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geografia: insufficiente
Volendocisivi recare in vacanza è ovvio che le informazioni sul (mal)tempo tedesco ci interessano particolarmente.
Le informazioni riportate dai giornali italiani come, ahimé, spesso accade testimoniano di una discreta ignoranza geografica e considerando che lo studio della geografia è stato praticamente bandito dalle scuole italiane non mi aspetto grandi miglioramenti nei prossimi decenni…
Repubblica, dopo aver correttamente definito l’area colpita dal maltempo
Germania, il sud-ovest della Polonia e il nord della Repubblica Ceca e la Lituania.
ci informa dei seguenti accadimenti
rottura degli argini in molti fiumi e obblicato (sic) all’evacuazione almeno 1.400 persone in Germania meridionale.
Meridionale??? Urca, conviene informarsi. Leggendo la Faz scopro che l’area evacuata è nei pressi di Marienthal, al confine con la Polonia, stessa latitudine di Dresda, cioè nel pieno centro della Germania. Certo, nella parte meridionale della ex-DDR, magari in redazione c’hanno ancora gli atlanti pre-1989…
Le chicche non finiscono qui, prosegue raccontandoci che ci sono stati tre
annegati in un’abitazione della regione di Harz, in una cantina rimasta allagata per la pioggia a Neukirchen, nel sud-est della Germania
Sud-est??? Aridaje, Neukirchen sta vicino a Chemnitz per cui non siamo a sud, nemmeno tanto vicino al confine con la Polonia per cui non siamo nemmeno tanto a est… e poi…Harz? Che non è proprio da quelle parti…magari ci siamo confonduti con l’Erzgebirge (infatti il posto si chiama Neukirchen im Erzgebirge), che, certo, è sempre un’area montuosa ma ”un’altra”…
Insomma, in geografia gli conviene ripresentarsi a settembre.
agosto 8, 2010 No Comments
l’ha detto la PBF
Negli scorsi mesi alla scuola dell’infanzia la PBF e i cinquenni sono stati coinvolti nel “progetto cittadinanza”, la versione moderna e adatta ai cinquenni dell’educazione civica.
Hanno studiato e colorato stemmi, bandiere, disegnato la loro carta di identità con bellissimi disegni della famiglia, dei cibi preferiti, degli amici, della fiaba preferita ecc. Poi le hanno tutte appese nell’atrio. Molto carino e coloratissimo
Un giorno, uscendo da scuola, mi istruisce con aria molto compita: “Il mondo è la nostra casa grande così come la casa è la nostra casa piccola. In casa si tiene pulito allora anche nel mondo bisogna tenere pulito. Vero mamma?”
M: “Sì, giusto…”
PBF: “Non si buttano in terra le carte e nemmeno i pizziconi”
M: “…uhm…cosa sono i pizziconi?”
PBF: (con aria un po’ seccata) “Ma sì, queli delle sigarette!”
M: “Ahh, i mozziconi!”
PBF: (con aria seccata) “Ma sì, ma sì, mozziconi mozziconi…”
Io sono qui a spiegarti questioni di fondo e tu ti metti a pignolare su queste bazzecole terminologiche!
maggio 16, 2010 1 Comment
comunicato stampa dal servizio meteo
Il guasto che ha provocato questo disservizio è stato immediatamente riparato. Nel tardo pomeriggio, come da programma, è stato anche ripristinato il servizio piovoso.
Ci scusiamo per lo spiacevole inconveniente ed assicuriamo il massimo impegno per il mantenimento dello stato plumbeo vigente.
Grazie
maggio 13, 2010 1 Comment
padri
Il padre di mio padre è morto quando avevo 12 anni. Ho dei ricordi ma sono legati soprattutto a immagini, immagini di lui seduto a tavola, sulla poltrona, le mille lire di mancia che mi dava quando lo andavamo a trovare. Fotogrammi.
Quel poco della persona l’ho scoperto e lo scopro dai racconti di mio padre, che centellina i racconti per cui è come fare un puzzle che non sarà mai completo e trovando un pezzetto alla volta. Il racconto più ricorrente negli ultimi tempi è di questo padre che costruisce e fa transitare attraverso una guerra un laboratorio di falegnameria di alto livello (era ebanista e intarsiatore) con l’idea di lasciarlo al figlio e il figlio che decide che no, a lui interessano di più le valvole e se ne va a lavorare da un’altra parte. E io che dentro questa storia vedo uno scenario di scontro generazionale e scarsa comunicazione e ora leggo del rimpianto da parte di mio padre, un po’ per senso di occasione perduta un po’ per tutto quanto non è stato detto.
E fra il mai detto credo ci sia anche un po’ di accusa, accusa per un uomo che nel pieno del periodo “sbagliato” girava con la tessera politica “sbagliata” in tasca, teneva in case materiale scottante, molto scottante. Per come è fatto mio papà sono rischi che “con famiglia” non devi correre, da incosciente. Un rapporto andato avanti sul non detto.
Del padre di mia madre i ricordi sono molto più nitidi. Un uomo con una coerenza a volte inquietante che in nome della coerenza ha fatto delle scelte a volte non vantaggiose per sé e per la famiglia. Nonostante la salute minata dalla laringectomia ho ben netto il ricordo di quando in un parco giochi mi volle mostrare cosa si fa con la sbarra (sì, l’attrezzo ginnico), mi accompagnava sempre al parco giochi da piccola, e poi a spasso e mi raccontava i nomi di tutti gli uccelli che vedevamo nei giardini delle case. Avevano il loro merlo i miei nonni, quello che tutte le mattine in giardino aspettava le briciole della colazione, se tardavano veniva sul davanzale a sbirciare dentro casa… Mio nonno materno era un signore, sì, di quelli con la lettera maiuscola. Sempre elegantissimo, sempre molto a modo, guai a comportarsi da incivili a tavola, però sapeva anche ridere e volentieri, il sorriso negli occhi aveva, sì.
Mio padre, oddio, potrei scrivere per giorni e giorni di mio padre, del nostro rapporto non facilissimo nella mia adolescenza, dei suoi mutamenti di carattere, del periodo buio dal quale l’ha tirato fuori la nascita dell’INP.
Al momento la questione più grossa con mio padre è quella di convincerlo a darmi retta quando gli spiego delle cose “sul computer”. Minuzie. Va bene così.
marzo 19, 2010 1 Comment
pari e patta
Dice Mariastar (che di cognome fa C&Lmini..)
“Sugli insegnanti di religione sono assolutamente d’accordo con il Vaticano” ha poi aggiunto il ministro. “A loro vanno grantite (sic) le stesse condizioni degli altri insegnanti, e credo che l’ora di religione debba avere pari dignità rispetto alle altre materie [...]“
E quindi d’ora innanzi gli insegnanti di religione dovranno sobbarcarsi tutta la trafila del precariato/concorsi/trasferimenti ecc ecc come tutti gli altri? Mi pare giusto.
settembre 14, 2009 4 Comments
Non si preoccupi, non fa niente
Doverosa premessa. Per tutta una serie di motivi a me non piacciono i cani e soprattutto non mi piace lo stato di rincoglionimento costante in cui si trovano molti proprietari di cani che, talmente presi dalla loro “proprietaritudine canina” non si rendono conto che potrebbe essere un sentimento non condiviso.
Quelli che portano a spasso il cane col guinzaglio allungabile su marciapiedi stretti di città e ti guardano storto se ti contorci per non inciampare o aggrovigliarti nel loro guinzaglio.
Se proprio devo inciampare o impiccarmi faccio da me, grazie.
Quelli che fanno cagare il cane al parco, non la raccolgono e se apostrofati rispondono che: “ma tanto l’ha fatta sull’erba…” (Per non parlare di quelli che proprio ti mandano a fare in cu*o)
Ma sei io la raccogliessi e te la mettessi sullo zerbino? Tanto è solo uno zerbino…
Quelli col guinzaglio lungo che il cane ti salta addosso e loro ti guardano e ti dicono “Checcarino, è così affettuoso…”
Anche i miei pantaloni (affettuosamente): “Checcarini erano appena lavati…” Mavaffanculovà
Quelli col guinzaglio lungo che il cane ti salta addosso e loro ti guardano e ti dicono “Non si preoccupi, non fa niente…”
A parte lordarmi i vestiti? Ah ecco. Io invece vorrei tanto “fare qualcosa”, tipo tirare un calcio a te e al cane.
Quelli col guinzaglio lungo che il cane ti salta addosso e (dopo averti ovviamente sporcato i pantaloni) si mette con impegno ad annusarti la papera e ti chiedono “Ha il ciclo?”
No dico, devo anche commentare?
Quelli che portano a spasso il cane senza guinzaglio e quando questo si avvicina ad un bambino (ok, le mie hanno entrambe paura) ti dicono con aria rassicurante “Non si preoccupi, non fa niente”
Ok, il tuo cane non fa niente (a parte tutto quanto elencato prima…). Rimane sempre un cane. Rimane sempre che non è prevedibile cosa possa fare il bambino e rimane sempre che non è prevedibile come reagisca il cane. Usa il guinzaglio porcomondo.
Quelli che per non far cagare il cane sul marciapiede (che non sta bene) gliela fanno fare “giù dal marciapiede”.
Così quando scendi dalla macchina la centri meglio.
Quelli che quando il cane che ha appena annusato tutta la monnezza del mondo e tutti i culi e le cacche degli altri cani, ti annusa e lecca i piedi e se tu fai la faccia schifata ti guardano con compatimento e ti dicono “Non le piacciono i cani?”.
Soprattutto non intendo mettere gli stivali di gomma al posto delle infradito solo perché a te piacciono i cani.
E poi?
Doveroso epilogo. Abbiamo alcuni amici che sono proprietari di cani. A casa di alcuni andiamo, a casa di altri non andiamo più. I primi sono quelli che vanno in giro *sempre* con la paletta, il guinzaglio ecc ecc. I secondo sono quelli del genere “non ti preoccupare, non fa niente”.
settembre 11, 2009 17 Comments
bagagliaio e pulci
Agli inizi di giugno, un’amica e io abbiamo preso parte alla versione locale del car boot sale, in pratica un grosso mercato delle pulci. L’idea era di coprire i costi di iscrizione (50 euri) sbolognando un po’ di ciapapulver (come li chiamo io) e unwanted wedding gifts (come li chiama la mia amica). Abbiamo venduto anche un po’ di giocattoli ormai usciti dalla fascia di età e altre cosine e cosette.
Bilancio? Io ho ricavato circa € 135 (netti) e comprato due libri, uno dei quali doppio…
Diciamo che se si partecipa con l’idea di recuperare il costo di acquisto della “merce” si rischiano grosse incavolature e delusioni, la filosofia è “ok, piuttosto che portarlo in discarica provo a ricavarne un paio d’euro qui”, in questo modo ci si diverte anche. Almeno, noi ci siamo divertite.
Abbiamo resistito poco perché faceva molto caldo, intorno alle 15.00 ce ne siamo andate anche perché le ore del primo pomeriggio erano state piuttosto mosce, magari c’è stata poi una ripresa nel tardo pomeriggio ma noi eravamo davvero troppo “assolate”.
Lesson learned: serve una qualche copertura per il sole, tipo il gazebo che ogni tanto appare nel volantino Lidl…
La merce l’abbiamo esposta su una coperta stesa sul prato davanti alla macchina, poi abbiamo visto altri che avevano fior di tavoli e banchi. L’ideale è un tavolo da tappezziere, in Germania in un punto vendita Bauhaus (quanto sono belli quei negozi) ne ho visto uno per € 14,95, investimento affrontabile peccato che il bagagliaio della macchina era già stracolmo alla partenza dall’Italia, acquisto rimandato. Per ora servirà almeno un telo in tinta unita che la coperta a quadrotti “fa confusione”…
La prossima volta dovremo ricordarci anche i sacchetti per i “clienti”, tante monetine, etichettare le cose (o avere idea dei possibili prezzi) prima. Un paio di cuscini per le nostre stanche membra (o delle seggioline pieghevoli).
Insomma, già il bagagliaio della C3 non è immenso, trovare dello spazio per arredi e piacevolezze non sarà facile.
Tutto ciò per dire che all’edizione della scorsa domenica de Il Bagagliaio non siamo andate, alla prossima però probabilmente ci saremo.
settembre 9, 2009 4 Comments
ars cucitoria
flashback
Anni e anni fa, nei primissimi tempi di convivenza, al marito sfuggì l’imprudente affermazione che “l’unica cosa davvero utile che ho imparato durante il servizio militare è cucire i bottoni”. Ha, anzi Ha. Da quel momento il marito divenne, volente o nolente, il centro di competenza famigliare per la cucitura di bottoni.
Infatti nonostante anni e anni di punto croce io, con un ago da cucito in mano, ero (e sono) assolutamente incapace di produrre alcunché di sensato.
fine flashback
Due anni fa, passando davanti alla locale merceria (al paesone abbiamo una merceria molto bella) vidi in vetrina una mini-mini-macchina da cucire. 25 euri. Una cifra che, anche in caso di insuccesso totale, tutto sommato non ti fa strappare i capelli dalla disperazione. Ci passai e ripassai e alla fine mi decisi al grande passo. (farei notare che spendere oltre 800 euri per un pc non strettamente indispensabile mi ha creato moooolti meno problemi dei 25 euri di macchinetta da cucire…mah…).
Per un po’ ho letto il modo d’uso (un po’ scarno) lamentandomi fra me e me che non è abbastanza dettagliato. Volevo una cosa “for dummies” io, a prova di imbecilli.
Quell’inverno provai a cucire un vestito per carnevale per l’INP. Una federa di cuscino con tre buchi per braccia e testa, mica pensare che mi sia gettata in chissà quale iniziativa di alta sartoria. Un orlo. Una roba inguardabile alla quale posi rimedio con il ben noto collante per orli dell’i*kea.
La macchinetta tornò nella sua scatola e ivi rimase per qualche anno.
Da allora ho orlato un paio di tende, sempre col collante eil ferro da stiro, la macchinetta ben al sicuro nella sua scatola…
Tre giorni fa mi sono detta “basta, è giunta l’ora!!!”. Ho preso la macchinetta, ho finalmente capito come si cambia la spolina del secondo filo (l’avevo detto che il modo d’uso non è chiarissimo…) e mi sono messa a fare l’orlo alla tenda della porta finestra in mansarda.
Punta di qui, pungiti di là, misure prese col metro da mobiliere, forbici..uhm…boh, andranno bene quelle della cucina, no? ripiega di lì, prova di là… intanto fai un po’ di prove con la macchinetta, perdi millemila volte il filo (perché l’ago ha il buco così piccolo, porcaloca?), spolvera un po’ di parolacce quasi dimenticate, stira un po’ per raddrizzare storture ecc. ecc.
Arriva il marito/centro di competenza dei bottoni, osserva tutto sto’ lavorio e se ne esce con un “secondo me devi imbastire…”
EH???
“Ah boh, mia mamma imbastiva sempre…”
“Tua mamma cuciva delle camicie…imbastiva anche gli orli delle tende?”
“Boh, che ne so…? Perché non chiedi a tua mamma, oppure chiamo la mia e chiedo…”
Ah no. NO. Nononononono. Ci mancano solo madri e suocere che calano qui come due Erinni a vendicare il mio sacrilegio contro la scienza sartoriale. E a dare consigli. No no no e poi no.
Qui si crede fermamente nel “prova ed errore”.
Vabbè, imbastiamo (o facciamo una roba simile).
Oh, non ci si crederà ma l’orlo della prima tenda è finito. Ok, un po’ stortignaccolo e un po’ troppo attaccato al pavimento.
Basta solo convincersi che ogni bug in realtà è una feature. E che vanno di moda gli orli lunghi.
settembre 4, 2009 10 Comments
centro estivo
L’altra sera raccontavo ad un’amica come sta andando, o meglio, come stiamo vivendo quest’anno il centro estivo comunale. Superata la mia diffidenza (in parte fondata sull’esperienza di anni passati) mi sono decisa a iscrivere entrambe le figlie e, guarda guarda, la prima settimana è andata benissimo.
Lunedì (seconda settimana) accompagno le creature e scopro:
1. che l’insegnante della PBF (alla quale lei si è attaccata subito con tanto di bacini e baciotti) non c’è più. E’ rientrato il bimbo a cui lei fa da sostegno per cui è passata alle elementari.
A parte una serie di commenti miei personali sull’organizzazione, che magari sapendo una cosa del genere si poteva evitare fin dal principio di dislocarla alla materna, viene a decadere uno degli aspetti positivi che avevo descritto alla mia amica e cioè che “non sono tutte ragazzine giovani ma c’è anche gente esperta”. So long…
2. che questa settimana è prevista una gita a 120 km di distanza dal paesone.
Poco da eccepire per le elementari ma che in luglio, quando per definizione fa un caldo porco, i bimbi della materna vengano ficcati su un autobus, sull’autostrada più trafficata d’Italia, per fare la gita “più lontana” della loro carriera scolastica a me non sta molto bene. In realtà avrei da eccepire anche per le elementari ma posso (con fatica) soprassedere.
La settimana scorsa “la gita” era consistita nella visita al locale cinema con proiezione di film, dentro di me mi ero detta “ahhh, finalmente gli è passata la menata di doverli per forza portare in gita”.
Immagino che differenziare le mete tra elementari e materne ponga dei problemi da un punto di vista organizzativo ma, raccogliendo anche un po’ di commenti e opinioni di altre mamme, direi che allora andrebbe privilegiato il benessere dei più piccoli a scapito dei più grandini che magari si rompono un po’ ad essere portati sempre ai soliti parchi/fattorie didattiche situati nei dintorni.
Però lo scopo del tutto è soprattutto quello di far stare tranquilli i genitori che nel frattempo sono al lavoro e anche quello di divertire i bimbi…
Ok, a monte va detto che per quello che riguarda i trasporti delle figlie io ho una sorta di control issue per cui le gite in genere mi attivano un tantino di ansia però un totale di 4 ore previste di autobus a me sembrano davvero troppe…
luglio 15, 2009 5 Comments
c’è ancora tempo…
Le insegnanti della scuola dell’infanzia della PBF hanno fatto, insieme ai bambini, un lavoro sulla storia dell’arte.
Alla fine i bambini hanno rielaborato due quadri di Monet, la Signora con parasole e il Campo di papaveri. Un lavoro stupendo esposto sulle pareti del salone e usato come sfondo per la festa di fine anno delle due sezioni coinvolte. Ho avuto modo di fotografare le opere e vi concedo graziosamente il rarissimo privilegio di vederle…
Sull’onda di questa ventata artistica l’altro giorno la PBF mi annuncia che “ti faccio un disegno pe-tte” (ndt, per te)
Abbozza una specie di essere con gonna e me lo porge, palesemente incompiuto.
M: “Lisa, ma lo lasci così? Non me lo colori un po’ di più….?”
PBF: (con sguardo assorto) “Ma mamma, ma Monè è già morto?”
M: “Sì, e anche un bel po’ di tempo fa…”
PBF: (assorta, allontanandosi con il disegno in mano) “Ah, allora c’è ancora un po’ di tempo per finirlo…”
Non so quale sia il nesso, probabilmente temeva che Monè si arrabbiasse…
giugno 8, 2009 2 Comments


