Posts from — febbraio 2010
domande senza risposta
“Ma perché mamma? Perché? Era una signora così bella e gentile!”
L’accorata domanda è dell’INP, spaventata e rattristata quando le ho detto della morte della mamma di una sua compagna di nuoto. Volevo evitare che lo venisse a sapere in altri modi e spero di cuore che non venga a sapere altro.
Sono due giorni che ci si attacca addosso, che cerca coccole, contatto fisico. Non è il primo genitore della sua cerchia di conoscenze che perde la vita ma questa mamma lei la conosceva, la vedeva, al corso di musica, in piscina, da anni.
“Giulia, perché capita che le persone muoiano, anche le persone giovani e anche le persone che sono genitori.”
Comprendere, a otto anni, una morte improvvisa è difficile, forse impossibile, così come è difficile capire, da adulti, quale insondabile abisso di disperazione possa portare una persona a togliersi la vita. Mi manca il fiato quando penso ai figli ma ancora di più se penso ai genitori.
febbraio 26, 2010 No Comments
Lo strudel di mele della TG
Uno dei cavalli di battaglia della TG (Teutonica Genitrice) è lo strudel di mele. Quello fatto con la ricetta di qualche trisavola, non nominate nemmeno per sbaglio la pasta sfoglia.
L’impasto è una roba che deve essere tirata sottilissima, su un telo di cotone apposito, il minimo buchino si trasforma fulmineamente in una voragine che non si ricompone. Ho imparato le migliori parolacce tedesche guardando mia mamma che prepara lo strudel, prima che mi sbattesse fuori dalla cucina che, in quelle rare occasioni, diventava zona off-limits.
Rare perché lo fa davvero raramente. Fino a un po’ di tempo fa la scusa addotta è che “non si trova la panna acida” (il Sauerrahm tedesco). Ora la vendono in un supermercato del paesone per cui la scusa vacilla.
L’ha fatto un paio di settimane fa, all’INP è molto piaciuto, la PBF è ancora nella fase in cui non è in grado di distinguere le cose buone dalla chinderfettallatte.
Domenica la TG appare a casa nostra con una mezza torta di mele, un altro dei suoi cavalli di battaglia. L’INP l’assaggia e poi dichiara che “quella arrotolata però mi piaceva di più”. Non ho capito bene che faccia ha fatto mia mamma, il nostro commento è stato “Certo, ora ti tocca proprio…”
La scusa degli ingredienti è crollata, ora vedremo quale e quanta è la potenza della nipotina…
febbraio 16, 2010 2 Comments
tre anni
Sono quasi tre anni ormai che l’accompagnamento a scuola (rigorosamente a piedi) si svolge pressapoco così.
Una (la grande) che ha l’ansia di arrivare in ritardo e che mi chiede almeno due volte per mattina “Ma siamo in ritardo?”. Farei notare che in tre anni non è arrivata in ritardo un solo giorno ma fa niente, ha l’ansia. Tanto che se arriva a scuola con il portone già aperto per lei è come essere in ritardo. Sono tre anni che tento di spiegare che portone aperto != suono della campanella che a sua volta = inizio delle lezioni. Niente, non c’è verso.
L’altra, notoriamente pessima camminatrice, mi tocca trascinarmela dietro mentre rincorro la prima. Sono tre anni che c’ho il braccio girato all’indietro mentre brontolo con la prima che è avanti di 10 metri. Persino la tendinite mi è venuta… (che poi non è vero, quella è venuta per la verniciatura di Ivar ma fare la mamma martire vien sempre bene).
Stamattina la piccola era tutta baldanzosa e mi ha trascinato prima alla primaria e poi alla sua scuola praticamente di corsa. Stamattina tutta la scuola va a teatro, non sia mai che si arrivi in ritardo…
febbraio 16, 2010 2 Comments
no dico…
Con calma eh.
Oggi ha portato i baci per*gina. Un tubo da quattro.
Uno per ciascuna delle due maestre, uno per la bimba L. e uno per la PBF.
PBF: “Sai, la L. (maestra 1) non può mangiare il cioccolato, la C. (maestra due) ha detto che diventa troppo ciccia, così ce li siamo divisi”
M: “Divisi chi?”
PBF: “L. e io, abbiamo mangiato il nostro e poi un altro.”
Oggi lo guardavo, carino è carino il bimbo T. innamorato.
Un seduttore formato soldo di cacio.
febbraio 15, 2010 No Comments
la cartella…
Fin dal primo anno di scuola primaria l’INP è andata a scuola con una cartella “diversa”. Diversa dal turbinio di uincs/aisculmiusicol/uinnipu ecc ecc. Causa di ciò è stato un approfondito studio condito da un interessante documentario visto alla tv di stato tedesca (e che vi pensavate?) in cui, con tanto di studi ortopedici e interviste a specialisti si descriveva la corretta posizione della cartella, del baricentro del peso, della lunghezza degli spallacci facendo vedere cosa va bene e cosa va meno bene.
Si è quindi deciso di comprare una cartella scout, che poi è quella usata dalla larghissima maggioranza dei bimbi tedeschi e che ha una delle valutazioni migliori di Stiftung_Warentest (il principale ente tedesco di valutazione dei prodotti). Saranno mica tutti scemi no?
Ovvio che la “diversità” è stata spiegata e rispiegata e si è fatto un po’ di fatica per farla digerire, credo che ora abbia capito. L’altro giorno l’INP mi ha chiesto che cartella compreremo alla PBF quando andrà a scuola. Le ho risposto che la prenderemo uguale alla sua, magari con un disegno diverso, chiaro.
Si è allontanata tutta contenta perché è “giusto che pensate (sic) anche alla schiena di Lisa che è piccola”, secondo me in realtà era più contenta che poi saranno in due “diverse”.
febbraio 13, 2010 4 Comments
PBF: i primi amori…
Il momento razionalista:
PBF: “Mamma, sai che T. è innamorato?”
M: “Ah sì? E di chi?”
PBF: “Di me!!! Me l’ha detto oggi”
M: “Ah, e tu cosa gli hai detto?”
PBF: “Io gli ho detto: ‘Perché???’ ”
Il momento pseudo-nostalgic-utilitarista:
PBF: “Adesso non amo più C.”
(C. è un bimbo che era in classe con la PBF ma che quest’anno ha iniziato la scuola primaria)
M: “Ah, e come mai?”
PBF: “Perché da quando va a scuola non ci vediamo più, non giochiamo più insieme e allora non mi serve più”
M: “…”
PBF: “Però possiamo rimanere amici eh…”
Ah, ok. Per gentile concessione….
febbraio 12, 2010 No Comments


