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L’arcano

dei biscotti di Natale si è svelato. Il penultimo giorno di scuola ho fatto un raid all’ik*ea e ho portato a scuola i biscotti alle spezie, quelli dentro la scatola di latta carina. Erano quelli i biscotti col sapore troppo forte, non i biscottini della festa natalizia…

Comunque, come promesso la ricetta dei Vanillekipferl.

Vanillekipferl (nella variante senza uova)
dose per circa 80 biscotti (io di solito faccio metà ricetta)

200 gr di burro a temperatura ambiente
70 gr di zucchero (bianco)
un paio di cucchiai di zucchero a velo con l’interno grattato di mezza stecca di vaniglia
280 gr di farina 00
100 gr di nocciole tritate

per rigirare i biscotti
4 cucchiai di zucchero a velo vanigliato
2 cucchiai di zucchero normale

Con lo sbattitore elettrico ridurre in crema lo zucchero, il burro e lo zucchero a velo con la vaniglia. Aggiungere nocciole e farina e impastare velocemente. Formare dei salsicciotti, avvolgerli nella pellicola e metterli in frigo per un paio d’ore.

Tagliare delle fettine di circa mezzo centimetro, formare delle palline col palmo della mano e poi farne dei salsiccini con gli estremi un po’ a punta, piegarli leggermente a formare un cornetto (kipferl è la versione austriaca della parola croissant…), in questa fase non c’è bisogno di infarinare nulla, se si lavora rapidamente l’impasto rimane compatto.

Metterli sulla teglia ricoperta di carta forno e infornare in forno caldo per circa 13/15 minuti a 180°

Appena estratti dal forno sono moooolto friabili, lasciar raffreddare un pochino e poi rigirarli delicatamente nel miscuglio dei due zuccheri.

gennaio 30, 2009   3 Comments

in the nucleus…

La cosa bella delle vacanze in genere è che puoi limitare la frequentazione alle sole persone che vanno bene a te. Niente contatti di lavoro e scuola, niente small-talk più o meno di convenienza con gente con cui fondamentalmente non te ne frega nulla di fare small-talk. Niente sorrisini di circostanza e frasette sceme.

Certo, nel caso delle vacanze invernali il break te lo devi un po’ meritare con il profluvio di frasi augurali e indossando l’aureola del anatalesiamotuttibuoni, il prezzo da pagare per due settimane di isolamento. Però l’immenso vantaggio del periodo invernale è che puoi ridurre i contatti col mondo esterno davvero al minimo. Veloce corsa di approvvigionamento, buongiorno, buonasera, chefreddochefa. Punto. E torni sul divano a guardare cartoni e ad immergerti nella bacinella di té fumante o in quella di latte coi pezzetti di panettone pucciati. Una figata.

Son tre giorni che è ricominciata la vita vera e ho già la misantropia a livelli di allarme. Stamattina Lisa mi ha comunicato che “i biscotti che hai fatto per la festa di natale non sono piaciuti a nessuno perché avevano un sapore troppo forte”
“ah, e chi l’ha detto?”
“le maestre”
“ma a te sono piaciuti?”
“sì! tanto!”
E allora cara la mia bimba, cominciamo l’anno con un bel pensiamo-prima-per-noi, lezione propedeutica al corso possiamo-pure-fottercene-di-quello-che-pensa-il-resto-del-mondo. E son cose.
Che pur facendo la tara alla quattrenne, e chissà cosa le hanno detto e chissà cosa ha capito e chissà come l’ha capito e chissà come lo sta riportando, l’espressione “sapore forte” non fa parte del lessico famigliare, per cui da qualche deve pure uscire…

Sì ma anche chissenefrega. L’unica cosa è che mi segno in agenda che l’anno prossimo, nei giorni immediatamente antecedenti alle varie feste di natale, io sarò impegnatissima per lavoro, oppure dovrò urgentemente leggere l’opera omnia di Talcott Parsons, oppure avrò banalmente un virus intestinale. A scelta. :-D

I biscottini che avevo portato sono i Vanillekipferl nella variante senza uovo, visto che era stato chiesto qualcosa di “tipico”. Appena ho tempo posto la ricetta…

gennaio 9, 2009   3 Comments

ovis molis (ovvero abracadabra…)

L’impasto di questi biscotti l’avevo preparato una mattina, l’INP era a casa con la tosse, annoiata e gnagnerosa. Nel primissimo pomeriggio ci siamo messe a fare i biscottini, ovvero a fare le palline, premere dentro un ditino e poi criticare la mamma che martoriava biscotti e sac à poche per mettere la confettura “Non sei mica tanto capace di usare quel coso lì…”. Noia e gnagnera passate.

La sera li abbiamo mangiati tutti insieme con la PBF che ha puntualizzato non so quante volte che “questi sono i biscotti che non ho fatto io”. Toccherà rifarli, insomma.

100 grammi di farina
100 grammi di burro morbido
50 grammi di fecola di patate
50 grammi di zucchero a velo
3 tuorli sodi
la scorza grattugiata di mezza arancia
confettura (a noi piace di lamponi)
l’immancabile pizzico di sale

Impastare il burro con la farina, aggiungere la fecola, lo zucchero, i tuorli setacciati, il sale e la scorza di arancia e impastare velocemente.
Mettere la palla di impasto in frigo per un’ora.

Lavorare di nuovo l’impasto per ammorbidirlo appena, dividerlo in palline grandi circa come una noce, metterle sulla teglia (con la carta forno), premere (o far premere dai bimbi) un buchino col dito, premere con decisione perché nella cottura l’impasto sale un pochino.

Mettere in forno caldo (180°) per circa 15 minuti, sfornare, lasciar raffreddare, nel frattempo scaldare la confettura con due cucchiai di acqua per farla diventare fluida. Metterla nel sac à poche e metterne un pochino nei buchetti dei biscotti. Lasciar raffreddare (ma anche no…).

In rete è inutile qualunque ricerca sull’origine del nome, l’impasto invece è molto simile a quello delle margherite di stresa con la variante della scorza di arancia che esalta il colore giallino del tuorlo (soprattutto se usate tuorli di galline vere e non di galline tristi di allevamento)…

ottobre 16, 2008   10 Comments

biscotti, il prodotto finito…

La session di biscotti di venerdì è andata molto bene. I bimbi credo si siano divertiti e noi mamme siamo anche riuscite a chiacchierare un po’.
Biscotti in lavorazione

Avevo preparato due impasti, uno copiato paro paro da una ricetta di Comida, la farà piacere sapere che cercando le parole “biscotti” e “bambini” google sputa fuori questa ricetta tra i primi hits.

Biscotti finiti

L’altra ricetta era presa da un libro ma preparandola mi sono resa conto che era troppo morbida e appiccicosa, decisamente inadatta per essere manipolata dalla banda di 2-3-4-6 enni di venerdì.

Abbiamo fatto formine di ogni tipo, farfalle, orsetti, giraffe e persino foche. Avevo comprato un po’ di cosine per decorarli ma la soglia di attenzione del venerdì è troppo bassa, i bimbi sono stanchi e la manipolazioni di palline colorate non è cosa.
Non abbiamo fatto foto perché seguire la banda di 2-3-4-6 enni è stato impegnativo (e poi, come al solito, avevo le pile scariche…).

Il secondo impasto l’abbiamo usato il giorno dopo, io ho fatto i cuoricini e l’INP e la PBF (con l’aiuto di papà) li hanno decorati. Mai avremmo pensato di passare la viglia del nostro dodicesimo anniversario a mettere glassa colorata sui biscotti. :-D

Ci siamo davvero divertiti e biscotti erano anche buoni.

Il prodotto finito (la mancanza del flash falsa un po’ i colori, erano molto più belli…)

ottobre 8, 2007   10 Comments

ho già paura…

Domani ci saranno in casa 7 bambini di età compresa fra le due settimane e i sei anni.

Mi sembrava un’idea carina metterci tutti insieme (tranne l’infant) a fare i biscotti. L’ho proposto alle mamme.

Il lieve tono di compatimento e le assicurazioni che sono “una donna coraggiosa” da parte delle mamme uniti agli auguri fatti dal marito iniziano a farmi venire il panico…solo un po’.

Intanto abbiamo tonnellate di zucchero a velo per fare la glassa colorata. Non vorremo mica imbrattare la casa solo di farina no?

(cielo)

ottobre 4, 2007   9 Comments

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