gli altri – e men che meno uno vestito in gonna – con contorno di velati accenni al concetto di ipocrisia e spolverata di invito a pensare con la propria testa, dolce, caffè, ammazzacaffè e amen.)
Comunque, so long per le attività alternative.

Ieri l'(in)attività alternativa è consistita nella navigazione in internet su un sito trash che conosceva l’altra bimba dove “si potevano truccare delle facce”. Navigazione? Magari pure libera? Trucchi? Eh??? Ieri sera non era il momento ma nei prossimi giorni è previsto un supplemento di indagine su questa cosa.

Ho fatto dire alle maestre che siccome l’INP salterà un giorno di scuola perché facciamo il week end lungo sarebbe cosa gradita conoscere con un giorno di anticipo i compiti del fine settimana. Impossibile, non si può. Nononono. Si porta a casa (e via per il fine settimana) *tutto* il materiale scolastico (libri, quaderni, cazzi e mazzi) e poi si telefona (roaming) a qualcuno per farsi dire cosa c’è da fare. Santa Programmazione martire e santa Pianificazione vergine.

Ma perché poi (post semi tecnico)

Sul Portatile Nuovo (il MIO portatile), presa da un’irrefrenabile voglia di complicarmi la vita ho mantenuto l’installazione di Vista e ho installato Ubuntu su una partizione. Intrepid, poi upgradato a Jaunty.

Vista, nonostante i consigli del padrone di casa, non l’ho downgradato a XP. Pensavo di farlo nei prossimi giorni.

Ieri notte nel palazzo è suonato un allarme alle 3.50, probabilmente lo scapolo impenitente che tornava da qualche scorreria notturna. Nulla di allarmante. Però non mi sono più riaddormentata e nel frullato di pensieri dell’insonnia mi è venuto questo flash: “Ma perché dovrei tenermi winzozz?”

Mi serve solo per scaricare i raw dalla macchina fotografica ma se scopro-installo-gioco con qualche software gpl che fa lo stesso lavoro amechemmifrega di tenermi ‘sto dual boot?

E allora? 😀

Cantami, o passante occasionale, linuxaro e fotografo, di un sofware idoneo ma non troppo complesso per elaborare i raw e io mi libererò di questo fardello del software a pagamento tornando alla verginale purezza del tuttognu.

E sì, fa caldo. Tanto.

come ci si sbaglia

Io pensavo che l’affetta-sbuccia-detorsola mele fosse una gran figata per le famiglie con bambini. Infatti l’abbiamo regalato/consigliato solo a famiglie con bambini.

E poi ci si accorge che ci si può sbagliare, e di grosso.

caso?

Il fatto che scai non funzioni più dall’esatto momento in cui è cominciato il festivaldisanremo non è ovviamente casuale. Non può esserlo…

varie ed eventuali

  • E’ finalmente arrivato il pacchetto di libri che ho ordinato oltre un mese fa. L’avevo già dato per disperso e sono felicissima…
  • Oggi in posta quando è uscito il mio numerello si è posta la stupenda alternativa tra “signora dello sportello antipaticissima” e “signora dello sportello un po’ meno antipatica ma con la quale ho litigato poco tempo fa”. Son cose belle.
  • Dopo vado dalla dottoressa a fare un sit-in, non uscirò dal suo studio fino a quando non mi avrà prescritto una bomba batteriologica. Secondo me ho la bronchite ma forse anche di più…
  • La neve sta facendo una puccetta grigia piuttosto triste. La PBF stamattina è esplosa con un “Mamma, guadda!!! E’ tutto nevicato!!!”

Loose chippings

– Questo template non va assolutamente d’accordo con la risoluzione del mio schermo e infatti io ‘sto blog lo vedo da schifo. O cambio template oppure mi decido ad aggiornare WP oppure cambio pc. L’opzione uno è probabile, la due penso sia un must ma mi è urticante, dopo due giorni che sono passata a wordpress è uscita la nuova release, qualcuno poteva sbrigarsi prima… (magari “loro”) L’opzione tre verrà attuata l’anno prossimo come consigliato dalla commercialista. Una volta si cambiava il pc quando era necessario, ora lo si cambia quando è fiscalmente opportuno. Son progressi.

– Due squadre inglesi giocheranno una finale a Mosca. Solo a me la cosa sembra terrificantemente inefficiente?

– L’opuntia ha un quantitativo di pale nuove davvero inquietante. Andrà potata? Io temo che il peso della prole alla fine la danneggerà (quando si dice che i figli costano)

– Oggi abbiamo avuto un’idea originale: portare le bimbe al parco delle Cornelle. L’abbiamo avuta noi e altre duecentomila persone. L’alternativa in caso di maltempo era il Museo di Storia Naturale nella Grande Metropoli, com’è che era previsto maltempo e invece no? Colpa del Governo, ovvio.

– Mi sono resa conto che una delle cose che mi mancava di più era il guardare attraverso un mirino e non un display. Dal mirino si vede il soggetto, dal display la trasposizione digitale del soggetto. Non riesco bene a esprimere in termini quale sia la differenza ma trovo che ce ne sia.

Loose chippings

L’altra sera l’INP e io eravamo pigramente accasciate sul divano a guardare frammenti di Europei di nuoto e tra un “Mamma come vanno veloci” e l’altro le raccontavo di quanto è bello l’impianto dove si svolgono le gare, che oltre alle vasche “serie” ha anche tutta una serie di vasche ricreative ci chiedevamo poi come mai in Italia questo concetto delle piscine coperte ricreative proprio non riesca a prendere piede.  Peccato però.

Guardando i tuffi Giulia mi chiedeva, un po’ intimorita, se “da grande” poi li farà anche lei i tuffi da “così in alto”, rassicurata dalla mia spiegazione, mentre le raccontavo delle diverse specialità dei tuffi mi ha chiesto se esiste anche il “tuffo dal bordo”, la sequenza fotografica della sua terrificante spanciata di garadue deve averla impressionata.

Guardare la Filippi nei 400 misti lascia senza fiato, ha una tale eleganza che si può solo essere grati che non ci siano specchi nelle piscine. Non so immaginarmi vista da fuori ma credo di poter tornare in piscina solo quando avrò trovato un costume con sopra stampati gli ippopotami di Fantasia.

Loose chippings

– Guardando le due pentole nelle quali sta cuocendo una dose mastodontica di cassoeula mi domando se la cucino raramente perché NON ho una pentola sufficientemente capiente o se NON ho una pentola sufficientemente capiente perché la cucino raramente. Pipponi da uova e galline…

– Ho rosolato le costine col burro, solo dopo ho scoperto che é uno dei big No No della ricetta paterna. Sopravviveremo.

– Ieri mio papà è caduto dalla bici in uno dei punti più pericolosi del paesone, ovvero sotto il sottopasso ferroviario. Nel caos di ambulanza, passanti, telefonate a mia mamma ecc è andata persa la bici. Solo più tardi, tornato a casa dal pronto soccorso (firmando per uscire, la testa di rapa…), gli è venuto in mente di aver visto una suora portare via la bici. C’ha un po’ l’ansia che la usino in una delle molte pesche benefiche dell’istituto per cui oggi mi tocca correre a recuperare il velocipede…

– Tutti gli anni, poco prima di Natale, mi ritrovo ingolfata di impegni/casini/cose da fare, non che siano legati alle festività , ho scoperto di avere dei cicli semestrali di accumulo e, uno di questi, ha un picco sotto Natale. Il prossimo è a giugno. Non che saperlo prima sia granché utile.

Post veloce

– La scorsa settimana (e anche questa) non c’è mia mamma. E’ andata a fare le cure termali e, ci dice al telefono, si sta riposando e rilassando un sacco. Beata lei 😀 qui intanto siamo nella solita frenesia più un pochettino, mancando una delle due baby sitter ufficiali…

– Cercando il modo d’uso del termostato (sì, è giunta l’ora di accendere il riscaldamento) ho trovato, in una pila di libri vaganti per casa, “The Human Stain” di Philip Roth. E quindi abbiamo risolto il problema del prossimo libro da leggere. Ovviamente il modo d’uso rimane disperso.

– “La maga delle spezie” di Chitra Banerjee Divakaruni è una bella favola, non mi piace la direzione che prende ad un certo punto ma tutto sommato è un bel romanzetto.

– Abbiamo un water ingorgato. Ok, non ve ne frega nulla ma se rischiamo di diventare tutti “editori” fatemela fare un po’ di cronaca (nera).

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