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altre età

Questa mattina mi sono fermata qualche minuto in giardino, volevo mostrare all’INP una “fetta” del tronco del tiglio per spiegarle la questione degli anelli e degli anni.
Mentre guardavo perplessa il tronco cercando di racappezzarmi si avvicina il giardiniere che stava sistemando i residui di pezzi dell’albero e mi mostra che quello che tutti chiamavamo il Tiglio in realtà erano tre piante cresciute attaccate. Tre tigli. E mi mostra le evidenti righe scure dove i tre tronchi si fondevano a costituirne, all’apparenza, uno solo. Mi mostra inoltre che, nonostante lo spessore, la pianta vada ridatata, non ultracentenaria ma al massimo settantenne.
Sempre un’età di tutto rispetto.

Poi ci ha mostrato un altro pezzo di tronco dove appariva evidente che nelle giunzioni fra i tronchi c’era un discreto strato di legno marcio spiegando che la struttura aveva iniziato a deteriorarsi probabilmente già da prima dell’inizio dei lavori del cantiere.
Lesson learned, il detto “l’apparenza inganna” vale anche per gli alberi.

“Certo, era una struttura imponente, però già dalle radici aveva una fragilità di fondo, si è infilata umidità nel vuoto fra i tronchi ed è dilagato il marciume.”

Frase che a me chiarito un po’ di cose in tutt’altro ambito, ma questo è un altro post.

gennaio 9, 2008   No Comments

il Tiglio

il Tiglio è morto.

Scrivo col sottofondo del rumore della sega elettrica con la quale stanno tagliando gli ultimi pezzi di un tronco enorme.
Il Tiglio aveva oltre cent’anni e quindi se ne scrive con la maiuscola.

Il Tiglio era nella corte della vecchia cascina, circondato su due lati da casine basse, alla sua destra, guardando dalla strada, un piccolo frutteto. La corte era in terra battuta, anzi in erba, un’erba verdissima, anche d’estate. Le faceva ombra il Tiglio, e non era un’ombra qualsiasi.
L’ombra dell’albero più bello del paesone, scusate se è poco.

Quando fu progettato il condominio furono fatti dei carotamenti per vedere i limiti dell’apparato radicale, il palazzo fu progettato tenendo come priorità la salvaguardia del Tiglio.
Nella demolizione della cascina massima attenzione al Tiglio, nella costruzione del palazzo massima attenzione al Tiglio. Ma probabilmente non è andato tutto come previsto e il Tiglio si è ammalato. Un fungo, così diagnosticò il fitopatologo.

L’unica cosa che avrebbe potuto guarire il Tiglio era il sole, ma il sole non c’era più. Grazie ad un imbecille dell’ufficio tecnico che fece ribaltare il progetto della casa chiedendo che la parte più alta del palazzo fosse rivolta ad ovest. La punta dei rami del Tiglio spuntava orgogliosamente sopra i 4 piani del palazzo. Ma il sole del pomeriggio non c’era più.
E il Tiglio peggiorò.

Infiltrazioni, esami, medicine e cure nulla hanno potuto e il Tiglio è morto.

Mi piace pensare che si sia sdegnatamente rifiutato di scendere al pari di quelle striminzite piante, tutte un po’ spelacchiate, che si vedono nei giardini condominiali, pigiate tra i palazzi.
Lui era il Tiglio.

gennaio 8, 2008   1 Comment

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