cuscino e tasche
Insomma, ci metterò un po’, temo, per uscire da questo stato di “incredula tristezza”. Non saprei come altro definirlo. Per ora ho solo voglia di starmene al calduccio in casa lasciando tutto il resto fuori…
Purtroppo tutto ciò ha solo temporaneamente rallentato ma non completamente fermato il fluire delle Inquietanti Iniziative Domestiche…
Rimane sempre una stanza da imbiancare ma ho deciso di rinviare l’operazione a quando farà un pochino meno freddo per cui mi sto focalizzando su alcuni lavori di contorno. Fondamentalmente non essenziali e nemmeno rivoluzionari, insomma IID di tipo minore.
Cosa si fa con una macchina da cucire nuova di pacca? Qualche inutile strofinaccio da cucina? La classica bustina di stoffa per mettere il pane?
Naaaaa.
Si prende il cuscino ignudo dell’Ik*ea (ignudo da anni visto che al primo lavaggio della fodera si è rotta la cerniera) e si decide di rivestirlo facendo dell’upcycling di vecchi jeans.
E che è?
Quello che le nostre nonne facevano da sempre, cioè riutilizzare allo sfinimento la roba vecchia.
Per cui si prendono un po’ di vecchi jeans da buttare, li si taglia a quadrotti di 12 cm, per aggiungere del colore si scuciono un po’ di tasche e si quadrotta pure la parte posteriore, poi si prende un pezzo di cotone rosso scuro rimediato a casa della TG per fare il retro. Si cuce tutto insieme usando il triplo punto così “tiene meglio”.
Si sbaglia a cucire insieme i pezzi.
Si dicono millemila parolacce.
Si scuce maledicendo tre volte ogni singolo “triplo punto”.
Dopo averlo scucito usando le forbici si scopre l’esistenza di un aggeggio apposito per scucire i punti.
Si ripetono alcuni (solo alcuni…) dei passaggi di cui sopra
e alla fine si ottiene una federa per il cuscino ex-ignudo.
Ho inserito anche un doppio quadrotto con una tasca di un paio di jeans. Qualcuno ha molto apprezzato e ha trovato subito un utilizzo…
Tags: cucito



4 comments
Bellissimo!!! Complimenti!
praticamente hai fatto patchwork, bravissima
@Tati: era la prova per un eventuale quilt di denim. Diciamo che ho un po’ barato fotografando la parte migliore perché l’inserimento della taschina ha un po’ incasinato i quadretti inseriti dopo. Così imparo a fare meglio i conti la prossima volta
oh, i “plastichini” in perenne migrazione, che spariscono con la stessa frequenza con cui riappaiono in posti improbabili, legati tra loro da inesplicabili relazioni sociali mutevoli e incasinatissime, peggio di bbiutiful…
saranno una delle cose che mi mancheranno di piu’ quando le bambine cresceranno (il lego, la cattedrale Hab@, il faro ike@ e i cavallucci di legno no, ho deciso che quelli resteranno esposti vita naturaldurante, arredano)
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