Category: That’s Wiki, Baby (TM)

Sai cos’è QRpedia?

Sono stata tre giorni a Berlino per seguire, nel mio nuovo ruolo di dipendente (per ora) unico di Wikimedia Italia, la Wikimedia Conference 2012.

Cosa sono Wikimedia Italia e cos’è la Wikimedia Conference ve lo spiego in un altro post, in questo post mi premeva, finché gli argomenti sono ancora caldi, descrivere le mie impressioni (e il mio entusiasmo, sì) su quanto è stato raccontato su QRpedia e sul progetto Monmouth.

Cos’è QRpedia? Una spiegazione la trovate su Wikipedia, nella corrispondente voce. Se vi fa troppa fatica fare click potete anche arrivare alla spiegazione leggendo la seguente immagine sul vostro smartphone (anche se non so se funziona da monitor)…

The MIT License (MIT) - Copyright © 2012 QRpedia

La cosa che ho trovato bellissima è che se seguite il link nel QR-code, vi invia alla pagina della wikipedia della lingua impostata sul dispositivo di lettura, provate a cambiare lingua al telefono!

Ebbene, il primo utilizzo di questa applicazione è stato al Derby Museum and Art Gallery, a Derby (UK), alle opere esposte nel museo sono state affiancate delle targhe descrittive con il QR-code che rimanda alle voci di Wikipedia. Qui trovate un po’ di immagini di come funziona e di come il pubblico usa questa applicazione.

Una cosa più in grande, con targhe in ceramica riportanti il QR-code è stata fatta per l’intera cittadina di Monmouth (qui in inglese), una cittadina nel centro del Galles che a dispetto della sue piccole dimensioni ha moltissimi monumenti che coprono tutte le epoche della storia britannica, dal forte romano in poi.

Monmouthpedia - Esempio di placca in ceramica

Il progetto Monmouthpedia ha l’obiettivo di contrassegnare ogni monumento o luogo particolare o elemento tipico della flora e fauna locale con una placca o un’etichetta con il codice di QR-Pedia multilingue e con particolare focus sulla lingua gallese. Il progetto coinvolge l’amministrazione locale e un numero impressionante di partner, da associazioni culturali, scuole, società archeologica, biblioteche. (Ricordiamoci che stiamo parlando di una località di 8000 abitanti).

Ma quante voci multilingue possono esserci per una statua di una cittadina del centro del Galles? Questa è stata la domanda dell’inizialmente scettica amministrazione locale. Poche in effetti ma a questo si può ovviare.

Roger Bamkin, il vulcanico presidente di Wikimedia UK ha risposto

crowdsourcing, that’s Wikipedia, we know how to make this happen

Per aumentare le voci è stato lanciato un concorso internazionale di scrittura (tuttora in corso). In breve tempo sono state scritte (stato di oggi) 276 nuove voci, ne sono state migliorate 138 ma soprattutto (e questo dato dovrebbe far riflettere) ci sono state più o meno 400.000 page views nelle voci dedicate a Monmouth. Quattrocentomila. Capiamoci.

L’amministrazione comunale sta pensando di installare un wi-fi gratuito a copertura dell’intera cittadina.

Tutto ciò mi si combina con le riflessioni che facevo con Frieda mentre visitavamo il Pergamonmuseum a Berlino. Guardavamo le persone girare per il museo in totale silenzio con le loro cuffiette e audioguida, sembravano tanti zombie, ognuno chiuso nel suo ascolto senza alcuna possibilità di interazione, scambio impressioni, commento e sì, perché no, anche battuta. L’abbiamo trovata entrambe una visione un po’ triste. Estraneante.

Non so se devo proprio parlare del potenziale di questa cosa per musei e pinacoteche, a me sembra così evidente.

400.000 mila page views in pochi mesi per la cittadina sperduta del Galles, quanti potrebbero diventare per, che so, la Pinacoteca di Brera? Quanti di questi page views si possono trasformare in visitatori e quindi, in ultima istanza in soldi?

Se la copertura stampa è stata questa per la cittadina Gallese, quale copertura mediatica potrebbe avere lo stesso progetto per una cittadina storica italiana?

Quale ritorno di immagine e soprattutto quale ritorno economico?

Il giorno che Wikipedia non c’era…

C’era una volta un sito, graaaande, con tante informazioni ma tante davvero. Non proprio tutte però quasi, però siccome questo sito tutti lo potevano modificare le informazioni crescevano, di giorno in giorno, di ora in ora.

A questo sito tutti, ma proprio tutti, ogni tanto davano una sbirciata, spesso anche più di una sbirciata.

Spesso gli studenti ci venivano per scopiazzare materiale e poi spacciarlo per loro ricerche. Poi prendevano brutti voti perché il loro insegnante magari quelle cose che loro avevano copiate le aveva scritte lui, oppure le aveva lette da poco e si accorgeva che questi avevano copiato.

I giornalisti, quando dovevano scrivere qualcosa sbirciavano e copiavano pure loro, senza ovviamente dirlo a nessuno perché non sta mica bene copiare, un giornale non è mica come essere a scuola… A volte pure gli scrittori copiavano e poi vendevano i libri e ci guadagnavano dei soldi. Ma mica lo dicevano che un po’ avevano copiato, sai che figuraccia?

I professori universitari? Ah, anche loro, alcuni siccome sapevano che i loro studenti copiano venivano sul sito e correggevano un po’ di cose. Se proprio devono copiare almeno facciamo in modo che copino roba esatta, così dicevano.

Sul sito lavoravano, gratuitamente e nel loro tempo libero tante persone, ma tante davvero. A volte litigavano tantissimo tra di loro, perché se tante persone fanno una cosa in cui credono davvero poi capita che a volte litighino tanto, il più delle volte poi si mettevano d’accordo. A volte anche no. A volte molti di quelli che ci lavoravano si incazzavano un po’ perché tutti, tutti quelli “fuori dal sito” copiavano, perché il sito era sì fatto per diffondere quello che c’era dentro però, accidenti, almeno dillo che hai copiato da lì. Però amen. Alla fine lo scopo era che “tutti potessero sapere tutto”. E gratis.

Poi un giorno il sito ha scioperato, spiegando per benino perché (a dire il vero meglio ancora lo ha spiegato un blog) e dicendo, attenti, perché se passa questa legge poi il sito rischia davvero di non essere mai più come prima.

E tutti si sono resi conto di come, senza il sito, le cose non sono più le stesse. Tutti erano tristi e moltissimi si sono parecchio arrabbiati.

riforme e aggiornamenti…

Siccome in Danimarca palesemente c’hanno poco da fare, ogni tanto fanno una riforma amministrativa.

Prendono i comuni e li accorpano in contee (o province), poi dopo un po’ si dicono “ennò, cappero, così non va bene” e allora prendono i comuni, li mettono nel frullatore, ne eliminano un po’, uccidono le province e creano le regioni, più grandi e con meno comuni. L’hanno fatto nel 1970 e l’hanno rifatto nel 2007.

E a noi checcifrega?
Ci frega, ci frega….

proof-reading…?

E’ che ogni tanto fare proof-reading delle voci su wikipedia offre momenti esilaranti…

dalla voce su una chiesa:
-“statua del patrono in legno policromo colorato”
-“L’altare è diviso dal popolo con una cancellata in rame”

Poi una se lo immagina il terzo stato arrampicato sui cancelli che ammira a bocca aperta, ma anche un po’ intimorito, la iper-coloratissima statua del santo. Magari è anche fosforescente…

Oppure è il popolo che tira dei colpi di cancello per spezzettare l’altare, mah?

(non cercatele, le ho corrette…)

cose di chat…

d: ieri hai seguito il mio incitamento alla rivolta?
d: (mmh forse non c’eri però)
CV: uh?
CV: alla rivolta contro?
d: ok non c’eri
CV: nu
CV: e se c’ero dormivo….
d: bho… alla rivolta…
d: (non è che posso fare tutto io…)
Civvi: rotfl

RL/VL

C’ho un mare di lavoro, un funerale a cui non riesco ad andare, un antibiotico da erogare, 16 camicie da stirare, la spesa da fare e quelle altre due o trecento cose per la testa.

E in tutto ciò tenta di insinuarsi anche dell’acredine virtuale?
Ma anche no.

query

In un momento di smisurata vanità ho chiesto la query delle voci che ho creato su Wikipedia. Al 10 settembre sono quasi 1000.

Ce ne sono alcune che non ricordavo nemmeno di aver iniziato, ce ne sono alcune che vedendole mi chiedo la causa dell’evidente temporanea (?) scarsa lucidità.

Il mio primo articolino fu “calcio gaelico”. Ma ti pare che io possa scrivere di calcio gaelico? Solo perché nel lontano 1996 ho visto la finale del campionato (county Mayo contro county Meath, finita in parità..).

Poi dicono che Wikipedia è scritta da cazzari…eccerto.

wikipedialife

Scrive uno dei miei utenti preferiti…

anche se certo sai meglio di me come ci si sente allorché la gente ti guarda con occhio pollino nel sentirti affermare di divertirti un sacco su Wikipedia, anche quando leggi e svolazzi qua e là, correggendo da bravo/a maestrino/a qualche virgola e qualche apostrofo sballato. Ma, appunto, mi/ci guardano (giustamente) come farebbero con un/a pazzo/a. Affettuosità/ò.

Son cose belle…

Giusto nell’anno Mozartiano si è dovuta proteggere la pagina a lui dedicata per eccesso di vandalismo…

Son cose meno belle…

boh

Wikipedia non è affidabile perché un ex-giornalista in pensione in cerca di notorietà ha fatto un polverone perché un suo conoscente (toh…) ha inserito notizie false su di lui e nessuno se n’è accorto. Essivede che era un articolo gettonato e un sacco letto, eh…

Wikipedia è affidabile perché confrontando con la Britannica tutto sommato ne esce benuccio. Costa persino quei due euri in meno. Aggiornamenti compresi.

Ci sono quelli che si sono messi insieme per fare una ClassAction contro Wikipedia (www.wikipediaclassaction.org) e non li linko perché mi stanno già antipatici.

Ci sono quelli che prendono in giro quelli che fanno la ClassAction e propongono la contro-ClassAction (www.wikipediaclassaction.com). Sono simpatici ma non li linko lo stesso.

Ma com’è che sotto Natale tutta ‘sta gente ha tutto ‘sto tempo?

wikipedia e l’umana vanità…

Gente della quale c’è un abbozzo di articolo e se lo amplia scrivendo robe che non stanno né in cielo né in terra, magari ci stanno pure ma ti viene appena un vago senso di ridicolo a leggerle. E limi. E discuti.

Gente che pensa di aver diritto ad un articolo e lo inserisce (sviolinando in modo ridicolo) e si incazza se lo modifichi togliendo pizzi, fiorellini e strombazzate. E limi e li lasci anche un po’ pestare i piedi.

Gente che vuole avere l’articolo ma vuole la versione “che piace a me” e solo quella. E spieghi.

Gente che si inserisce l’articolo da sola per poi citarsi in altri luoghi “vedi come sono figo, mi hanno fatto persino l’articolo su wikipedia“. E voti e poi cancelli.

Tutti casi veri di wiki-vita vissuta. E scopri ogni giorno a cosa porta l’umana vanità e ogni volta ti sorprendi.

Mi piace la definizione inglese: Vanity pages
(Sarà il caldo? Sarà che d’estate questi non c’hanno di meglio da fare?)

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