presa diretta
Marzo 9, 2010 1 Comment
Mi ripiglio dopo 36 ore, tanto ci vuole perché mi cali l’ansia e io riesca di nuovo a connettere un po’.
Presa diretta, la trasmissione della domenica sera su raitre, mi inquieta. Un sacco interessante, però, pur togliendo la percentuale di faziosità da terzarete, mi inquieta tantissimo e mi viene l’ansia.
Roba che passo il lunedì a guardare annunci immobiliari e offerte di lavoro ovunque, basta che sia fuori dall’Italia.
Tags: televisione
cosa è peggio?
Marzo 8, 2010 No Comments
L’orario della fine dell’allenamento della squadra agonistica della piscina del paesone si sovrappone con l’orario di fine lezione di non so quale corso per signore, acqua fitness/gym/tone, boh, acqua qualcosa.
Fatto sta che nelle docce c’è l’incrocio tra il gruppo di bambine di 9/11 anni dell’agonistica e le sciure del corso.
Le une scherzano e schiamazzano quanto riescono a schiamazzare delle preadolescenti reduci da qualche centinaio di vasche, considerando che sono sempre presenti almeno un paio di mamme il tutto si contiene ampiamente nei limiti del tollerabile. Le signore, in barba al regolamento della piscina, si denudano allegramente sotto la doccia senza grossi scrupoli, e in alcuni casi non è davvero uno spettacolo piacevole.
Proteste delle sciure “perché le ragazzine fanno un chiasso insopportabile”, proteste delle mamme delle ragazzine perché le sciure si denudano laddove non devono denudarsi. E’ dall’inizio dell’anno che procede questa piccola lotta di spogliatoio.
L’altro giorno due delle ragazzine che nuotano con l’INP facevano un po’ di confusione, tanto che ho loro bonariamente ricordato di non eccedere che poi le signore protestano.
L’INP, con aria seria seria, ha posto questa domanda esistenziale:
“Cos’è peggio? Sentire un paio di ragazzine che fanno le sciocchine oppure dover vedere le signore che vengono qui a nudarsi nella doccia?”
Non ho ancora smesso di ridacchiare…
be happy
Marzo 8, 2010 1 Comment
Uno degli effetti che ha la visione de “L’albero azzurro” sulla PBF è quello di incentivare la verbalizzazione delle azioni.
“Si prende la matita e si fa…”
“Si prende il righello…”
eccetera eccetera
Che mi sta bene eh, visto che i nostri problemi linguistici non sono del tutto risolti può essere utile che verbalizzi le sue azioni.
L’altro giorno se n’è uscita con un:
“Prendiamo la colla, incolliamo. Quando abbiamo finito ci rassicuriamo che la colla abbia il tappo”
Tranquilli. La colla ha il tappo. Sappiatelo.
Potete stare sereni.
domande senza risposta
Febbraio 26, 2010 No Comments
“Ma perché mamma? Perché? Era una signora così bella e gentile!”
L’accorata domanda è dell’INP, spaventata e rattristata quando le ho detto della morte della mamma di una sua compagna di nuoto. Volevo evitare che lo venisse a sapere in altri modi e spero di cuore che non venga a sapere altro.
Sono due giorni che ci si attacca addosso, che cerca coccole, contatto fisico. Non è il primo genitore della sua cerchia di conoscenze che perde la vita ma questa mamma lei la conosceva, la vedeva, al corso di musica, in piscina, da anni.
“Giulia, perché capita che le persone muoiano, anche le persone giovani e anche le persone che sono genitori.”
Comprendere, a otto anni, una morte improvvisa è difficile, forse impossibile, così come è difficile capire, da adulti, quale insondabile abisso di disperazione possa portare una persona a togliersi la vita. Mi manca il fiato quando penso ai figli ma ancora di più se penso ai genitori.
Lo strudel di mele della TG
Febbraio 16, 2010 2 Comments
Uno dei cavalli di battaglia della TG (Teutonica Genitrice) è lo strudel di mele. Quello fatto con la ricetta di qualche trisavola, non nominate nemmeno per sbaglio la pasta sfoglia.
L’impasto è una roba che deve essere tirata sottilissima, su un telo di cotone apposito, il minimo buchino si trasforma fulmineamente in una voragine che non si ricompone. Ho imparato le migliori parolacce tedesche guardando mia mamma che prepara lo strudel, prima che mi sbattesse fuori dalla cucina che, in quelle rare occasioni, diventava zona off-limits.
Rare perché lo fa davvero raramente. Fino a un po’ di tempo fa la scusa addotta è che “non si trova la panna acida” (il Sauerrahm tedesco). Ora la vendono in un supermercato del paesone per cui la scusa vacilla.
L’ha fatto un paio di settimane fa, all’INP è molto piaciuto, la PBF è ancora nella fase in cui non è in grado di distinguere le cose buone dalla chinderfettallatte.
Domenica la TG appare a casa nostra con una mezza torta di mele, un altro dei suoi cavalli di battaglia. L’INP l’assaggia e poi dichiara che “quella arrotolata però mi piaceva di più”. Non ho capito bene che faccia ha fatto mia mamma, il nostro commento è stato “Certo, ora ti tocca proprio…”
La scusa degli ingredienti è crollata, ora vedremo quale e quanta è la potenza della nipotina…
Tags: INP
tre anni
Febbraio 16, 2010 2 Comments
Sono quasi tre anni ormai che l’accompagnamento a scuola (rigorosamente a piedi) si svolge pressapoco così.
Una (la grande) che ha l’ansia di arrivare in ritardo e che mi chiede almeno due volte per mattina “Ma siamo in ritardo?”. Farei notare che in tre anni non è arrivata in ritardo un solo giorno ma fa niente, ha l’ansia. Tanto che se arriva a scuola con il portone già aperto per lei è come essere in ritardo. Sono tre anni che tento di spiegare che portone aperto != suono della campanella che a sua volta = inizio delle lezioni. Niente, non c’è verso.
L’altra, notoriamente pessima camminatrice, mi tocca trascinarmela dietro mentre rincorro la prima. Sono tre anni che c’ho il braccio girato all’indietro mentre brontolo con la prima che è avanti di 10 metri. Persino la tendinite mi è venuta… (che poi non è vero, quella è venuta per la verniciatura di Ivar ma fare la mamma martire vien sempre bene).
Stamattina la piccola era tutta baldanzosa e mi ha trascinato prima alla primaria e poi alla sua scuola praticamente di corsa. Stamattina tutta la scuola va a teatro, non sia mai che si arrivi in ritardo…
Tags: scuola
no dico…
Febbraio 15, 2010 No Comments
Con calma eh.
Oggi ha portato i baci per*gina. Un tubo da quattro.
Uno per ciascuna delle due maestre, uno per la bimba L. e uno per la PBF.
PBF: “Sai, la L. (maestra 1) non può mangiare il cioccolato, la C. (maestra due) ha detto che diventa troppo ciccia, così ce li siamo divisi”
M: “Divisi chi?”
PBF: “L. e io, abbiamo mangiato il nostro e poi un altro.”
Oggi lo guardavo, carino è carino il bimbo T. innamorato.
Un seduttore formato soldo di cacio.
Tags: PBF
la cartella…
Febbraio 13, 2010 4 Comments
Fin dal primo anno di scuola primaria l’INP è andata a scuola con una cartella “diversa”. Diversa dal turbinio di uincs/aisculmiusicol/uinnipu ecc ecc. Causa di ciò è stato un approfondito studio condito da un interessante documentario visto alla tv di stato tedesca (e che vi pensavate?) in cui, con tanto di studi ortopedici e interviste a specialisti si descriveva la corretta posizione della cartella, del baricentro del peso, della lunghezza degli spallacci facendo vedere cosa va bene e cosa va meno bene.
Si è quindi deciso di comprare una cartella scout, che poi è quella usata dalla larghissima maggioranza dei bimbi tedeschi e che ha una delle valutazioni migliori di Stiftung_Warentest (il principale ente tedesco di valutazione dei prodotti). Saranno mica tutti scemi no?
Ovvio che la “diversità” è stata spiegata e rispiegata e si è fatto un po’ di fatica per farla digerire, credo che ora abbia capito. L’altro giorno l’INP mi ha chiesto che cartella compreremo alla PBF quando andrà a scuola. Le ho risposto che la prenderemo uguale alla sua, magari con un disegno diverso, chiaro.
Si è allontanata tutta contenta perché è “giusto che pensate (sic) anche alla schiena di Lisa che è piccola”, secondo me in realtà era più contenta che poi saranno in due “diverse”.
PBF: i primi amori…
Febbraio 12, 2010 No Comments
Il momento razionalista:
PBF: “Mamma, sai che T. è innamorato?”
M: “Ah sì? E di chi?”
PBF: “Di me!!! Me l’ha detto oggi”
M: “Ah, e tu cosa gli hai detto?”
PBF: “Io gli ho detto: ‘Perché???’ ”
Il momento pseudo-nostalgic-utilitarista:
PBF: “Adesso non amo più C.”
(C. è un bimbo che era in classe con la PBF ma che quest’anno ha iniziato la scuola primaria)
M: “Ah, e come mai?”
PBF: “Perché da quando va a scuola non ci vediamo più, non giochiamo più insieme e allora non mi serve più”
M: “…”
PBF: “Però possiamo rimanere amici eh…”
Ah, ok. Per gentile concessione….
Tags: PBF
ho già paura
Gennaio 27, 2010 1 Comment
I miei genitori non hanno ben capito cosa mi è successo. O forse scantonano un po’ perché fa un po’ male anche a loro.
La cosa che hanno perfettamente capito è che:
Non vado più in ufficio ergo ho un pochino più di tempo. Per loro.
E’ subito stato deciso che una volta a settimana vado a pranzo da loro (così poi per due giorni digiuno per compensare le calorie).
Oggi mio papà mi ha coinvolto in ben tre Inquietanti Iniziative Paterne (siccome non mi bastano le mie…).
1. La sistemazione del suo account di posta su outlook. E vabbè, questione di cinque minuti.
2. Il supporto nell’acquisto del portatile. Il portatile di mio papà, come sintomo di obsolescenza, perde i tasti. Un po’ come i vecchietti che perdono i denti. Ora ne ha un gruppetto tenuti insieme con lo scotch e la G non funziona se non con vigoroso incoraggiamento. Insomma, abbastanza un disastro.
Siccome il pc è vecchiotto e siccome la tastiera è già stata riparata una volta (ho già detto che mio papà ha delle manone grosse grosse?) ha deciso che è ora di cambiarlo. Dopo mesi e mesi di studi (ho già detto che mio papà è un pignolo terrificante?) ha deciso il modello.
Io: “Bene, te lo ordino?”
P: “No, io lo voglio andare a vedere!”
Io: “…uhm…”
Mica facile, in un mondo di informatica comprata via internet…
Ho suggerito alcune serie di catene di negozi ma ovviamente, siccome è un pignolo e le cose semplici mai, quel modello non ce l’ha nessuno. E se lo ordinano e poi lui decide che non gli piace che facciamo?
E quindi mi toccherà fare qualche giro di telefonate per scoprire se e dove c’è quel modello e poi portare mio papà a vederlo (e toccarlo). Pensa te.
3. Il supporto alla vendita di un modello completamente autocostruito e ossessivamente fedele dell’Amerigo Vespucci. Lungo un metro e venti. Nella versione del millenovecentononsocché.
Con pagine e pagine di spiegazione sul perché il tal parapetto (che ha cambiato colore nel 19xy e poi di nuovo nel 20xz) è stato fatto proprio di quel colore ecc ecc.
Il supporto consiste in traduzione del testo, servizio fotografico e contatti con l’intermediario.
E tutto ciò al secondo pranzo settimanale. Io ho già paura del prossimo mercoledì. Forse devo inventare una scusa…
Tags: genitori


