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Category — Il mondo fuori

prima del principio

Prima riunione della primaria.

Al di là dei dettagli tecnico-organizzativi il team delle insegnanti è buono, collaudato, tutto di ruolo, affiatato. Insomma, le premesse sono buone, la presentazione è stata rassicurante. Insomma, tutto bello, tutto bene. Avevo un solo piccolo dubbio e mi è stato tolto, già sanno dei deficit uditivi della PBF per cui per un po’ siamo tranquilli. Poi vediamo, ma poi.

Viene consegnata la lista dei materiali necessari, lista ragionevole e piena di buon senso però mi casca l’occhio su un punto e dentro di me sollevo un sopracciglio (anzi due).

Mi guardo intorno, vedo i volti delle altre mamme, chi è alla prima esperienza è pieno di trepidante entusiasmo, sorride e scambia ridacchianti sorrisini con i vicini o con altre mamme che conosce.

Dentro di me penso “togliti un po’ di quel sorriso dalla faccia, domani, nel corso della giornata, sarai anche tu in cartoleria a chiederti ‘ma copertina verde chiara o scura?’ e magari a chiederti perché non è stato specificato…”.

E.Questo.E’.Solo.L’inizio.

Nota tecnica. Sono arrivate le lim.
Nota tecnica due. Durante la presentazione aprendo word è apparsa una certa pop up “mi si apre sempre ‘sto coso, non capisco perché…”. Io sì.
Nota tecnica tre. Durante la presentazione il pc si collegava da solo ad un wi fi. Non mi risulta che la scuola abbia il wi fi. Se ne deduce però che,
ringraziando chissàchi, le lim potranno forse essere usate nel pieno delle loro funzioni … :-D

settembre 9, 2010   1 Comment

inizia l’anno scolastico?

L’orario bla bla bla a causa di – un’opzione a scelta tra – il personale della scuola, quello parascolastico, quello della mensa, la circolare, l’assemblea, la direttiva ministeriale, il sindacato, il comune, il circolo, il dirigente scolastico, il calendario regionale, i turni in mensa, le compresenze, le mancate compresenze, la nomina del supplente, la mancata nomina del supplente, la copertura finanziaria e bla bla bla.

Il giorno in cui mi diranno, per una volta, che l’orario scolastico è così e cosà per motivi didattici e basta svengo.
Giuro.

settembre 8, 2010   No Comments

per dire

Io dico che se uno per anni e anni si è guadagnato da vivere facendo abusivamente il dentista magari si poteva evitare di mettere il titolo di studio sul manifesto funerario.
Geometra.

settembre 6, 2010   No Comments

e come potevamo noi…

Potevamo noi capitare in un palazzo senza il bimbominkia?
No, ovviamente.

Il bimbominkia in questione ha la forma di un (ora) diciottenne del quale abbiamo avuto il dubbio piacere di vivere tutta l’allegra adolescenza da bimbominkia. Posto che sia finita e non ne sono sicura.

Il bimbominkia presenta il tipico aspetto della specie, jeans col cavallo nell’incavo del ginocchio, camminata irriproducibile e comunque funzionale alla difficile lotta tra forza di gravità e tessuto dei pantaloni, giubbottino con un sacco di scritte e cappellino da baseball, spesso con visiera all’indietro onde accentuare la caratteristica espressione da bimbominkia. E’ gentile eh, va detto. Quando ti incontra interrompe la masticazione della cicca e saluta. Ciao, oltre no che diventa difficile.

Quando ci si rivolge al bimbominkia, tipo per dirgli che
*giocare a pallone nel corsello dei box tirando delle gran pallonate col pallone di cuoio non è cosa buona e giusta
*sgomberare il box per fare ordine è cosa buona e giusta ma mettere tutto il contenuto del suo box davanti ai box dei vicini (che poi casualmente devono uscire con la macchina) non è cosa buona e giusta, soprattutto se lo sgombero dura un paio di giorni…
l’esemplare ti guarda con espressione da bimbominkia perplesso, poi inizi la sua risposta con il verso “he he he” (verso tipica della specie in questione…)

Il bimbominkia, quando era ancora ggiovane ggiovane, ha pensato bene di fare delle incisioni rupestri nell’ingresso del palazzo. Quando si è fatto presente alla mamma del bimbominkia che fare incisioni rupestri negli spazi comuni non è consentito dal regolamento condominiale lei si è difesa dicendo che “non ci sono le prove che è stato mio figlio”. Quando le si è fatto presente che 1. tutti gli altri minori presenti nel palazzo non sapevano ancora scrivere 2. le incisioni rupestri erano firmate col nome del bimbominkia, ha biascicato qualcosa di “prove non conclusive”. Da ciò si desume che questo bimbominkia ha anche una mammaminkia.

Il bimbominkia ovviamente frequenta un nutrito gruppo di suoi simili che si caratterizzano per comportamenti particolarmente intelligenti. Tipo sbagliare a suonare il campanello alle 5 del mattino della domenica, e una volta apostrofati (a male parole, capirai) assumere l’espressione da bimbominkia spaventato e dire “scappiamo scappiamo”. Cazzo scappi, ormai mi hai svegliato, pirla!
Oppure confondere le porte degli appartamenti tentando di entrare a casa mia dicendomi “apri dai, non fare il pirla”. Al mio cortese ma fermo invito ad impegnarsi per cercare di comprendere la differenza fra portaombrelli (a fianco della mia porta) e ficus beniamina (a fianco della porta di famigliaminkia) è seguito uno sguardo perplesso (da bimbominkia, dai diciamocelo).

Ora, con gli anni le cose sono un po’ migliorate, non butta più i mozziconi delle canne giù dal balcone, non fa più i festini con gli amici fino a notte fonda, insomma, si è un po’ tranquillizzato. Insomma, la situazione parrebbe in miglioramento.

La cattiva notizia è che ha un fratello minore. Bimbinominkia.

agosto 31, 2010   4 Comments

minori?

Chiudo e mi metto in pausa estiva con un pensiero rivolto a tutti gli atleti dei cosiddetti “sport minori” che, anche in questo momento, stanno mietendo medaglie nei vari campionati continentali.

Dopo la scherma il nuoto.

Altri “sportivi minori” a cui non verranno mai dedicate pagine e pagine dei quotidiani per parlare dei loro cambiamenti di società sì, no, forse, mah, delle loro prodezze serali, di cosa fanno in vacanza con quale velina di turno, delle loro bizze e dei loro capricci.

“Sportivi minori” che non spostano milioni di euro però vincono. Toh.

agosto 13, 2010   No Comments

geografia: insufficiente

Volendocisivi recare in vacanza è ovvio che le informazioni sul (mal)tempo tedesco ci interessano particolarmente.

Le informazioni riportate dai giornali italiani come, ahimé, spesso accade testimoniano di una discreta ignoranza geografica e considerando che lo studio della geografia è stato praticamente bandito dalle scuole italiane non mi aspetto grandi miglioramenti nei prossimi decenni…
Repubblica, dopo aver correttamente definito l’area colpita dal maltempo

Germania, il sud-ovest della Polonia e il nord della Repubblica Ceca e la Lituania.

ci informa dei seguenti accadimenti

rottura degli argini in molti fiumi e obblicato (sic) all’evacuazione almeno 1.400 persone in Germania meridionale.

Meridionale??? Urca, conviene informarsi. Leggendo la Faz scopro che l’area evacuata è nei pressi di Marienthal, al confine con la Polonia, stessa latitudine di Dresda, cioè nel pieno centro della Germania. Certo, nella parte meridionale della ex-DDR, magari in redazione c’hanno ancora gli atlanti pre-1989…

Le chicche non finiscono qui, prosegue raccontandoci che ci sono stati tre

annegati in un’abitazione della regione di Harz, in una cantina rimasta allagata per la pioggia a Neukirchen, nel sud-est della Germania

Sud-est??? Aridaje, Neukirchen sta vicino a Chemnitz per cui non siamo a sud, nemmeno tanto vicino al confine con la Polonia per cui non siamo nemmeno tanto a est… e poi…Harz? Che non è proprio da quelle parti…magari ci siamo confonduti con l’Erzgebirge (infatti il posto si chiama Neukirchen im Erzgebirge), che, certo, è sempre un’area montuosa ma ”un’altra”…

Insomma, in geografia gli conviene ripresentarsi a settembre.

agosto 8, 2010   No Comments

nota di servizio

Scopro (e volentieri divulgo) che il prossimo giovedì, a Monza, verrà tenuta una lezione interattiva sulle manovre di disostruzione pediatriche. In pratica cosa fare quando ai bambini “va di traverso” qualcosa e non basta il classico “guarda l’uccellino”.

La lezione è libera e gratuita, bisogna solo compilare il modulo di iscrizione che si trova sul sito. Il relatore è il Dottor Squicciarini della Croce Rossa Italiana del quale abbiamo già parlato qui.

Insomma se abitate nei paraggi divulgate questa cosa a tutti coloro che hanno a che farei coi bambini, insegnanti in primis.

Se invece non potete andare date un’occhiata al sito, ne vale la pena.

maggio 14, 2010   No Comments

viaggiare con la fantasia…

Da quando, anni fa ormai, ho letto questo post di ComidaDeMama avevo voglia di fare una cosa simile alla scuola dell’infanzia. Per tutta una serie di motivi non sono riuscita a “far passare” l’idea alle insegnanti dell’INP, in compenso le insegnanti della PBF l’hanno accolta con grande entusiasmo.

L’anno scorso il leit motiv dell’anno scolastico era l’essere diversi ed essere uguali, dalle storie di Elmer fino ai bambini di tutto il mondo. Le mamme “straniere” sono state coinvolte e, una alla volta, sono andate in classe a raccontare una fiaba o una filastrocca o una canzoncina nella loro lingua, a parlare del loro paese, la mamma cinese ha insegnato ai bimbi a usare i bastoncini, ha portato gli involtini primavera, ha scritto i nomi di tutti in ideogrammi.

Io sono andata, con tanto di pc, presentazione openoffice e proiettore e abbiamo fatto finta di prendere l’autobus, siamo arrivati alla frontiera dove il doganiere (sempre io con camicia mimetica e cappello preso in prestito dal marito) ha chiesto i documenti, abbiamo attraversato il tunnel del Gottardo, abbiamo mangiato il cubetto di emmental all’autogrill :-P e siamo arrivati in Germania dove abbiamo parlato di Foresta Nera, di fattorie, di orologi a cucù, di boschi, di animali, abbiamo fatto uno spuntino con un pezzettino di wuerstel e poi abbiamo cantato una filastrocca e letto una storia sul bosco.

La cosa è tanto piaciuta che quest’anno si è replicato, la mamma colombiana ha raccontato del suo paese e insegnato ai bimbi a ballare la salsa, la mamma spagnola non so cosa abbia fatto, la mamma senegalese e quella moldava non so cosa faranno. E’ un peccato non riuscire a coinvolgere la mamma marocchina ma proprio non si fa coinvolgere…

Oggi, con gli undici cinquenni della classe della PBF, abbiamo preso l’aereo, con tanto di valigette di cartone fatte da loro con dentro i vestiti (di carta) ritagliati e colorati e l’etichetta col nome, il check in con l’etichetta con lo scotch di carta, i biglietti lufthansa stampati e personalizzati, l’imbarco del bagaglio nella pancia dell’aereo, la hostess con le bibite e poi, arrivati a Berlino, abbiamo parlato della bandiera e dello stemma della Germania, dello stemma di Berlino (che quest’anno stanno facendo le ore di “cittadinanza”, sanno tutto di stemma e bandiera dell’Italia e sono incuriositissimi da tutte le altre bandiere), abbiamo accennato al muro, alla sua caduta e abbiamo parlato di Knut, l’orso polare nato in cattività tre anni fa, poi abbiamo cantato una canzone-gioco sugli orsi, che siccome è piaciuta l’abbiamo fatta due volte…

Poi siamo tornati, abbiamo recuperato le nostre valigine ed era quasi ora di andare a casa.

“Ma domani torni ancora e andiamo da un’altra parte, vero?”

Questa cosa l’avremmo dovuta fare venerdì scorso, poi per vari motivi non siamo riusciti e abbiamo rimandato a oggi, i biglietti però riportavano la data di venerdì e quindi ci è scappata anche la spiegazione sul vulcano e le ceneri e l’annullamento dei voli. Avevano già visto una presentazione di questa cosa e sapevano tutto, ‘sti cinquenni del ventunesimo secolo.

Sul pc avevo una cartina dell’Europa per far vedere loro il percorso del nostro volo.

“Mi fai rivedere dov’è il vulcano, quello che ha ruttato?”

Nota a margine. Il seduttore taglia soldo di cacio che regala i baci per*ugina mi ha comunicato che lui e la PBF sono fidanzati. Ecco.

maggio 11, 2010   4 Comments

anche noi!

In buona sostanza Scajola si è dimesso e dice che vuole capire chi è che gli ha pagato la casa.

Ecco, quando trova ‘sto benefattore se cortesemente gli passa anche il nostro indirizzo. Veniamo via a meno, la casa c’è già, dovrebbe solo finire di pagare il mutuo.

Ah, grazie eh.

maggio 5, 2010   No Comments

omissis

Omissis, sì, ieri sera sono andata al consiglio di circolo. Ometto, autocensuro tutto ciò che vorrei dire perché è meglio così. Credetemi.

Però quelle due o tre cosine non riesco a trattenerle….

L’anno prossimo non si sa se si potrà garantire l’inglese. Ma come? Non era una delle tre I? E allora?

Per l’altra I sono in arrivo le lavagne multimediali. Belle eh, collegate a internet, effetti speciali a go go, una per scuola mica esagerare. Le metteranno in una prima. Peccato che le aule non siano cablate. Anche se lo fossero la connessione internet è a consumo. Flat? E che è?

Fortunatamente la mettono in una prima che sta al primo piano, perché più sopra piove dentro. Saranno impermeabili ‘ste LIM? Boh.

aprile 30, 2010   4 Comments

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