sono chessute…
L’altro giorno per strada…
Una PBF saltellante canticchia: “Sono chessuta (ndt: cresciuta), sono chessuta!”
L’INP con aria annoiata commenta: “Essì, domani…”
PBF si ferma, si gira e afferma con entusiasmo “Sì, domani sarò chessuta ancora un po’!”
E così si è arrivati al 17 (che fan 7) e al 29 (che fan 4) e ogni tanto devo fermarmi e guardarmele queste due tizie che hanno invaso le giornate, la casa, la vita con la loro presenza per capire che sì, sono chessute, chescono.
In realtà alla PBF questa cosa di crescere non piace mica troppo, la psicomotricista della scuola dice che sta attraversando una fase di opposizione davvero possente. Voi immaginate 18 chili compatti di bimbotta riccia che ti guardano con due occhi asulli (ndt azzurri) dall’aria incazzosa, le braccia conserte, immobili e poi se ne escono con un NO stentoreo che arriva dritto dal cuore, dal pancino, sa il diavolo da dove arriva ma arriva forte e chiaro.
Ecco la PBF in questo momento è così. Poi le passa, le passa anche in fretta ma intanto ti ha fatto risuonare il suo NO nel sistema nervoso.
L’INP al compleanno non ha voluto feste ma ha chiesto di poter andare a Gardaland e così, lo scorso sabato, il carrozzone famigliare si è diretto verso il Lago di Garda. Come sorpresa abbiamo invitato anche una sua amichetta, il di lei padre e io, dopo aver occhieggiato il Blu Tornado e deciso che, combinazione proprio sempre quando passavamo noi c’era troppa coda, siamo saliti sull’altro coso di montagne russe. Ok, da paura, però mai avrei pensato che mi sarebbe venuta la nausea nella casa di Prezzemolo con accanto una PBF tutta divertita che mi rassicurava…
E’ l’inizio della fine, lo sento
maggio 30, 2008 3 Comments
sociologia spiccia
Ci sono due scuole di pensiero per le feste di compleanno dei bambini:
1. quelli che in casa o altro luogo ma rigorosamente pochi bambini (preventivamente approvati dai genitori)
2. quelli che rigorosamente in altro luogo e invitando tutta la classe (e oltre)
Noi siamo della scuola di pensiero uno, ieri ci è toccata una festa della scuola di pensiero due che ha permesso di definire le seguenti leggi sacre e indiscutibili.
a. La probabilità che la madre pianti il bambino e se ne vada è direttamente proporzionale al livello di “vivacità” del bambino.
b. La probabilità che la madre pianti il bambino e se ne vada è direttamente proporzionale al livello di piagnosità del bambino.
(Vivacità e piagnosità di solito non si autoescludono, anzi.)
c. La probabilità che la madre che se ne va lasci un numero di cellulare è inversamente proporzionale al livello di vivacità /piagnosità del bambino.
appendice alla legge c. Se la madre di un bambino vivace e/o piagnone ha lasciato un numero di cellulare (di solito perché si è fatta incastrare dall’organizzatore della festa) la probabilità che risponda al telefono in caso di necessità è praticamente nulla.
d.I maschi sono infinitamente più piagnoni delle bambine.
appendice personale alla legge d. La natura ha avuto un lampo di genio a regalarmi due figlie femmine, nel caso mi fosse nato un maschio piagnone non sarebbe arrivato incolume alla maggiore età .
Ieri ho passato una parte del pomeriggio in un luogo caldo/affollato/rumoroso ad essere usata dall’INP per scopi nobili come “mi tieni la felpa?”, “mi tieni il piatto?”, “mi tieni il bicchiere?” ed a consolare piccolo-mostro-griffato. PMG è un coso di 5/6 anni uscito direttamente da una pagina di una rivista di alta moda per mocciosi scoppiato in una crisi di pianto del genere “voglio andare a casa”.
Ora, io non sono dotata di molta pazienza, diciamocelo, ma siccome sono una persona gentile (uh) mi sembrava carino togliere dall’impasse la mamma organizzatrice, ovviamente in altre faccende affaccendata, e cercare di tranquillizzare PMG, che intendiamoci, istintivamente avrei più volentieri 1. ignorato 2. preso a calci nel sedere.
Tant’è.
A PMG ho provato a raccontare che la mamma sarà andata a fare la spesa e avrà trovato tanta gente, al che PMG ha replicato che sì, poi a caricare la spesa in macchina ci si mette un po’.
Sguardo perplesso. PMG mi illumina che nel “carrera” non ci sta tanta roba, allora bisogna fare piano, mentre nel “cayenne” ce ne stà di più. Avranno lo sconto quantità ?
Ha proseguito raccontandomi con dovizia di particolari che a Natale è andato in vacanza alle Maldive ma ora gli sta andando via l’abbronzatura.
Gisusholicraist.
Son problemi a 5/6 anni, eh.
Poi per fortuna a PMG è passata la crisi ed è tornato a giocare.
Con C. abbiamo stimato che con i soldi che si portava addosso PMG le nostre due famiglie fanno la spesa per circa 15 giorni. 7 persone.
C: “Non ho presente chi è sua mamma…”
IO: “Quella fatta così e cosà …”
C: “Ahhhh, ho capito, quella che ha il logo sulla borsa grande come la macchina!”
gennaio 13, 2008 4 Comments
Compleanno
Ieri sera abbiamo fatto un piccolo festeggiamento in casa per il compleanno dell’INP.
Di solito facevamo una cosa un po’ più completa, con amici vari ecc. Ma quest’anno tra una storia e l’altra io non me la sono sentita di sobbarcarmi il lavoro/pulizia/pulizia-dopo ecc.
Tranquilla tortina di frutti di bosco (che peraltro all’INP non è piaciuta), spegnimento di candeline (che abbiamo dovuto riaccendere tre volte perché si divertiva a spegnerle), apertura di “gali”.
Tutti molto graditi. Tutti molto soddisfatti.
Oggi fanno la festa al nido, abbiamo portato una crostata, i piattini con Wi*nie P*oh, i succhi di frutta e le gelatine di frutta.
Era molto gasata del fatto che oggi le cantassero “Tanti Auguri”.
Anche il nuovo orsacchiotto ha potuto andare all’asilo. Poi mi farò raccontare da lui com’è andata la festa.
maggio 17, 2004 25 Comments


