Ci sono molte cose della località delle vacanze (Foresta Nera) che invidio e che mi mancheranno ma una più delle altre.

L’abbondanza di piste ciclabili.

Ce ne sono davvero tante, sono ben studiate, ben tenute e ben utilizzate. Quando incrociano delle strade statali c’è un reticolo di cavalcavia o sottopassi che nemmeno ti accorgi che sotto o sopra di te sta passando il mondo.

Nelle vallate ci sono strade secondarie nelle quali la pista ciclabile è quasi più larga della strada stessa.

E le usano, le godono, le sfruttano, discutono fra biciclettari e pattinatori in linea, alla fine si accordano perché quasi tutti sono sia l’uno che l’altro.

Ci sono i bambini con le rotelle, il caschetto e dietro mamma e papà, bimbi nel rimorchio con la bandierina in cima, tandem, quelli “seri” con le mountain bike, persone anziane, cesti della spesa, zaini del picnic, cesti di giochi per andare al parco giochi, borse colme di asciugamani per la piscina e ovunque posteggi per le bici, tutte allineate, colorate, e tutte legate perché non è mica vero che in Germania non le rubano.