la cartella…
Fin dal primo anno di scuola primaria l’INP è andata a scuola con una cartella “diversa”. Diversa dal turbinio di uincs/aisculmiusicol/uinnipu ecc ecc. Causa di ciò è stato un approfondito studio condito da un interessante documentario visto alla tv di stato tedesca (e che vi pensavate?) in cui, con tanto di studi ortopedici e interviste a specialisti si descriveva la corretta posizione della cartella, del baricentro del peso, della lunghezza degli spallacci facendo vedere cosa va bene e cosa va meno bene.
Si è quindi deciso di comprare una cartella scout, che poi è quella usata dalla larghissima maggioranza dei bimbi tedeschi e che ha una delle valutazioni migliori di Stiftung_Warentest (il principale ente tedesco di valutazione dei prodotti). Saranno mica tutti scemi no?
Ovvio che la “diversità” è stata spiegata e rispiegata e si è fatto un po’ di fatica per farla digerire, credo che ora abbia capito. L’altro giorno l’INP mi ha chiesto che cartella compreremo alla PBF quando andrà a scuola. Le ho risposto che la prenderemo uguale alla sua, magari con un disegno diverso, chiaro.
Si è allontanata tutta contenta perché è “giusto che pensate (sic) anche alla schiena di Lisa che è piccola”, secondo me in realtà era più contenta che poi saranno in due “diverse”.



4 comments
Ebbrava, mi sa che quando verrà il momento (tra un anno e mezzo, ci pensi?) ti imiterò.
(Però confesso che, quando ero al liceo e la marca “giusta” era Invict*, io un po’ ci pativo ad avere lo zainetto sfigato s*ven…)
Una foto de ‘sta “cartella scout” no?
saluti da una lurker che non sa una mazza di tedesco
@tcd: sono qui http://www.scout-schulranzen.de/worlds
@Chiara: è che forse la diversità è più difficile da gestire come adolescente che da piccoli. Boh, non so…
Ma ma… per essere roba tedeska so’ caarine! E io che mi ero figurata qualcosa di …”luteranescamente” spartano!
Ho capito che non ho capito un emerito caxxo dei tedeschi, lol.
Comunque confermo, la “voglia di far parte di un gruppo” è collegata all’arrivo dell’adolescenza e al desiderio di “separarsi” dai genitori (il come non importa, basta che sia un “come” che riesca a mandarli in bestia, se possibile!)
Prima, per i bambini, la “gestione” del concetto di “diversità/conformismo” dipende in grande misura da come si comportano i genitori/parenti stessi medesimi di fronte alla “diversità”.
Per loro fa ancora parte del “giocare a fare come mamma e/o papà”, esattamente come il ravanare nell’armadio di mamma e zompare NELLE sue scarpe o come il fregare la schiuma da barba nel bagno e cercare di farsi la barba…
Poi chiaramente se tutti i santi giorni vengono bombardati dalla pubblicità che gli dice che saranno fighissimi con questo o quell’altro oggetto e se nessuno je dice “occhio che la pubblicità dice scempiaggini solo per mettersi i nostri soldi in tasca”…. ^_^
(ma quando cavolo scenderò da questa cattedra??? :p aiutoooo….)
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