Posts from — ottobre 2009
la “nostra” zucca
Lo scorso anno abbiamo preso i semi di una zucca della zia e li abbiamo fatti seccare (in realtà sono rimasti in giro in cucina finché si sono seccati da soli ma non sta bene dirlo), in primavera li abbiamo piantati (o meglio, ficcati in un vaso di terra), poi li abbiamo nuovamente trascurati per un po’, tanto la scorsa primavera ha piovuto spesso per cui si sono innaffiati da soli.
Sono cresciute le piantine che poi abbiamo riportato alla zia che le ha interrate nel mucchio della “spazzatura del giardino” vicino al ruscello. Sono cresciute, cresciute, cresciute. Sopravvissute (a fatica) ad una violenta grandinata e domenica abbiamo portato a casa metà di una delle nostre zucche.
Bene.
Peccato che né domenica né lunedì io abbia avuto tempo di tagliare la zucca. Di solito ne faccio un po’ a cubi da mettere nel passato di verdura e un po’ grattugiata da risotto.
Martedì ho portato l’INP in piscina e lasciato un biglietto al marito. “Per favore taglia e sbuccia la zucca”. Intendendo esattamente taglia a pezzi o fette e togli la buccia, al resto ci penso io.
Al mio ritorno ho trovato una scodella di cubettini di zucca. Urca. Fare la disappointed sarebbe stato davvero cafone e allora bisogna inventarsi qualcosa da fare con tutti ‘sti cubi.
In frigo c’era un porro, una creme fraiche scaduta (da poco) e dei rimasugli di parmigiano grattato.
Quiche di zucca?
Acchiappo un uovo, il burro, il vino, la confezione aperta con la farina e faccio una brisee al volo. Farina…farina…dov’è l’altra farina?
Uhm…
In negozio, ecco dov’è….
Grano saraceno?
Quiche di zucca e porri alla valtellinese ![]()
(che è sempre meglio di “torta salata con avanzi e ritrovamenti casuali”)
ottobre 29, 2009 3 Comments
Loose chippings
Uno dei modi meno noiosi per affrontare le attese per il pagamento del ticket nel locale ospedale è quello di leggere i cartelli esposti in bacheca alla ricerca dell’onnipresente strafalcione sintattico, ortografico, grammaticale, lessicale e chi più ne ha più ne metta. Ne troneggia uno che annuncia che il travaglio in acqua riduce gli interventi di “episotomia” (sic). Che se lavorano come scrivono poi magari conviene farsi tutta la gravidanza in acqua, mica solo il travaglio, sai mai. Oddio, è anche vero che il locale reparto di ostetricia è celebre per “ben altri” episodi… Tutto fa brodo, insomma.
Ieri chiedevo all’INP cosa fanno di preciso lei e la sua compagna “non avvalentesi” mentre gli altri bambini si stanno “avvalendo”.
“Se le maestre hanno una supplenza andiamo con loro nella classe della supplenza”
“Andiamo in bidelleria a fare le fotocopie”
“Andiamo in sala informatica a giocare”
“Stiamo in classe a colorare o fare le cornicette”
“L’altro giorno siamo andati con l’insegnante di religione a vedere un film”
M: “Ah sì, che film era”
INP: “ma non so, ma non era una roba di religione. Facevano vedere come vivevano le persone tanti anni fa e come si vestivano per fare la comunione”
M: “Ah”
(e a cascata il menù del giorno: minitirata sulla differenza fra essere e apparire, sui comportamenti che “fanno immagine”, sui comportamenti che arrivane da “dentro” e non da cosa dicono gli altri – e men che meno uno vestito in gonna – con contorno di velati accenni al concetto di ipocrisia e spolverata di invito a pensare con la propria testa, dolce, caffè, ammazzacaffè e amen.)
Comunque, so long per le attività alternative.
Ieri l’(in)attività alternativa è consistita nella navigazione in internet su un sito trash che conosceva l’altra bimba dove “si potevano truccare delle facce”. Navigazione? Magari pure libera? Trucchi? Eh??? Ieri sera non era il momento ma nei prossimi giorni è previsto un supplemento di indagine su questa cosa.
Ho fatto dire alle maestre che siccome l’INP salterà un giorno di scuola perché facciamo il week end lungo sarebbe cosa gradita conoscere con un giorno di anticipo i compiti del fine settimana. Impossibile, non si può. Nononono. Si porta a casa (e via per il fine settimana) *tutto* il materiale scolastico (libri, quaderni, cazzi e mazzi) e poi si telefona (roaming) a qualcuno per farsi dire cosa c’è da fare. Santa Programmazione martire e santa Pianificazione vergine.
ottobre 29, 2009 1 Comment
protezione animali
Ieri la PBF è tornata a casa da scuola con un riccio. Fatto con il pon*go e gli stuzzicadenti, aveva gli occhietti e il musino, molto carino. L’anno scorso nel giardino della scuola c’era un piccolo riccio, probabilmente disperso, ai bimbi è stata spiegata la rava e la fava sui ricci, gli hanno preparato una casina con le foglie secche, gli hanno messo una ciotolina col latte, le briciole di schiacciatina (tutto snobbato dal terrorizzatissimo riccio…). L’evento è stato ampiamente documentato con un servizio fotografico e quest’anno raccontato ai bimbi new entries della classe.
In macchina:
PBF: “Sì, perché L e C (le maestre) ci hanno insegnato ad essere buoni con gli animaletti del giardino…”
M: “Sì, poverini, già si sono persi, bisogna trattarli bene…”
PBF: “Sì, i ricci, i topolini, le formiche…
PBF: (con tono improvvisamente astioso) “Non come i bufali!”
M: “…” “..i bufali?”
PBF: “Sì, i bufali non devono perdersi nel nostro giardino!”
M: “…”
Ora. Nel caso ci fosse qualche bufalo disperso nella pianura padana, io mi sentirei di sconsigliargli di avventurarsi nei pressi della scuola materna del paesone. Non so bene cosa possa capitargli ma il tono era molto poco rassicurante….
ottobre 23, 2009 3 Comments
ci provo…
probabilmente è azzardato ma vorrei quivi dichiarare ufficialmente concluse
le settimane (che son già due…) del cambio improvviso di programma, dell’imprevisto e della corsa dietro all’imprevisto
L’ho detto eh.
Almeno ci provo.
Sai mai…
ottobre 22, 2009 1 Comment
che si sappia
che io ieri pomeriggio ho fatto la cugina (madre mi pare eccessivo, posso fare di meglio) di tutte le gaffe
Il fatto di averla fatta con un tizio il cui unico neurone vaga solitario nel vuoto pneumatico della sua scatola cranica mi è di grande consolazione.
Sto ancora ridacchiando, insomma.
ottobre 18, 2009 2 Comments
letture
Alla riunione della classe dell’INP è emerso che una delle attività svolte dalle maestre, a titolo di invito alla lettura, è la lettura in classe di un libro.
Bene. Bello no?
Che libro?
Pinocchio nella versione originale di Collodi
uhmmm
ahia
Dentro di me ho pensato “che palla mostruosa” ma si sa, io ho delle visioni un po’ personali di cosa è bello e piacevole leggere e di cosa no.
I commenti di alcune altre mamme erano entusiasti, si è parlato di “svincolo dal polpettone disneiano”, “ritorno all’autenticità” “riscoperta dei classici della letteratura” (ri? a 8 anni?) e altri paroloni simili. Ullallà.
Al ritorno a casa ho provato a sondare l’INP chiedendole cosa stessero leggendo in classe.
INP: (con tono invero poco entusiasta) “Sì, Pinocchio”
M: “E? Cosa ne pensi?”
INP: “E’ noiosissimo, E poi Pinocchio è stupido, va sempre con le persone sbagliate e fa cose che non deve fare”
So long per la riscoperta dei classici…
ottobre 16, 2009 6 Comments
Non so
come si concilierà il fatto che da mesi mi sto ripetendo che “quest’anno non mi farò coinvolgere in nessun tipo di preparativo natalizio, giurin giurella”
col fatto che mi hanno eletto rappresentante di classe (una roba bulgara, ero l’unico candidato concordato preventivamente e presentato a spintoni dallo sguardo penetrante delle insegnanti che volevano evitare che si candidasse un’altra tizia che non sopportano, praticamente una farsa…)
E quindi a Natale qualcosa toccherà fare.
Son cose.
ottobre 16, 2009 1 Comment
colori e lateralità
L’altro giorno, mentre preparavo la cena, la PBF armata di foglio e matita ha iniziato a farmi un sacco di domande sulle “letterine”. Distrattamente le spiegavo “quella con la pancina in alto e la gambina storta” (R), quella con la panciona grossa (D) e via di questo passo.
Ad un tratto arriva col suo foglio con scritti tutti i nomi dei suoi cari, il mio, il papà, la sorella, i nonni e le zie.
Sono rimasta un po’ interdetta per la sorpresa ma soprattutto per il fatto che i testi sono scritti al contrario, da destra a sinistra e con le lettere invertite. Insomma, si leggono allo specchio.
L’arcano si è svelato subito, la PBF scrive con la sinistra.
Ieri sera a tavola notiamo che mangia però con la destra.
M: “Lisa, con quale manina tieni la matita?”
PBF: “Con queshta” indicando la sinistra (ndt. sono apparse le s prima delle consonanti ma accompagnate da un’acca…)
M: “E con che manina tieni il cucchiaio”
PBF: “Con la deshtra, non sono mica marroncina!!!” (ndt. mancina…)
ottobre 13, 2009 6 Comments
Non riesco
Non riesco più ad uploadare immagini, credo dipenda dal fatto che devo aggiornare WP, come al solito mettere mano a queste cose mi procura un mix d’ansia e senso di sfida. Per ora vince l’ansia per cui procrastino…
Non riesco, o meglio, non riesce a cucire cose troppo spesse. Chi? Ma la mini-mini-macchina da cucire! Poveretta, ansima, si inceppa, fa rumori di palese sofferenza, a volte nel tentativo di ribellarsi rompe il filo (e io esibisco stupende parolacce…). Insomma, una tortura. Per lei eh.
Non riesco a finire completamente le borsine che ho fatto prendendo ampio spunto da questo tutorial. Ne ho fatte due (non contando il prototipo sguincio), in una ho completamente sbagliato i manici, la parte interna è all’esterno e viceversa. Amen, alla PBF piace lo stesso e la usa per andare in biblioteca a prendere i libri e per portare le cose alla scuola materna (tipo una quarantina di “ippocastagne”…
). Nella seconda, a parte alcune cuciture un po’ a slalom gigante, non mi riesce di fare l’ultima cucitura tutta intorno. Troppo spessa. Però all’INP piace lo stesso, anche questa è stata inaugurata per andare in biblioteca.
Non riesco, a volte, a capire mio papà. Di solito di fronte alle mie (molte) iniziative squinternate se ne esce con profluvi di “Ma lascia stare, ma renditi conto che non hai tempo, ma è proprio necessario mettersi a fare chi mesteè lì, ma non puoi chiamare qualcuno e farlo fare, ma stare un po’ tranquilla mai eh, ma tra casa-lavoro-bambine non è il caso di lasciare perdere certe cose, ma tutte tu te le vai a cercare” eccetera eccetera eccetera. Ammorbante eh, soprattutto perché a volte ha anche ragione.
Per questa cosa del cucito invece ha estratto parole di elogio. Vai a capire. Tanto da telefonarmi apposta (un evento) per dirmi che la macchina da cucire me la vuole regalare lui. Bum.
E l’avvitatore elettrico? E il trapano nuovo? E la levigatrice orbitale?
Naaaaaaa. Tutta roba da uomini. A faà cus’è? E piantala di fare robe squinternate!
Le possibili spiegazioni sono due:
Finalmente ‘sta figlia degenere si dedica ad attività femminili e la smette di fare cose fuori dagli schemi. Suoi…
Siccome i primi “prodotti” sono state cosine per le bimbe (per le quali ovviamente stravede) vuole che io continui a fare cose per le “sue nipotine”.
Vai a capire.
E ora, macchina da cucire: consigli? suggerimenti? Indicazioni? Si accetta di tutto ![]()
(Nelle prossime settimane devo imbiancare una stanza, però per favore non ditelo a mio papà…)
ottobre 3, 2009 11 Comments


