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Posts from — marzo 2010

padri

Il padre di mio padre è morto quando avevo 12 anni. Ho dei ricordi ma sono legati soprattutto a immagini, immagini di lui seduto a tavola, sulla poltrona, le mille lire di mancia che mi dava quando lo andavamo a trovare. Fotogrammi.

Quel poco della persona l’ho scoperto e lo scopro dai racconti di mio padre, che centellina i racconti per cui è come fare un puzzle che non sarà mai completo e trovando un pezzetto alla volta. Il racconto più ricorrente negli ultimi tempi è di questo padre che costruisce e fa transitare attraverso una guerra un laboratorio di falegnameria di alto livello (era ebanista e intarsiatore) con l’idea di lasciarlo al figlio e il figlio che decide che no, a lui interessano di più le valvole e se ne va a lavorare da un’altra parte. E io che dentro questa storia vedo uno scenario di scontro generazionale e scarsa comunicazione e ora leggo del rimpianto da parte di mio padre, un po’ per senso di occasione perduta un po’ per tutto quanto non è stato detto.

E fra il mai detto credo ci sia anche un po’ di accusa, accusa per un uomo che nel pieno del periodo “sbagliato” girava con la tessera politica “sbagliata” in tasca, teneva in case materiale scottante, molto scottante. Per come è fatto mio papà sono rischi che “con famiglia” non devi correre, da incosciente. Un rapporto andato avanti sul non detto.

Del padre di mia madre i ricordi sono molto più nitidi. Un uomo con una coerenza a volte inquietante che in nome della coerenza ha fatto delle scelte a volte non vantaggiose per sé e per la famiglia. Nonostante la salute minata dalla laringectomia ho ben netto il ricordo di quando in un parco giochi mi volle mostrare cosa si fa con la sbarra (sì, l’attrezzo ginnico), mi accompagnava sempre al parco giochi da piccola, e poi a spasso e mi raccontava i nomi di tutti gli uccelli che vedevamo nei giardini delle case. Avevano il loro merlo i miei nonni, quello che tutte le mattine in giardino aspettava le briciole della colazione, se tardavano veniva sul davanzale a sbirciare dentro casa… Mio nonno materno era un signore, sì, di quelli con la lettera maiuscola. Sempre elegantissimo, sempre molto a modo, guai a comportarsi da incivili a tavola, però sapeva anche ridere e volentieri, il sorriso negli occhi aveva, sì.

Mio padre, oddio, potrei scrivere per giorni e giorni di mio padre, del nostro rapporto non facilissimo nella mia adolescenza, dei suoi mutamenti di carattere, del periodo buio dal quale l’ha tirato fuori la nascita dell’INP.

Al momento la questione più grossa con mio padre è quella di convincerlo a darmi retta quando gli spiego delle cose “sul computer”. Minuzie. Va bene così.

marzo 19, 2010   1 Comment

Poi ci compriamo il cabinato

Il sole24ore online di oggi ci informa che una bozza di decreto vorrebbe stanziare 300 milioni di euri come incentivo ai consumi, tra i prodotti “incentivati” ci sono “i motori per nautica da diporto”.

Ora, non cominciate con le battutacce, le facili ironie e con l’atteggiamento disfattista da sinistra italiana, essù, un po’ di entusiasmo e di gratitudine.

Qui intanto sono mesi che si sta risparmiando dove si può, e ora finalmente abbiamo anche un obiettivo! Dopo aver comprato un bel motore “incentivato” prima o poi, coi risparmi, avremo anche i soldini per comprarci la barca intorno. Facile no?

Ieri mattina ho incontrato una conoscente che mi ha tessuto le lodi delle noci per lavare, sono delle noci, frutti delle piante del genere Sapindus (e che qualcuno scriva la voce su it.wiki, che diamine!) le cui bucce, messe in lavatrice (bastano quelle di 3 o 4 noci) pare sostituiscano benissimo i detersivi da bucato. Si possono usare più volte e alla fine si smaltiscono nell’organico.

Al paesone le vendono al negozio equo e solidale a 14 euri al kg, secondo quanto detto alla mia conoscente un kg di noci dovrebbe bastare per un anno di lavaggi da famiglia media.

Io oggi ci provo, le vado a comprare e poi vi racconto.

In compenso sono diverse settimane che qui si usa l’aceto bianco al posto dell’ammorbidente e garantisco che:

  • il bucato non puzza di aceto, odore che peraltro a me fa veramente schifo per cui su questo punto sono affidabilissima
  • la vaschetta dell’ammorbidente non è mai stata così linda e pulita (io odiavo le incrostazioni schifose che si formano con l’ammorbidente)
  • ne basta meno di un terzo di vasetto dello yogurt, fate i vostri conti considerando che va benissimo l’aceto primo prezzo o comprato al discount

Quando ci vediamo al bar dello yacht club? ;-P

marzo 12, 2010   12 Comments

le cose di traverso…

Ieri sera nella bacheca di feisbuk mi è apparso un messaggio in cui si segnalava che stamattina dalle 9.30 alle 10.00 ci sarebbe stata, nel corso di una trasmissione su canale5, una parte dedicata alle manovre di disostruzione pediatrica.

Tipo quando va gravemente di traverso il briciolino di pane/succo di frutta/altra schifezza ingerita dai bimbi. Quelle situazioni in cui alla mamma, dopo le pacchette sulla schiena e dopo il “guarda l’uccellino” viene l’attacco d’ansia.

A me un po’ meno perché sono 15 anni che sono sposata con uno a cui vengono le crisi di panico dopo zero nanosecondi che sembra a lui di non riuscire a respirare perché gli è andato di traverso qualcosa per cui qui si fanno manovre di Heimlich come se piovesse. Sì, non commentate, lo so, è ridicolo. E io continuo a spaventarmi (e a incazzarmi).

Insomma, partendo dal messaggio e scavando nei link ho scoperto questo sito http://www.manovredisostruzionepediatriche.com/ gestito da un motivatissimo medico, il dottor Squicciarini, che da anni si dedica all’emergenza pediatrica.

Nella home page del sito scopro che di soffocamento muore praticamente un bambino a settimana e allora no, calma, parliamone, è davvero il caso di capire meglio. Mi sono messa a guardare i video sulle manovre di disostruzione, anche quelle del lattante che non si sa mai (no, non abbiamo strane intenzioni, tranquilli, due bastano).

Nell’area video del sito ci sono i video degli interventi di questo dottore in alcune trasmissioni. Spiega proprio bene, con calma e in modo chiaro. E’ chiaro anche che non vorrei trovarmi in condizione di dover rivangare nella memoria per ricordarmi cosa fare, però sai mai. Magari nel caso qualcosa si ricorda.

Ecco, detto fra di noi mamme/donne, il fatto che il dottor Squicciarini sia anche un bell’uomo giova alla soglia di attenzione, anche se dovrebbe davvero bastare l’argomento… ;-)

Ovviamente siccome il mio neurone solitario attualmente è anche gravemente innevato stamattina ho acceso il televisore all’orario sbagliato per cui la trasmissione non l’ho vista.

Insomma, guardate, memorizzate quello che potete e magari linkate…

marzo 10, 2010   4 Comments

presa diretta

Mi ripiglio dopo 36 ore, tanto ci vuole perché mi cali l’ansia e io riesca di nuovo a connettere un po’.

Presa diretta, la trasmissione della domenica sera su raitre, mi inquieta. Un sacco interessante, però, pur togliendo la percentuale di faziosità da terzarete, mi inquieta tantissimo e mi viene l’ansia.

Roba che passo il lunedì a guardare annunci immobiliari e offerte di lavoro ovunque, basta che sia fuori dall’Italia.

marzo 9, 2010   4 Comments

cosa è peggio?

L’orario della fine dell’allenamento della squadra agonistica della piscina del paesone si sovrappone con l’orario di fine lezione di non so quale corso per signore, acqua fitness/gym/tone, boh, acqua qualcosa.

Fatto sta che nelle docce c’è l’incrocio tra il gruppo di bambine di 9/11 anni dell’agonistica e le sciure del corso.

Le une scherzano e schiamazzano quanto riescono a schiamazzare delle preadolescenti reduci da qualche centinaio di vasche, considerando che sono sempre presenti almeno un paio di mamme il tutto si contiene ampiamente nei limiti del tollerabile. Le signore, in barba al regolamento della piscina, si denudano allegramente sotto la doccia senza grossi scrupoli, e in alcuni casi non è davvero uno spettacolo piacevole.

Proteste delle sciure “perché le ragazzine fanno un chiasso insopportabile”, proteste delle mamme delle ragazzine perché le sciure si denudano laddove non devono denudarsi. E’ dall’inizio dell’anno che procede questa piccola lotta di spogliatoio.

L’altro giorno due delle ragazzine che nuotano con l’INP facevano un po’ di confusione, tanto che ho loro bonariamente ricordato di non eccedere che poi le signore protestano.

L’INP, con aria seria seria, ha posto questa domanda esistenziale:

“Cos’è peggio? Sentire un paio di ragazzine che fanno le sciocchine oppure dover vedere le signore che vengono qui a nudarsi nella doccia?”

Non ho ancora smesso di ridacchiare…

marzo 8, 2010   No Comments

be happy

Uno degli effetti che ha la visione de “L’albero azzurro” sulla PBF è quello di incentivare la verbalizzazione delle azioni.

“Si prende la matita e si fa…”
“Si prende il righello…”

eccetera eccetera

Che mi sta bene eh, visto che i nostri problemi linguistici non sono del tutto risolti può essere utile che verbalizzi le sue azioni.

L’altro giorno se n’è uscita con un:

“Prendiamo la colla, incolliamo. Quando abbiamo finito ci rassicuriamo che la colla abbia il tappo”

Tranquilli. La colla ha il tappo. Sappiatelo.
Potete stare sereni.

marzo 8, 2010   1 Comment

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