Posts from — aprile 2010
omissis
Omissis, sì, ieri sera sono andata al consiglio di circolo. Ometto, autocensuro tutto ciò che vorrei dire perché è meglio così. Credetemi.
Però quelle due o tre cosine non riesco a trattenerle….
L’anno prossimo non si sa se si potrà garantire l’inglese. Ma come? Non era una delle tre I? E allora?
Per l’altra I sono in arrivo le lavagne multimediali. Belle eh, collegate a internet, effetti speciali a go go, una per scuola mica esagerare. Le metteranno in una prima. Peccato che le aule non siano cablate. Anche se lo fossero la connessione internet è a consumo. Flat? E che è?
Fortunatamente la mettono in una prima che sta al primo piano, perché più sopra piove dentro. Saranno impermeabili ‘ste LIM? Boh.
aprile 30, 2010 4 Comments
non so se conviene…
Settimana prossima il marito dovrebbe andare a Londra e non ce ne ha voglia neanche un po’. Ovvio che sotto sotto e silenziosamente tifa un po’ per il vulcano. Spiace per il resto del mondo ma qui va così.
Che io me lo immagino ‘sto vulcano col nome preso dalla tavola delle lettere di un oculista che se la ride come un matto. ‘Non mi avete filato per millenni. Tutti a occuparsi di Etna, Vesuvio e dei fotogenici e fighissimi vulcani delle Hawaii? E mo ve la faccio vedere io. Tié.
E non smetto finché ogni, e ripeto, ogni cittadino europeo non saprà pronunciare il mio nome in maniera corretta e al primo tentativo. Ritié’
Che poi il marito non lo sa ma se sta a casa verrà costretto a pigliarsi un giorno di ferie e trascinato all’i*kea a prendere il letto hem*nes (che mi dicono essere una delle robe più complicate da montare dell’intero assortimento gialloblu, passato presente e futuro).
aprile 20, 2010 No Comments
condimeteo
Marzo pazzerello
Confermo, un giorno ho iniziato a imbiancare perché faceva caldino e due giorni dopo ha nevicato…
Aprile, ogni giorno un barile
Per ora c’ha azzeccato al 66%
No dico, dobbiamo farceli proprio tutti i proverbi cretini?
aprile 3, 2010 3 Comments
tutti al mare…
Lunedì mattina ho caricato in macchina figlie, peluche, armi (per modo di dire…) e bagagli per andare al mare.
Lunedì pomeriggio abbiamo mangiato focaccia in spiaggia, giocato sugli scogli, fatto rimbalzare sassi in acqua, lanciato sassi su sassi, usato fino all’ultimo raggio il sole che c’era sfruttando gli angoli di spiaggia dove cala più tardi.
Martedì mattina era nuvolo, abbiamo agguantato al volo l’ombrello strapieghevole della nonna, abbiamo preso l’autobus, siamo andate a Rapallo, abbiamo deciso che non ce ne frega niente di vedere negozi, abbiamo preso il treno, siamo andate a Genova facendo *tutte* le fermate, abbiamo mangiato al volo in una focacceria al porto antico, abbiamo camminato veloce veloce fino alla città dei bambini snobbando il trenino bollandolo come ‘roba da turisti’. La città dei bambini ci è piaciuta un po’ sì (PBF) e un po’ no (INP). Ecco, diciamo che ci si è andati una volta e basta così.
Dalle finestre abbiamo visto il diluvio, quello vero, ininterrotto, interminabile. Siamo uscite in un momento in cui sembrava a noi che piovesse un po’ meno. Sembrava. A. Noi.
Abbiamo snobbato il venditore di ombrelli che a vendere ombrelli quando diluvia son buoni tutti. Abbiamo preso il trenino che sarà da turisti, te lo fan pagare ma almeno ti risparmi un po’ di strada sotto il diluvio (che sembrava piovesse meno…). Abbiamo speso un pensiero per quelli in cima al Bigo in mezzo alla nebbia, in mezzo al diluvio e in mezzo al vento. Siamo scese dal trenino, siamo corse sotto la sopraelevata, abbiamo stradivelto l’ombrello strapieghevole della nonna, abbiamo rincorso un venditore di ombrelli e ne abbiamo comprato uno viola. Siamo corse in stazione, abbiamo aspettato il treno nel binario sotterraneo. Freddo. Un sacco di freddo abbiamo preso.
Siamo salite sul treno, abbiamo rifatto tutte le fermate, siamo scese, siamo tornate a casa, ci siamo tolte tutti i vestiti bagnati e abbiamo bevuto latte caldo col cacao.
E faceva freddo anche in casa, anche se fuori c’era di nuovo il sole. La cena è stata trascinata, dopo cena momento di dramma, il freddo, il buio, e poi è la prima volta che veniamo senza papà, vero? ecco, ci manca tanto papà e abbiamo anche un po’ paura. Paura di cosa? Del buio. E poi la casa fa rumori strani.
Mamma, torniamo a casa?
Adesso?
Abbiamo negoziato che si passa la notte lì e si torna il giorno dopo, con qualunque condizione meteo.
Ok, però stanotte dormiamo tutte nel lettone con te.
Oddio. E sia. (Una notte di calci – da parte della PBF – ecco cosa è stata)
Mercoledì mattina era una di quelle giornata incredibili. Il cielo blu. Il mare blu. Le case tutte splendenti di giallo e arancione. Le palme verdi. Tutto un luccicare di sole e di luce.
Certo che fa di tutto per renderti difficili le decisioni ‘sto levante ligure.
Abbiamo comprato focaccia per tutti, abbiamo caricato la macchina e siamo tornate a casa. Però con gli occhiali da sole.
aprile 1, 2010 3 Comments


