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Category — Cose di libri e letture

drammi [1]

Sto ristrutturando per la sessantamillesima volta la disposizione dei libri su ivar l’incompiuta (mi mancano due ripiani).

Ho la certezza matematica che la configurazione ideale verrà raggiunta a fine giugno, in contemporanea con l’arrivo dell’imbianchino.

Che vuole la libreria smontata.

giugno 9, 2009   3 Comments

the girl who thought to be smart

Un po’ snobisticamente mi ero tenuta alla larga dal fenomeno editoriale di Larsson, un po’ perché quando vedo un libro ovunque mi scappa la voglia di leggerlo e un po’ perché sì.
Poi lo leggevano tutti e ne parlavano tutti, mica si vorrà sempre leggere quello che leggono tutti e poi parlare di quello di cui tutti parlano, no? Basta con tutta questa autoreferenzialità.

Alla fine ho deciso di fare una cosa che pensavo essere geniale. Mi compro il primo ma non in italiano, ennò. Me lo compro in inglese.
Così,
1. sì, ok leggo un libro che leggono tutti ma almeno è utile a “fare esercizio”
2. in inglese leggo leggermente più lentamente per cui a parità di pagine il libro dura di più. Tipo tre giorni al posto di uno. Oh, costano i libri eh.

Per non so quale perversione commerciale ordinare un libro in inglese nella sezione “libri tedeschi” di libreriauniversitaria costa meno che ordinarlo nella sezione libri inglesi. Poco più di 13 euri contro circa 16. Son soldi. Per inciso il titolo in inglese (e in tedesco) è completamente diverso da quello svedese (e italiano).

Parto per la vacanza e dopo tre giorni mi trovo a dover assolutamente mettere le mani sul secondo libro. Visto che in Germania i libri in lingua costano 10,80 euri mi dico che già che ci sono compro anche il terzo.
Bene.
Invece no.
Scopro che il terzo non è ancora stato tradotto in inglese, uscirà nell’autunno 2009.

Sì ma io mica ci sto fino all’autunno 2009 ad aspettare. Certo che anche leggere una trilogia spezzettandola in due lingue non è bello.
Sì vabbé, tanto martedì riaprono i negozi, vero?

aprile 12, 2009   6 Comments

Se qualcuno

vuole “My name is red” di Orhan Pamuk a 5 euri (più eventuali 1,23 di spese di spedizione) batta un colpo. Qui. Ora.

gennaio 29, 2009   3 Comments

ma perché non ho guardato il solito telefilm su raidue?

Premetto la consueta premessa che a questo weblog non piace parlare di politica però dopo l’attenta visione di Ballarò di ieri sera devo riconoscere una grandissima capacità alle persone che rappresentano questo governo.

Quella di non sapersi assolutamente spiegare.

L’incipit dell’articolo 4 del famigerato “decreto gelmini”, quello che parla di maestro unico, dice testualmente che “Nell’ambito degli obiettivi di contenimento di cui all’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112″ e bla bla bla. Ok, andiamo a leggere questo articolo 64….(pdf qui)

Per cominciare, al punto due, riferendosi al personale ATA (i bidelli, insomma) si parla espressamente di “conseguire, nel triennio 2009-2011 una riduzione complessiva del 17 per cento della consistenza numerica della dotazione organica determinata per l’anno scolastico 2007/2008.” Bene, che vuol dire 17% di personale in meno, giusto?
Dopo tutto un altro po’ di il bla bla di assegnazione obiettivi, contenimento, razionalizzazione e cicip e ciciap si dice che da tutto questo lavorìo di riorganizzazione in ambito scolastico “devono derivare per il bilancio dello Stato economie lorde di spesa, non inferiori a 456 milioni di euro per l’anno 2009, a 1.650 milioni di euro per l’anno 2010, a 2.538 milioni di euro per l’anno 2011 e a 3.188 milioni di euro a decorrere dall’anno 2012.” (che fa 7.832 milioni di euro)

Bon.

Poi arriva a Ballarò il ministro dell’attuazione del programma e ci racconta sdegnato che i costi del personale rappresentano il 96% dei costi della pubblica istruzione.
Poco dopo sostiene, sempre sdegnato, che “nessuno rimarrà senza lavoro!”.

E allora?
Risparmieremo settemilaottocentotrentaduemilionidieuri in cosa? Fotocopie? Cancelleria? Quella che già ora viene comprata dalla cassa scolastica costituita dai contributi dei genitori?

Poi arriva il vicepresidente della camera che ci dice (pure lui sdegnato) che maestro unico e maestro prevalente sono la stessa cosa. Eh??? Sul suo sito dice che parla discretamente l’inglese. Si scorda di dirci che invece con l’italiano ha qualche difficoltà.

Poi ci vengono sbandierate un po’ di cifre, i rapporti alunno/insegnante secondo dati non si sa bene di chi e non si sa bene calcolati come. 9/1 in Italia e 13/1 nel resto del mondo. Resto del mondo-Italia uno a zero e palla al centro! Figo.
Ma da dove escono questi numeri e come sono stati costruiti?
Utilizzare questi rapporti per parlare di maestro unico ha poco senso, perché se escono dal rapporto OCSE ci si dimentica di dire che quello parla di scuola superiore, non di elementari.

Ma poi, in tutto questo discorso di costi, si è tenuto conto che in altri paesi coloro che sono addetti al sostegno (o che svolgono, magari in altro modo, lo stesso compito) forse non li paga il ministro della PI? E gli insegnanti di religione? In altri paesi mica li paga lo stato.

Intendiamoci, è innegabile che nel mondo scuola ci sia moltissimo che non va però questi non si stanno mica spiegando in modo chiaro…

Riduciamo i costi, maestro unico per 24 ore di didattica, senza ridurre il personale ma aumentando l’offerta di tempo pieno. Triplo salto mortale carpiato. Con atterramento come?
Il personale verrà pagato in natura con quanto ricavato dalla coltivazione degli orti scolastici a cui si dedicheranno gli alunni del tempo pieno. Geniale no?

Ma poi.
A cosa serve di preciso un ministro per l’attuazione del programma? A controllare che gli altri ministri si ricordino cosa era stato promesso in campagna elettorale?

Ma poi.
Tutti questi ministri e politici che ci vengono a raccontare rave e fave salvo poi aggiungere sdegnati (pare che lo sdegno faccia parte della dotazione minima obbligatoria del politico) che “anche io ho dei figli!” i figli li mandano nella scuola pubblica vero? Vero???

Io credo che sia ora di riconoscere alla Mariastar un grande merito. Quando sostiene che il suo decreto non è stato capito ha perfettamente ragione.
Non l’ha capito nessuno.

ottobre 29, 2008   5 Comments

INP, PBF, Seurat e Signac

Georges Seurat, un dettaglioM: “Lisa, qual’è il quadro che ti è piaciuto di più?”
PBF: “Neanche uno”
Quadri? C’erano dei quadri? Pensavamo fosse un posto dove trascinarsi da un comodo pouff colorato all’altro, chissà perché spargerli in sale diverse poi…

M: “Giulia, qual è il quadro che ti è piaciuto di più?”
INP: “L’ultimo, quello dove si potevano attaccare gli adesivi!”

Prima dell’uscita c’è un enorme versione in bianco/nero de Un dimanche après-midi à l’Île de la Grande Jatte sulla quale si possono attaccare gli adesivi colorati a forma di pallino, ovviamente per i bambini (ma solo per loro?) è divertentissimo.

Sabato pomeriggio ci siamo dati questa botta di cultura e siamo andati a vedere, a ranghi completi, la mostra dei neoimpressionisti a Palazzo Reale. Meritoria, in realtà meriterebbe una visione più approfondita e non legata ai…ehm…tempi tecnici di quattrenne&settenne. Bisognerebbe anche leggere i cartelloni e le spiegazioni, in buona sostanza.

Poi io adoro Seurat per cui è stata comunque una goduria.

Piccolo momento trash all’ingresso quando abbiamo sfogliato la miriade di fidelity card per trovare quelle per l’ingresso ridotto.

Piccolo appunto all’organizzazione: carino il gioco per i bambini ma usare solo dettagli di quadri esposti in ultima sala fa sì che si arrivi all’ultima sala coi bambini già stufi della caccia infruttuosa, qualche “successo intermedio” terrebbe più viva l’attenzione.

ottobre 21, 2008   3 Comments

letture da spiaggia…

Mentre sta andando la seconda lavatrice con i residui di sabbia salentina (mistero svelato!) apro il pacchetto dei libri ordinati “per avere qualcosa da leggere mentre siamo in vacanza” e arrivato ovviamente troppo tardi. A proposito, solo a me sembra bizzarro che le poste vogliano dei soldi per il deposito dei pacchi che non riescono a consegnare per assenza del destinatario?

In mancanza di letture nuove in spiaggia si è portata roba che era già in casa nello scaffale dei “prima o poi avrò il tempo di leggerli”. Cronin, “La cittadella” in una traduzione che sarebbe stata quasi spassosa se non fosse che ho speso dei soldi per comprarlo. Imbarazzante. Tra le altre cose orride si è stati incapaci di tradurre “all right” e lo si è lasciato in inglese. Così. Al marito non è piaciuto, si è ri-riletto dei vecchi Agatha Christie estratti dal suo scaffale “vale sempre la pena rileggerli”.

Nello scaffale dei POPATDL c’era anche Civiltà sepolte di Ceram, nella mia tontaggine non mi sono resa conto di avere anche l’edizione tedesca, e pure una versione anzianotta probabilmente una delle prime edizioni. La traduzione italiana è molto ben fatta e il libro merita, le biografie dei vari avventurieri/archeologi sono davvero interessanti, non mi hanno fatto rimpiangere il librone sull’esplorazione del Pacifico meridionale che non è arrivato in tempo.

Tuona, vado a guardare con aria minacciosa il cielo che ho da stendere la biancheria. Altri dettagli vacanzieri nei prossimi giorni.

luglio 11, 2008   3 Comments

letture

Iniziando cupamente una nuova cazzo di giornata di pioggia (sì, l’ho detto e all’occorrenza lo posso ribadire con gusto) mi sono resa conto che dalla side bar è sparita la sezione “sto leggendo”.

Che poi non è vero che è sparita, dal restyling non c’è mai stata…

E’ che sto leggendo poco, quel poco solo la sera prima di dormire, di solito rileggendo due o tre volte la stessa pagina e di solito mi accorgo che “ah ma questo l’ho già letto” solo dopo aver mugugnato sul “quanto è ripetitivo ‘sto tizio”.

Ieri sera ho finito Il successore di Ismail Kadare (che se in albanese non ha l’accento non ho capito perché ce lo vogliamo ficcare a tutti i costi…)

Non riesco a dare un giudizio sensato, andrebbe (ri)letto in maniera meno spezzettata e in un orario in cui c’è maggiore lucidità, a tratti ho perso il filo. C’è molto non detto, molte allusioni, roba troppo difficile per l’intorno di mezzanotte.

Quello che ho letto in passato di Kadare a me è piaciuto e rileggerei anche questo se non fosse che è scaduto il prestito in biblioteca.

(a cosa è servito questo post? A niente! Come questa cupa giornata piovosa insomma…)

giugno 5, 2008   5 Comments

antiche ricette

Ringalluzzita dagli ultimi successi dell’attività di panificazione (*) casalinga mi è venuta voglia di copiare Comida e provare a fare la pasta sfoglia.

Ho un vecchio libro di ricette degli anni ’60 ma ho chiesto a mia mamma se ha ricette più “antiche”, la TG (Teutonica Genitrice) ha rintracciato la spiegazione su un antico libro di ricette ereditato da una sua prozia e risalente agli inizi dello scorso secolo. Non si sa bene come sia sopravvissuto ad un paio di guerre mondiali, la famiglia di mia mamma ha avuto un paio di incontri ravvicinati con le bombe incendiare tra il ’43 e il ’44.

Domani me lo farò prestare ma mi ha anticipato che la spiegazione sulla pasta sfoglia è lunga una pagina fitta fitta, scritta ovviamente coi caratteri gotici. Se siamo a posto col copyright potrei anche studiare cosa farne…

Proverò a decifrarla, di solito un po’ a fatica ma ci riesco, in ogni caso qualche scansione dal libro prossimamente farà la sua porca figura come immagine di sfondo dello header del blog… :-D

(*) Abbiamo provato il pain d’epi e i Parker House Rolls. Entrambi buoni, i secondi sono stati apprezzati di più dai miei assaggiatori ufficiali. La ricetta seguirà…

aprile 13, 2008   No Comments

di libri

Lo so, come al solito arrivo in ritardo ma “Pastorale americana” di Philip Roth è un romanzo…uhm…possente.

Sì, possente è la parola giusta.

Quale altra opera di Roth devo mettere in wishlist?

ottobre 18, 2007   2 Comments

consigli di lettura

Orhan Pamuk “My Name is Red”

Turkish and English are very different in word order and sentence structure, and a few readers have found the word order in the English translation difficult.

(da qui).

Io sono fra i few readers. La prima parte del libro è stata faticosa, prima di entrare un pochino nel linguaggio e nel word order ci ho messo un po’. Poi c’è stato il secondo omicidio, e lì ti viene la curiosità di capire. Almeno, a me è venuta.

Poi la cosa si fa un po’ lunga. Però siccome ti rimane la curiosità di capire chi diavolo è l’assassino e qual è il “movente” continui a leggere, saltando anche qualche pezzo di quelli un po’ lunghi e noiosetti, che a tratti si parlano tutti un po’ addosso…. Arriveremo al dunque, no?

Poi intuisci il movente, e per assurdo capisci che scoprire l’assassino è tutto sommato irrilevante. E capisci che la “fretta” con cui avevi letto alcune parti è stata del tutto inutile e che anzi, quelle parti erano poi la spiegazione del movente.

E insomma, andrebbe riletto. Con calma.
Ma non so se ne ho molta voglia, non nel breve periodo almeno.

Ecco, se lo leggete, e tutto sommato ne consiglio la lettura non leggetelo come se fosse un giallo. Non leggetelo nemmeno sotto l’ombrellone. Visto l’approssimarsi dell’autunno l’ultimo consiglio mi pare superfluo.

Ah, ecco. Se potete leggetelo in inglese.
E sì, a tratti effettivamente si dilunga un po’…

settembre 13, 2007   4 Comments

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