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toy food?

toastPannolenci. Ne è avanzato un po’ da non mi ricordo quale Inquietante Iniziativa Creativa e girava per casa da anni. Forse anche un decennio.

Girellando per vari blog ho scoperto il filone del toy food. E allora perché no? Per ora abbiamo un paio di bustine del té (from small things ecc ecc), un uovo al tegamino e poi questo sandwich con insalata, fetta di pomodoro e prosciutto (col bianco, giusto perché alla PBF fa schifo…).
Manca il formaggio ma trovare del pannolenci del giallo giusto, ad un costo non esagerato e in quantità non industriale non è così semplice. Ma ce la faremo.

gennaio 25, 2010   2 Comments

cuscino e tasche

Insomma, ci metterò un po’, temo, per uscire da questo stato di “incredula tristezza”. Non saprei come altro definirlo. Per ora ho solo voglia di starmene al calduccio in casa lasciando tutto il resto fuori…

Purtroppo tutto ciò ha solo temporaneamente rallentato ma non completamente fermato il fluire delle Inquietanti Iniziative Domestiche…

Rimane sempre una stanza da imbiancare ma ho deciso di rinviare l’operazione a quando farà un pochino meno freddo per cui mi sto focalizzando su alcuni lavori di contorno. Fondamentalmente non essenziali e nemmeno rivoluzionari, insomma IID di tipo minore.

Cosa si fa con una macchina da cucire nuova di pacca? Qualche inutile strofinaccio da cucina? La classica bustina di stoffa per mettere il pane?
cuscino

Naaaaa.

Si prende il cuscino ignudo dell’Ik*ea (ignudo da anni visto che al primo lavaggio della fodera si è rotta la cerniera) e si decide di rivestirlo facendo dell’upcycling di vecchi jeans.

E che è?

Quello che le nostre nonne facevano da sempre, cioè riutilizzare allo sfinimento la roba vecchia.

Per cui si prendono un po’ di vecchi jeans da buttare, li si taglia a quadrotti di 12 cm, per aggiungere del colore si scuciono un po’ di tasche e si quadrotta pure la parte posteriore, poi si prende un pezzo di cotone rosso scuro rimediato a casa della TG per fare il retro. Si cuce tutto insieme usando il triplo punto così “tiene meglio”.

Si sbaglia a cucire insieme i pezzi.
Si dicono millemila parolacce.
Si scuce maledicendo tre volte ogni singolo “triplo punto”.

Dopo averlo scucito usando le forbici si scopre l’esistenza di un aggeggio apposito per scucire i punti.

Si ripetono alcuni (solo alcuni…) dei passaggi di cui sopra :-P e alla fine si ottiene una federa per il cuscino ex-ignudo.

Ho inserito anche un doppio quadrotto con una tasca di un paio di jeans. Qualcuno ha molto apprezzato e ha trovato subito un utilizzo…

cuscino

gennaio 22, 2010   4 Comments

Non riesco

Non riesco più ad uploadare immagini, credo dipenda dal fatto che devo aggiornare WP, come al solito mettere mano a queste cose mi procura un mix d’ansia e senso di sfida. Per ora vince l’ansia per cui procrastino…
borsina
Non riesco, o meglio, non riesce a cucire cose troppo spesse. Chi? Ma la mini-mini-macchina da cucire! Poveretta, ansima, si inceppa, fa rumori di palese sofferenza, a volte nel tentativo di ribellarsi rompe il filo (e io esibisco stupende parolacce…). Insomma, una tortura. Per lei eh.

Non riesco a finire completamente le borsine che ho fatto prendendo ampio spunto da questo tutorial. Ne ho fatte due (non contando il prototipo sguincio), in una ho completamente sbagliato i manici, la parte interna è all’esterno e viceversa. Amen, alla PBF piace lo stesso e la usa per andare in biblioteca a prendere i libri e per portare le cose alla scuola materna (tipo una quarantina di “ippocastagne”… :-| ). Nella seconda, a parte alcune cuciture un po’ a slalom gigante, non mi riesce di fare l’ultima cucitura tutta intorno. Troppo spessa. Però all’INP piace lo stesso, anche questa è stata inaugurata per andare in biblioteca.

Non riesco, a volte, a capire mio papà. Di solito di fronte alle mie (molte) iniziative squinternate se ne esce con profluvi di “Ma lascia stare, ma renditi conto che non hai tempo, ma è proprio necessario mettersi a fare chi mesteè lì, ma non puoi chiamare qualcuno e farlo fare, ma stare un po’ tranquilla mai eh, ma tra casa-lavoro-bambine non è il caso di lasciare perdere certe cose, ma tutte tu te le vai a cercare” eccetera eccetera eccetera. Ammorbante eh, soprattutto perché a volte ha anche ragione.

Per questa cosa del cucito invece ha estratto parole di elogio. Vai a capire. Tanto da telefonarmi apposta (un evento) per dirmi che la macchina da cucire me la vuole regalare lui. Bum.

E l’avvitatore elettrico? E il trapano nuovo? E la levigatrice orbitale?
Naaaaaaa. Tutta roba da uomini. A faà cus’è? E piantala di fare robe squinternate!

Le possibili spiegazioni sono due:

Finalmente ‘sta figlia degenere si dedica ad attività femminili e la smette di fare cose fuori dagli schemi. Suoi…

Siccome i primi “prodotti” sono state cosine per le bimbe (per le quali ovviamente stravede) vuole che io continui a fare cose per le “sue nipotine”.

Vai a capire.

E ora, macchina da cucire: consigli? suggerimenti? Indicazioni? Si accetta di tutto :-D
(Nelle prossime settimane devo imbiancare una stanza, però per favore non ditelo a mio papà…)

ottobre 3, 2009   11 Comments

ars cucitoria

flashback

Anni e anni fa, nei primissimi tempi di convivenza, al marito sfuggì l’imprudente affermazione che “l’unica cosa davvero utile che ho imparato durante il servizio militare è cucire i bottoni”. Ha, anzi Ha. Da quel momento il marito divenne, volente o nolente, il centro di competenza famigliare per la cucitura di bottoni.

Infatti nonostante anni e anni di punto croce io, con un ago da cucito in mano, ero (e sono) assolutamente incapace di produrre alcunché di sensato.

fine flashback

Due anni fa, passando davanti alla locale merceria (al paesone abbiamo una merceria molto bella) vidi in vetrina una mini-mini-macchina da cucire. 25 euri. Una cifra che, anche in caso di insuccesso totale, tutto sommato non ti fa strappare i capelli dalla disperazione. Ci passai e ripassai e alla fine mi decisi al grande passo. (farei notare che spendere oltre 800 euri per un pc non strettamente indispensabile mi ha creato moooolti meno problemi dei 25 euri di macchinetta da cucire…mah…).

Per un po’ ho letto il modo d’uso (un po’ scarno) lamentandomi fra me e me che non è abbastanza dettagliato. Volevo una cosa “for dummies” io, a prova di imbecilli.

Quell’inverno provai a cucire un vestito per carnevale per l’INP. Una federa di cuscino con tre buchi per braccia e testa, mica pensare che mi sia gettata in chissà quale iniziativa di alta sartoria. Un orlo. Una roba inguardabile alla quale posi rimedio con il ben noto collante per orli dell’i*kea.

La macchinetta tornò nella sua scatola e ivi rimase per qualche anno.

Da allora ho orlato un paio di tende, sempre col collante eil ferro da stiro, la macchinetta ben al sicuro nella sua scatola…

Tre giorni fa mi sono detta “basta, è giunta l’ora!!!”. Ho preso la macchinetta, ho finalmente capito come si cambia la spolina del secondo filo (l’avevo detto che il modo d’uso non è chiarissimo…) e mi sono messa a fare l’orlo alla tenda della porta finestra in mansarda.

Punta di qui, pungiti di là, misure prese col metro da mobiliere, forbici..uhm…boh, andranno bene quelle della cucina, no? ripiega di lì, prova di là… intanto fai un po’ di prove con la macchinetta, perdi millemila volte il filo (perché l’ago ha il buco così piccolo, porcaloca?), spolvera un po’ di parolacce quasi dimenticate, stira un po’ per raddrizzare storture ecc. ecc.

Arriva il marito/centro di competenza dei bottoni, osserva tutto sto’ lavorio e se ne esce con un “secondo me devi imbastire…

EH???

Ah boh, mia mamma imbastiva sempre…

“Tua mamma cuciva delle camicie…imbastiva anche gli orli delle tende?”

“Boh, che ne so…? Perché non chiedi a tua mamma, oppure chiamo la mia e chiedo…

Ah no. NO. Nononononono. Ci mancano solo madri e suocere che calano qui come due Erinni a vendicare il mio sacrilegio contro la scienza sartoriale. E a dare consigli. No no no e poi no.

Qui si crede fermamente nel “prova ed errore”.

Vabbè, imbastiamo (o facciamo una roba simile).

Oh, non ci si crederà ma l’orlo della prima tenda è finito. Ok, un po’ stortignaccolo e un po’ troppo attaccato al pavimento.

Basta solo convincersi che ogni bug in realtà è una feature. E che vanno di moda gli orli lunghi.

settembre 4, 2009   10 Comments

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