Riflessione uno
Tutti gli anni la stessa tiritera. L’INP ormai non me lo dice nemmeno più, la PBF, più inesperta, questa mattina mi ha fatto presente che tutti i suoi compagni di scuola hanno già i libri nuovi e lei no. Porella. Figlia di nessuno, lei.
Nel paesone ci sono 4 cartolai, due di questi da anni distribuiscono i libri scolastici *prima* della consegna delle famose cedole librarie. Gli altri due, giustamente, si rifiutano da un lato di sorbirsi il lavoro di prendere nota di chi ha dato e avuto che cosa e dall’altro di pigliarsi il rischio che poi la gente, una volta avuti i libri, non porti loro le cedole. La nostra cartolaia fa parte del secondo gruppo (e io sono d’accordo con lei) per cui ho spiegato alla PBF che i libri andremo a prenderli quando arriveranno le cedole. E provino solo le maestre a dire bah che pianto davvero un casino come non ne hanno mai visti
Il punto è un altro.
Nel paesone ci sono due scuole primarie per un totale di circa 750 alunni. Il numero di bambini è noto e arcinoto da quando chiudono le iscrizioni. La data di inizio dell’anno scolastico è nota e arcinota dall’anno precedente. I libri di testo, anche alla primaria, sono gli stessi per un quinquennio. Le cedole sono stampate in carta semplice, non sono edite dal poligrafico di stato su pergamena filigranata. Devono essere firmate dal dirigente scolastico, non dal Papa e dal presconsmin in presenza congiunta.
E allora?
Sarà così difficile far avere ‘ste benedette cedole il primo giorno di scuola? Boh.
Riflessione due
Tutti a piangere per la mancanza di fondi, i pochi soldi, i materiali e pappapero pappappà.
L’anno scorso la PBF è tornata a casa con tonnellate di fotocopie, schede su schede. Tutte fatte a scuola. Ok, ogni genitore ha portato la sua brava risma di carta ma il toner? La manutenzione della fotocopiatrice? La corrente? Tutto gratis?
Ma soprattutto, con quattro libri di testo (al netto di religione e dell’eserciziario di inglese) è davvero indispensabile alla didattica tutto ‘sto profluvio di carta addizionale? Boh.
Riflessione tre
Lo scorso anno la PBF si è fatta male, sul suo dito (rotto) hanno messo una confezione di ghiaccio istantaneo, quelle usa e getta. Siccome sono una persona gentile e amodino ho pensato bene di rimborsare la scuola comprando una confezione di ghiaccio istantaneo, quando l’ho consegnata ho fatto (sommessamente) presente che esistono i ghiacci riutilizzabili, siccome a scuola il freezer c’è magari si poteva risparmiare qualche soldino… “Ah no, ma poi i bambini li rompono” Come li rompono? E tu, come qualsiasi altro materiale riutilizzabile, lo dai all’insegnante che farà la sacra cortesia di restituirlo una volta svolta la sua funzione, no? Boh…
Riflessione quattro
La scuola dell’INP e della PBF (che poi è stata anche la mia) è un vecchio edificio di inizio secolo scorso (anni trenta credo). Due parallelepipedi messi ad angolo. Negli anni sono stati rifatti n volte i bagni, sono state aggiunte le scale di sicurezza (una per ala), sono stati cambiati i serramenti, sono stati messi a norma impianti è stato installato l’ascensore, è stata creata la mensa con tutte le menate normative correlate e bla bla bla. E ancora gocciola nelle aule perché il tetto è da rifare e in più tutto il seminterrato è spazio buttato perché metterlo a norme costa una follia. I soffitti sono altissimi e non voglio sapere nulla di cosa costa il riscaldamento. Le aule sono piccole, quella della PBF in particolare è davvero un buco. Le scale interne sono una delle principali fonti dei miei incubi, fanno davvero paura. Pianerottolo quadrato col buco in mezzo, per capirci.
La scuola non ha una palestra, fa i doppi turni in mensa e le quinte vanno a mangiare da un’altra parte perché proprio non ci stanno.
Insomma, in buona sostanza un edificio che, nonostante i numerosi rattoppi, fa cagare.
Sono anni e anni che si parla di costruire una scuola primaria nuova e risanare questo rudere archeoscolastico per spostarci la scuola media (sì, ok, primaria di secondo grado, whatever). A parte che della scuola nuova non si è più sentito parlare la parola risanare a me fa orrore. Altri soldi ficcati a metter toppe al rudere? Se li contiamo tutti, col totale se ne facevano 8 di scuole nuove. Boh.
Riflessione cinque
Abbiamo passato anni alla scuola dell’infanzia a portare, tra le altre cose, bicchieri di plastica e asciugamani di carta. Tutto rigorosamente usa e getta. Quando ho azzardato chiedere se non fosse più educativo far portare una tazza e un asciugamano per bambino si è scatenata la tempesta. E l’igiene? E la polvere? E il rischio che i bambini si scambino le tazze? E i virus? E i batteri? Nononono. E poi l’ASL non vuole. No no e ancora no. Punto.
Ok, però nelle due scuole materne paritarie quello fanno eh, ognuno ha il suo bicchiere e il suo asciugamanino nel suo armadietto col suo simbolino e bon. Bisognerà dire ai genitori delle paritarie quali rischi corrono, eh. Qualcuno avverta l’ASL. Vi prego, qualcuno salvi questi poveri bambini. Boh.