Posts from — settembre 2009
e uffa
Memore delle frequenti richieste di materiale di cancelleria che allietano ogni inizio anno scolastico mi ero fatta la scorta di copertine da quadernone. Rossa, arancione, verde chiaro e scuro, azzurra, blù, gialla, rosa e financo trasparente. Tutte le ho. O almeno, così pensavo.
Ieri l’INP torna a casa da scuola e mi dice:
“Mamma, ho bisogno di una copertina…” (l’INP ha un po’ la tendenza a cominciare le frasi e partire poi per la tangente…)
Già pregustavo la sensazione di poter dire “Sì amore, ce l’abbiamo nell’armadio” che poi è la vera goduria della mamma che pensa di essere iperorganizzata.
L’INP va verso l’armadio delle scorte, lo apre, cerca un po’, si gira e mi dice: “Ma viola non ce l’abbiamo?”
Viola? VIOLA???
“Te la vado a comprare oggi…”
Ma porco schifo.
settembre 24, 2009 5 Comments
di acqua e riciclo
UNO
flash back
Gaensewein. Vino delle oche. Che è il modo colloquiale tedesco per definire l’acqua di rubinetto. A casa dei miei ho sempre bevuto con gusto e avidità l’acqua del rubinetto. Ma non dal bicchiere, nono, proprio dal rubinetto. Ho tentato per anni di convincere la famiglia che quella del bagno era più buona di quella della cucina, inutile ogni spiegazione che la conduttura era identicamente la stessa. Per me era più buona in bagno. Poi vennero di moda i rompigetto e un po’ rovinarono la bellezza di questo getto cristallino che usciva dal rubinetto. Del bagno, eh.
Sottocasa dei miei c’è un parchetto, nel tempo da prato incolto è diventato un parco con dignità di nome, monumento a non so quali caduti e parco giochi attrezzato. La fontanella è rimasta però la stessa. C’è gente pronta a giurare che da quella fontanella esce l’acqua più buona del paesone, tempo fa arrivavano persino con bottiglie e taniche a prenderla…
A casa dei miei nonni in Germania l’acqua di rubinetto aveva un retrogusto metallico, non era molto buona da bere. E per me era un problema non da poco perché a me l’acqua gassata non piace molto, tanto più che quella tedesca di solito è *davvero* gassata. Non è da molto che in Germania si trova l’acqua “still” cioè naturale, le prime furono Evian e Volvic ma ancora oggi a volte mi capita di discutere sulla corretta definizione di “still” con qualche cameriere che ti porta della “stilles Wasser” con scritto in piccino picciòo “mit Kohlensaeure versetzt” (addizionata di anidride carbonica). Eccheccavolo!.
Insomma bere era un piccolo problema, si risolveva con succhi vari e té freddo (bollendola perdeva un po’ il sapore). Fuori casa dei miei nonni mi gettavo avidamente su ogni fontana e fontanella, e meno male che a Friburgo ce ne sono un sacco.
flash forward
L’acqua del sindaco. Da qualche mese a questa parte al paesone è attivo un distributore d’acqua naturale e gassata. Siamo andati un po’ di volte a prenderla e quella gassata è giusto piacevolmente “lievemente gassata”. Per ora ci siamo arrangiati riciclando bottiglie casuali ma l’altro giorno, del tutto casualmente, ho scoperto che all’iperscrauso vendono le bottiglie di vetro col tappo di gomma e metallo. Non so il nome tecnico, quelle di una volta insomma. Immediatamente comprate un paio per andare a prendere quella che nel lessico famigliare ormai si chiama l’acqua del sindaco.
DUE
Ci sono paesi nel mondo in cui i sacchetti di plastica sono già proibiti. E non parlo di SveziaNorvegiaFinlandia, no no, sono già proibiti tipo in Tanzania, Kenia ed Etiopia. E noi? Boh, come al solito ci arriveremo, dopo. Quando coloro-che-comandano avranno finito di occuparsi dei loro piselli e di farsi tutti causa l’uno con l’altro, I presume.
Qui la famiglia vorrebbe portarsi avanti. Uno dei motivi per cui ho estratto la mini-mini-macchina da cucire dalla sua scatolina è perché esistono un zilione di siti/tutorial/video sul tubo ecc che ti spiegano come fare le borsine per la spesa. E la cosa mi intriga un sacco.
Mi sono ripromessa che, fino a quando non sono più bravetta (tipo la prossima glaciazione…), si useranno solo materiali di riciclo: vecchie camicie, vecchi pantaloni, vecchie tute, robe da buttare insomma. Ho fatto un patchwork carino con dei pezzi di vecchie camicie, ne è uscita una borsettina a dimensione bimbe che ha esordito oggi per portare alla scuola materna la pasta da manipolare prodotta stamattina.
La borsina più grande non è venuta male, certo non reggerebbe lo sguardo critico di una persona competente ma in fondo a noi serve per infilarci le bottiglie che usiamo per andare a prendere l’acqua del sindaco…
settembre 17, 2009 8 Comments
pari e patta
Dice Mariastar (che di cognome fa C&Lmini..)
“Sugli insegnanti di religione sono assolutamente d’accordo con il Vaticano” ha poi aggiunto il ministro. “A loro vanno grantite (sic) le stesse condizioni degli altri insegnanti, e credo che l’ora di religione debba avere pari dignità rispetto alle altre materie [...]“
E quindi d’ora innanzi gli insegnanti di religione dovranno sobbarcarsi tutta la trafila del precariato/concorsi/trasferimenti ecc ecc come tutti gli altri? Mi pare giusto.
settembre 14, 2009 4 Comments
mercatino ino ino
Stamattina gli otto km fino al mercatino kmzero (zero? otto!) sono stati interrotti da due gare ciclistiche. O forse erano due gruppi della stessa gara, non so, poco importa.
Importa però che è l’unica attività sportiva che regolarmente, nella stagione calda, crea “turbativa” al traffico locale. A me, insomma.
Quando sono passati era un gruppo di ultracinquantenni, tutti colorati e belli sgranati, che transitavano a velocità molto turistica, chiacchierando fra di loro.
Ora…non possono almeno passare tutti in gruppo in modo da minimizzare i tempi di sosta del resto del mondo? Oppure fare le corse (corse…) di notte? Così si mettono insieme ai trasporti speciali, no? Una macchina sola col cartello “trasporto speciale” e “inizio gara ciclistica”, così si risparmia benzina (e poi tanto la velocità quella era).
Vabbé. Il mercatino (ino ino) è stato una piccola delusione. Mi aspettavo di trovare articoli di consumo quotidiano ma soprattutto “materie prime”. Invece c’era un solo venditore di verdura, niente frutta, niente uova. In compenso c’erano salami di struzzo e caciotte di bufala (prodotte sull’Adda…). In tutto ben sei bancarelle.
Mah. Andrò a vedere i prossimi…
(le mozzarelle però sono buone)
settembre 13, 2009 6 Comments
Non si preoccupi, non fa niente
Doverosa premessa. Per tutta una serie di motivi a me non piacciono i cani e soprattutto non mi piace lo stato di rincoglionimento costante in cui si trovano molti proprietari di cani che, talmente presi dalla loro “proprietaritudine canina” non si rendono conto che potrebbe essere un sentimento non condiviso.
Quelli che portano a spasso il cane col guinzaglio allungabile su marciapiedi stretti di città e ti guardano storto se ti contorci per non inciampare o aggrovigliarti nel loro guinzaglio.
Se proprio devo inciampare o impiccarmi faccio da me, grazie.
Quelli che fanno cagare il cane al parco, non la raccolgono e se apostrofati rispondono che: “ma tanto l’ha fatta sull’erba…” (Per non parlare di quelli che proprio ti mandano a fare in cu*o)
Ma sei io la raccogliessi e te la mettessi sullo zerbino? Tanto è solo uno zerbino…
Quelli col guinzaglio lungo che il cane ti salta addosso e loro ti guardano e ti dicono “Checcarino, è così affettuoso…”
Anche i miei pantaloni (affettuosamente): “Checcarini erano appena lavati…” Mavaffanculovà
Quelli col guinzaglio lungo che il cane ti salta addosso e loro ti guardano e ti dicono “Non si preoccupi, non fa niente…”
A parte lordarmi i vestiti? Ah ecco. Io invece vorrei tanto “fare qualcosa”, tipo tirare un calcio a te e al cane.
Quelli col guinzaglio lungo che il cane ti salta addosso e (dopo averti ovviamente sporcato i pantaloni) si mette con impegno ad annusarti la papera e ti chiedono “Ha il ciclo?”
No dico, devo anche commentare?
Quelli che portano a spasso il cane senza guinzaglio e quando questo si avvicina ad un bambino (ok, le mie hanno entrambe paura) ti dicono con aria rassicurante “Non si preoccupi, non fa niente”
Ok, il tuo cane non fa niente (a parte tutto quanto elencato prima…). Rimane sempre un cane. Rimane sempre che non è prevedibile cosa possa fare il bambino e rimane sempre che non è prevedibile come reagisca il cane. Usa il guinzaglio porcomondo.
Quelli che per non far cagare il cane sul marciapiede (che non sta bene) gliela fanno fare “giù dal marciapiede”.
Così quando scendi dalla macchina la centri meglio.
Quelli che quando il cane che ha appena annusato tutta la monnezza del mondo e tutti i culi e le cacche degli altri cani, ti annusa e lecca i piedi e se tu fai la faccia schifata ti guardano con compatimento e ti dicono “Non le piacciono i cani?”.
Soprattutto non intendo mettere gli stivali di gomma al posto delle infradito solo perché a te piacciono i cani.
E poi?
Doveroso epilogo. Abbiamo alcuni amici che sono proprietari di cani. A casa di alcuni andiamo, a casa di altri non andiamo più. I primi sono quelli che vanno in giro *sempre* con la paletta, il guinzaglio ecc ecc. I secondo sono quelli del genere “non ti preoccupare, non fa niente”.
settembre 11, 2009 17 Comments
bagagliaio e pulci
Agli inizi di giugno, un’amica e io abbiamo preso parte alla versione locale del car boot sale, in pratica un grosso mercato delle pulci. L’idea era di coprire i costi di iscrizione (50 euri) sbolognando un po’ di ciapapulver (come li chiamo io) e unwanted wedding gifts (come li chiama la mia amica). Abbiamo venduto anche un po’ di giocattoli ormai usciti dalla fascia di età e altre cosine e cosette.
Bilancio? Io ho ricavato circa € 135 (netti) e comprato due libri, uno dei quali doppio…
Diciamo che se si partecipa con l’idea di recuperare il costo di acquisto della “merce” si rischiano grosse incavolature e delusioni, la filosofia è “ok, piuttosto che portarlo in discarica provo a ricavarne un paio d’euro qui”, in questo modo ci si diverte anche. Almeno, noi ci siamo divertite.
Abbiamo resistito poco perché faceva molto caldo, intorno alle 15.00 ce ne siamo andate anche perché le ore del primo pomeriggio erano state piuttosto mosce, magari c’è stata poi una ripresa nel tardo pomeriggio ma noi eravamo davvero troppo “assolate”.
Lesson learned: serve una qualche copertura per il sole, tipo il gazebo che ogni tanto appare nel volantino Lidl…
La merce l’abbiamo esposta su una coperta stesa sul prato davanti alla macchina, poi abbiamo visto altri che avevano fior di tavoli e banchi. L’ideale è un tavolo da tappezziere, in Germania in un punto vendita Bauhaus (quanto sono belli quei negozi) ne ho visto uno per € 14,95, investimento affrontabile peccato che il bagagliaio della macchina era già stracolmo alla partenza dall’Italia, acquisto rimandato. Per ora servirà almeno un telo in tinta unita che la coperta a quadrotti “fa confusione”…
La prossima volta dovremo ricordarci anche i sacchetti per i “clienti”, tante monetine, etichettare le cose (o avere idea dei possibili prezzi) prima. Un paio di cuscini per le nostre stanche membra (o delle seggioline pieghevoli).
Insomma, già il bagagliaio della C3 non è immenso, trovare dello spazio per arredi e piacevolezze non sarà facile.
Tutto ciò per dire che all’edizione della scorsa domenica de Il Bagagliaio non siamo andate, alla prossima però probabilmente ci saremo.
settembre 9, 2009 4 Comments
di zanzare e zanzariere
Dopo tre settimane nella Foresta Nera in cui non abbiamo visto traccia di una zanzara che sia una (ok, in casa avevamo le zanzariere ma anche cenando in giardino non se n’è vista traccia).
Dopo una settimana in Liguria a luci accese e finestre spalancate, a volte tutta notte.
Dopo tutto ciò ci tocca sopportare non solo le zanzare tigre di giorno, le zanzare comuni di notte e l’allegra combriccola completa all’alba e al crepuscolo.
No. Non solo.
Sono già arrivate anche le cimici. Di solito arrivano intorno a metà settembre, quest’anno ho annegato la prima (nel cesso, sì) addì 30 di agosto.
Cheppalle
L’altro giorno gironzolando al Re Merlino con due figlie al seguito (esperienza sempre interessante…) ho esplorato il reparto zanzariere fai da te. Belle, plissettate, a scorrimento, bianche, bronzo, nere, tagliami da solo, montami senza trapano…ce n’è per tutti i gusti.
Mentre guardavo e pensavo e aspettavo che qualche idea brillante si impadronisse di me (qualche nuova Inquietante Iniziativa Domestica) arriva un commesso giovine giovine e mi chiede per che tipo di finestra ho bisogno.
Tipo? Finestra? Bisogno? Tipo tutta la casa, no eh? Tipo avvolgere proprio tutta la casa nella tela da zanzariera…
Oh tu giovine commesso, tu non devi venire da me a far domande…facciamo che se ho delle domande ti vengo a cercare io, ok?
“Uhm..una finestra. Tipo standard…”
“Non esistono finestre standard!!! Non ha le misure?”
Misure? No che non ho le misure, stavo solo guardando. Ti pare che vengo a comprare i rimasugli di zanzariere tue a stagione ampiamente finita? No dico, mi hai preso per che cosa?
“Mah…stavo solo guardando cosa c’è…poi ci penserò l’anno prossimo…”
“Sì, perché queste sono le ultime rimaste, sa, la stagione ormai è finita”
Ecco appunto. Però dillo anche a loro. Alle zanzare.
settembre 6, 2009 1 Comment
e all’estero?
Negli ultimi giorni una delle cose che si legge con molta frequenza nella blogosfera è la preoccupazione che “ci stiamo rendendo ridicoli all’estero” per via dell’ampio repertorio di mi*chiate che si leggono sul prescons e sul suo pisello.
Ora, non so cosa sia stato scritto/detto dopo gli ultimissimi accadimenti ma posso assicurare che nelle prime tre settimane di agosto, l’unica occasione in cui i media citavano l’Italia (ard, zdf e la radio che ascoltiamo di solito, ossia swr3) era per aggiornare l’ammontare del montepremi del superenalotto. Non che la cosa renda particolarmente orgogliosi…
Poi magari non vale per la stampa, anche se le due volte che ho letto il quotidiano locale (Badische Zeitung) non mi sono saltati all’occhio articoli o commenti sull’Italia.
Ecco insomma, stiamo tranquilli. A parte una divertita smorfietta di compatimento direi che il mondo se ne fotte abbastanza di quello che succede da noi.
Ergo, sono solo ca**i nostri…
settembre 4, 2009 1 Comment
ars cucitoria
flashback
Anni e anni fa, nei primissimi tempi di convivenza, al marito sfuggì l’imprudente affermazione che “l’unica cosa davvero utile che ho imparato durante il servizio militare è cucire i bottoni”. Ha, anzi Ha. Da quel momento il marito divenne, volente o nolente, il centro di competenza famigliare per la cucitura di bottoni.
Infatti nonostante anni e anni di punto croce io, con un ago da cucito in mano, ero (e sono) assolutamente incapace di produrre alcunché di sensato.
fine flashback
Due anni fa, passando davanti alla locale merceria (al paesone abbiamo una merceria molto bella) vidi in vetrina una mini-mini-macchina da cucire. 25 euri. Una cifra che, anche in caso di insuccesso totale, tutto sommato non ti fa strappare i capelli dalla disperazione. Ci passai e ripassai e alla fine mi decisi al grande passo. (farei notare che spendere oltre 800 euri per un pc non strettamente indispensabile mi ha creato moooolti meno problemi dei 25 euri di macchinetta da cucire…mah…).
Per un po’ ho letto il modo d’uso (un po’ scarno) lamentandomi fra me e me che non è abbastanza dettagliato. Volevo una cosa “for dummies” io, a prova di imbecilli.
Quell’inverno provai a cucire un vestito per carnevale per l’INP. Una federa di cuscino con tre buchi per braccia e testa, mica pensare che mi sia gettata in chissà quale iniziativa di alta sartoria. Un orlo. Una roba inguardabile alla quale posi rimedio con il ben noto collante per orli dell’i*kea.
La macchinetta tornò nella sua scatola e ivi rimase per qualche anno.
Da allora ho orlato un paio di tende, sempre col collante eil ferro da stiro, la macchinetta ben al sicuro nella sua scatola…
Tre giorni fa mi sono detta “basta, è giunta l’ora!!!”. Ho preso la macchinetta, ho finalmente capito come si cambia la spolina del secondo filo (l’avevo detto che il modo d’uso non è chiarissimo…) e mi sono messa a fare l’orlo alla tenda della porta finestra in mansarda.
Punta di qui, pungiti di là, misure prese col metro da mobiliere, forbici..uhm…boh, andranno bene quelle della cucina, no? ripiega di lì, prova di là… intanto fai un po’ di prove con la macchinetta, perdi millemila volte il filo (perché l’ago ha il buco così piccolo, porcaloca?), spolvera un po’ di parolacce quasi dimenticate, stira un po’ per raddrizzare storture ecc. ecc.
Arriva il marito/centro di competenza dei bottoni, osserva tutto sto’ lavorio e se ne esce con un “secondo me devi imbastire…”
EH???
“Ah boh, mia mamma imbastiva sempre…”
“Tua mamma cuciva delle camicie…imbastiva anche gli orli delle tende?”
“Boh, che ne so…? Perché non chiedi a tua mamma, oppure chiamo la mia e chiedo…”
Ah no. NO. Nononononono. Ci mancano solo madri e suocere che calano qui come due Erinni a vendicare il mio sacrilegio contro la scienza sartoriale. E a dare consigli. No no no e poi no.
Qui si crede fermamente nel “prova ed errore”.
Vabbè, imbastiamo (o facciamo una roba simile).
Oh, non ci si crederà ma l’orlo della prima tenda è finito. Ok, un po’ stortignaccolo e un po’ troppo attaccato al pavimento.
Basta solo convincersi che ogni bug in realtà è una feature. E che vanno di moda gli orli lunghi.
settembre 4, 2009 10 Comments
la coda di vacanza
La coda ligure di vacanza ha regalato 4 bimbi salati, unti di olio d’oliva, impiastricciati di sabbia e briciole di focaccia intenti ad inventare giochi su giochi. Su spiagge sassose, in baie sabbiose, in acque torbide e cristalline. Dopo aver messo a soqquadro un po’ di spiagge libere del Tigullio si è provveduto a rendere un nonsense il nome della Baia del Silenzio.
Insomma, abbiamo lavorato duro, anche in trasferta.
E ora si cerca di sopravvivere fino all’inizio della scuola (sono la sola a contare i giorni? Ditemi di no…).
Con le figlie a casa ho una mobilità limitatissima, ho voglia di fare la farinata e in questo paesone del piffero nessuno vende la farina di ceci. Possibile?
Nella to do list ci sono l’imbiancatura di una stanza, finire la verniciatura di uno scaffare/scarpiera, acquisto e montaggio di un letto (e dopo l’imbiancatura di un altro), la preparazione di un car boot sale, un po’ di mosaici e ora che ho capito come funziona la minimacchina da cucire mi si spalanca un mondo di nuove iniziative più o meno strampalate. Ieri riordinavo un po’ di cose e ho trovato dei lavori a puntocroce abbandonati a metà. Magari inizio a finire anche quelli.
Ah, poi dovrei anche ricominciare ad andare in ufficio.
Forse che tutto ciò sia già troppo?
settembre 1, 2009 3 Comments


