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piatti e portate…

Domenica, ora di pranzo, famiglia seduta a tavola. La PBF decide che non vuole mangiare il primo (tagliatelle col ragù, nonché piatto unico).

PBF: “Io non la voglio la pattasutta (ndt pastasciutta)”
M: “Lisa, guarda che a parte l’insalata non c’è nient’altro”
PBF: “Allola mangio il secondo”
M: “Non c’è il secondo, c’è solo la pasta…”
PBF: “Allora aspetto il terzo”
M: “Terzo??? E cos’è il terzo?”
PBF: (con tono di ovvietà) “Il terzo è una mangiata del pranzo!”

Portata, portata. Comunque scordarselo.

aprile 22, 2008   2 Comments

cosa rimane impresso…

PBF: “Sai, ieri sono addata al filmena…”
M: “Cinema, Lisa, si dice cinema”
PBF: “Sì, sono addata al filmena a vedere un film”
(farei notare che siamo andate insieme…)
M: “Ah sì? E che film era?”
PBF: “Era il film del topolino….”
M: “E cosa faceva il topolino…?”
PBF: (con aria schifatissima…) “Cuscinava la zuppa…”

< flashback >
La Ratatouille era un piatto che mia mamma soleva preparare abbastanza spesso nella mia infanzia. Non si sa per quale dannato motivo riusciva a cucinarla sempre (e quando dico sempre intendo davvero sempre) quando io avevo delle afte in bocca. Che col pomodoro bruciano maledettamente, e tutto sommato anche la melanzana cotta fa la sua parte.
La odiavo.
Insomma, fossi stata al posto del critico Ego col cavolo che scrivevo una bella recensione. Li affossavo, altro che.
< / flashback>

La variante trovata qui, che poi riprende quella del film, mi ispira un sacco. A breve ne proveremo la variante bis perché le zucchine gialle non ho proprio idea di dove trovarle…

ottobre 25, 2007   2 Comments

Ma mangia?

Ma non porti mai le bambine al parco…

A parte che “mai” non è vero, ma poi ci saranno dei buoni motivi, no? Almeno tanti quante sono le mamme “che hanno l’impellente bisogno di socializzare” (Mamme CHIBS).

Qualche pomeriggio fa ero seduta con mia mamma su una panchetta del parco, ad un certo punto si è seduta accanto a noi una “mamma del parco”, moglie di un mio amico di gioventù (ma credo che lei non sappia che ero amica di gioventù di suo marito). Ad un certo punto l’INP e la PBF hanno reclamato la merenda e la TG (Teutonica Genitrice, mia mamma insomma) ha estratto una delle sue innumerevoli scatoline tupper con dentro dell’uva e dei pezzi di mela.

“Beata te che ti mangiano la frutta…”
Argh.

< Momento di psicanalisi >
La classica domanda da incontro occasionale al parco (o in qualunque altro luogo) che viene posta a qualunque mamma di essere umano maggiore di tre giorni è “Ma mangia?”.
Il mio primo istinto è sempre stato quello di fornire una serie di risposte stronze del tipo “No. Dovrebbe?”
Il mio secondo istinto è quello di allontanarmi correndo con le mani nei capelli urlando a squarciagola “AAAAAAAAHHHHHHHH”
Mi rendo conto che entrambe le reazioni sono socialmente poco accettabili.
Cerco di rendermene conto, ci sto lavorando, ecco.
Però così non mi si aiuta, diciamocelo.
< / momento di psicanalisi >

Io: “Ehm, sì mangiano la frutta…” sorrisino idiota
Sperando in questo modo di troncare la questione. Ma ci vuole ben altro per far desistere una mamma CHIBS davvero motivata.
“No perché sai, i miei non mangiano niente…”

Io: “Beh dai, niente….”
“No davvero eh, non mangiano niente”
E mentre parla estrae dalla borsa un sacchettone pieno di tutti tipi di merendine che in casa nostra non hanno mai messo piede e che mi provocano dei brividi solo alla vista. Ne scarta un paio pro figlio, chiama i suoi figli e gliele piazza in mano, due a testa. Mangiano. Per inciso, sono due bambini sanissimi. Certo magri, ma la mamma è magra così come lo è il papà (che ha sempre mangiato poco e di cui conosco un paio di generazioni di famigliari) esce da una famiglia di magri che mangiano poco, pessime forchette ma sono fatti così.
Insomma, era altamente improbabile che i bimbi fossero dei putti tondeggianti e rubicondi.
Impossibile.

Mio sguardo perplesso.
“Sai gli do queste perché poi a cena non mangiano…”

E io lo so che devo farmi i cazzi miei. Scrivere 100 volte sul taccuino della spesa “Fatti i cazzi tuoi, soprattutto in presenza di mamma CHIBS”
Io: “Beh, ma se mangiano queste poi magari non hanno fame…” azzardo.
Non azzardare, “fatti i cazzi tuoi”.

E si aprono le cataratte di una serie di racconti di “non li mando alla materna perché là non mangiano niente”, “gli preparo due o tre cose diverse a pranzo e cena, così scelgono”, “Se non mangiano la pasta gli do due o tre chinderfettallatte, almeno mangiano qualcosa” ecc ecc ecc.
Ovviamente il marito non sa nulla di tutto ciò. Medico, disapproverebbe. “ma non possono mica non mangiare niente…”
Tutto il racconto era condito da una serie di miei suoni disarticolati emessi con espressioni adatte alla circostanza mentre davo di gomito e lanciavo sguardi fulminanti a mia mamma intimandole di evitare commenti da Teutonica Genitrice.
Il “fatti i cazzi tuoi” vale per due, eh. 50 a testa.

E’ che io sono sempre meno sicura che la fuga di corsa urlando e strappandosi i capelli sia poi davvero socialmente poco accettabile.
Forse sì, forse no.
In attesa che mi si chiarisca ‘sto dubbio evito le panchette del parco…

ottobre 5, 2007   12 Comments

concreteness

Ieri eravamo in giro in macchina sul lungolago, all’altezza di Meina l’INP, vedendo un pescatore se n’è uscita con:

INP: “Anch’io vorrei una canna da pesca”

Al che il papà  e io abbiamo cominciato a parlare di pesca, che si va di mattina prestissimo, della differenza fra la pesca con la canna e quella con le reti, della pesca “col verme” ecc ecc.

Dopo un po’ la PBF ha interrotto queste riflessioni semi-didattiche con un:

PBF: “Io i’vece vojo PERA!”

Torniamo al sodo, please

luglio 30, 2007   1 Comment

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