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frasi da vacanza

PBF: “Leggere, leggere, leggere! State tutti qui a leggere, la Giulia legge, tu leggi, il papà legge. E Io??? Chi si occupa di me? Io mi devo annoiare solo perché non so leggere?…”

PBF (passando davanti alla sede della croceverde): “Toh, mancano tutte le bulanze…”
M: “Uh…come si chiama una?”
PBF: “La bulanza, quindi le bulanze. Perché?”

E’ capitato un paio di volte che parlassimo alla PBF di “quando tu eri ancora piccola”, un giorno se ne sbotta con: “La smettete di parlare sempre dei miei vecchi tempi???”

Passando in macchina nei pressi di Hinterzarten vediamo delle persone che fanno una camminata, vestiti da trekking insomma. L’INP se ne esce con: “Oh, guarda, degli avventurieri! Andiamo anche noi a fare un’avventura?”. (ndt: escursione)
(poi l’abbiamo fatta ma ne parleremo poi)

settembre 7, 2010   2 Comments

degli estremi…

Sono stanca, sono molto stanca, ho tantissima voglia di vacanze, di andare via per un po’ e cambiare aria, casa, ambiente ecc. Però per ora non si può, ancora. Più avanti. Per cui tocca restare qui e fare quello che si riesce…

Oggi pomeriggio in macchina:

INP: “Uff…c’è una mosca…”
SPCIACKKK (INP che tenta di colpire la mosca)

PBF: “Nooooooo, non la uccidere. Anche lei è un povero animaletto della natura….”
INP: (con aria incredula) “Una mosca???”

M: (un po’ distratta che intanto stavo guidando) “Lisa, di mosche ce ne sono tantissime e poi sono sporche, vanno su tutte le spazzature e su tutte le cacche e poi portano lo sporco dappertutto…”

PBF: “Ma magari non tutte, magari questa no….”

INP: “Seee vabbé, intanto se la prendo…”

Ce le vedo eh, una in versione giainista coi campanellini per far spostare le formiche e l’altra direttamente da Béziers in versione “uccidetele tutte, la natura riconoscerà le sue…”

luglio 30, 2010   No Comments

tutti al mare…

Lunedì mattina ho caricato in macchina figlie, peluche, armi (per modo di dire…) e bagagli per andare al mare.

Lunedì pomeriggio abbiamo mangiato focaccia in spiaggia, giocato sugli scogli, fatto rimbalzare sassi in acqua, lanciato sassi su sassi, usato fino all’ultimo raggio il sole che c’era sfruttando gli angoli di spiaggia dove cala più tardi.

Martedì mattina era nuvolo, abbiamo agguantato al volo l’ombrello strapieghevole della nonna, abbiamo preso l’autobus, siamo andate a Rapallo, abbiamo deciso che non ce ne frega niente di vedere negozi, abbiamo preso il treno, siamo andate a Genova facendo *tutte* le fermate, abbiamo mangiato al volo in una focacceria al porto antico, abbiamo camminato veloce veloce fino alla città dei bambini snobbando il trenino bollandolo come ‘roba da turisti’. La città dei bambini ci è piaciuta un po’ sì (PBF) e un po’ no (INP). Ecco, diciamo che ci si è andati una volta e basta così.

Dalle finestre abbiamo visto il diluvio, quello vero, ininterrotto, interminabile. Siamo uscite in un momento in cui sembrava a noi che piovesse un po’ meno. Sembrava. A. Noi.

Abbiamo snobbato il venditore di ombrelli che a vendere ombrelli quando diluvia son buoni tutti. Abbiamo preso il trenino che sarà da turisti, te lo fan pagare ma almeno ti risparmi un po’ di strada sotto il diluvio (che sembrava piovesse meno…). Abbiamo speso un pensiero per quelli in cima al Bigo in mezzo alla nebbia, in mezzo al diluvio e in mezzo al vento. Siamo scese dal trenino, siamo corse sotto la sopraelevata, abbiamo stradivelto l’ombrello strapieghevole della nonna, abbiamo rincorso un venditore di ombrelli e ne abbiamo comprato uno viola. Siamo corse in stazione, abbiamo aspettato il treno nel binario sotterraneo. Freddo. Un sacco di freddo abbiamo preso.

Siamo salite sul treno, abbiamo rifatto tutte le fermate, siamo scese, siamo tornate a casa, ci siamo tolte tutti i vestiti bagnati e abbiamo bevuto latte caldo col cacao.

E faceva freddo anche in casa, anche se fuori c’era di nuovo il sole. La cena è stata trascinata, dopo cena momento di dramma, il freddo, il buio, e poi è la prima volta che veniamo senza papà, vero? ecco, ci manca tanto papà e abbiamo anche un po’ paura. Paura di cosa? Del buio. E poi la casa fa rumori strani.

Mamma, torniamo a casa?

Adesso?

Abbiamo negoziato che si passa la notte lì e si torna il giorno dopo, con qualunque condizione meteo.

Ok, però stanotte dormiamo tutte nel lettone con te.

Oddio. E sia. (Una notte di calci – da parte della PBF – ecco cosa è stata)

Mercoledì mattina era una di quelle giornata incredibili. Il cielo blu. Il mare blu. Le case tutte splendenti di giallo e arancione. Le palme verdi. Tutto un luccicare di sole e di luce.

Certo che fa di tutto per renderti difficili le decisioni ‘sto levante ligure.

Abbiamo comprato focaccia per tutti, abbiamo caricato la macchina e siamo tornate a casa. Però con gli occhiali da sole.

aprile 1, 2010   3 Comments

cosa è peggio?

L’orario della fine dell’allenamento della squadra agonistica della piscina del paesone si sovrappone con l’orario di fine lezione di non so quale corso per signore, acqua fitness/gym/tone, boh, acqua qualcosa.

Fatto sta che nelle docce c’è l’incrocio tra il gruppo di bambine di 9/11 anni dell’agonistica e le sciure del corso.

Le une scherzano e schiamazzano quanto riescono a schiamazzare delle preadolescenti reduci da qualche centinaio di vasche, considerando che sono sempre presenti almeno un paio di mamme il tutto si contiene ampiamente nei limiti del tollerabile. Le signore, in barba al regolamento della piscina, si denudano allegramente sotto la doccia senza grossi scrupoli, e in alcuni casi non è davvero uno spettacolo piacevole.

Proteste delle sciure “perché le ragazzine fanno un chiasso insopportabile”, proteste delle mamme delle ragazzine perché le sciure si denudano laddove non devono denudarsi. E’ dall’inizio dell’anno che procede questa piccola lotta di spogliatoio.

L’altro giorno due delle ragazzine che nuotano con l’INP facevano un po’ di confusione, tanto che ho loro bonariamente ricordato di non eccedere che poi le signore protestano.

L’INP, con aria seria seria, ha posto questa domanda esistenziale:

“Cos’è peggio? Sentire un paio di ragazzine che fanno le sciocchine oppure dover vedere le signore che vengono qui a nudarsi nella doccia?”

Non ho ancora smesso di ridacchiare…

marzo 8, 2010   No Comments

Lo strudel di mele della TG

Uno dei cavalli di battaglia della TG (Teutonica Genitrice) è lo strudel di mele. Quello fatto con la ricetta di qualche trisavola, non nominate nemmeno per sbaglio la pasta sfoglia.

L’impasto è una roba che deve essere tirata sottilissima, su un telo di cotone apposito, il minimo buchino si trasforma fulmineamente in una voragine che non si ricompone. Ho imparato le migliori parolacce tedesche guardando mia mamma che prepara lo strudel, prima che mi sbattesse fuori dalla cucina che, in quelle rare occasioni, diventava zona off-limits.

Rare perché lo fa davvero raramente. Fino a un po’ di tempo fa la scusa addotta è che “non si trova la panna acida” (il Sauerrahm tedesco). Ora la vendono in un supermercato del paesone per cui la scusa vacilla.

L’ha fatto un paio di settimane fa, all’INP è molto piaciuto, la PBF è ancora nella fase in cui non è in grado di distinguere le cose buone dalla chinderfettallatte.

Domenica la TG appare a casa nostra con una mezza torta di mele, un altro dei suoi cavalli di battaglia. L’INP l’assaggia e poi dichiara che “quella arrotolata però mi piaceva di più”. Non ho capito bene che faccia ha fatto mia mamma, il nostro commento è stato “Certo, ora ti tocca proprio…”

La scusa degli ingredienti è crollata, ora vedremo quale e quanta è la potenza della nipotina…

febbraio 16, 2010   2 Comments

la cartella…

Fin dal primo anno di scuola primaria l’INP è andata a scuola con una cartella “diversa”. Diversa dal turbinio di uincs/aisculmiusicol/uinnipu ecc ecc. Causa di ciò è stato un approfondito studio condito da un interessante documentario visto alla tv di stato tedesca (e che vi pensavate?) in cui, con tanto di studi ortopedici e interviste a specialisti si descriveva la corretta posizione della cartella, del baricentro del peso, della lunghezza degli spallacci facendo vedere cosa va bene e cosa va meno bene.

Si è quindi deciso di comprare una cartella scout, che poi è quella usata dalla larghissima maggioranza dei bimbi tedeschi e che ha una delle valutazioni migliori di Stiftung_Warentest (il principale ente tedesco di valutazione dei prodotti). Saranno mica tutti scemi no?

Ovvio che la “diversità” è stata spiegata e rispiegata e si è fatto un po’ di fatica per farla digerire, credo che ora abbia capito. L’altro giorno l’INP mi ha chiesto che cartella compreremo alla PBF quando andrà a scuola. Le ho risposto che la prenderemo uguale alla sua, magari con un disegno diverso, chiaro.

Si è allontanata tutta contenta perché è “giusto che pensate (sic) anche alla schiena di Lisa che è piccola”, secondo me in realtà era più contenta che poi saranno in due “diverse”.

febbraio 13, 2010   4 Comments

prontitudine

Nel periodo natalizio sono andata con l’INP al cinema. La PBF non ci è voluta venire che a lei il cinema fa paura, indipendentemente dal cartone proiettato.

Anche l’INP non è una grande appassionata e si spaventa facilmente ma ho ritenuto che “La principessa e il ranocchio” potesse essere adeguato…

Uscite dal cinema l’INP mi confessa che alcune scene l’hanno un po’ spaventata. Per tranquillizzarla e razionalizzare ho iniziato a raccontarle che quasi sempre nei film, e in particolare nei cartoni di Disney, c’è un “cattivo” che serve per far risaltare i buoni e bla bla bla.

L’INP mi guarda con aria seria e assorta e se ne esce con: “Sì, certo. L’antagonista.”

Ho trattenuto a stento un “antache???”

Che sia chiaro. Io non sono intellettualmente pronta per tutto ciò. Ma proprio per niente.

gennaio 23, 2010   1 Comment

matematica [again]

…io non so cosa ho fatto nella vita presente, passata e trapassata per meritarmi due figlie che continuano a parlare di matematica….

Ora di cena. Famigliola seduta a tavola.

INP: “Cosa sono le radici quadrate?”

Mamma e papà si scambiano uno sguardo stupito (e anche un po’ smarrito). Intendiamoci, lo sappiamo cosa sono le radici quadrate ma non è il genere di domanda che uno si aspetta la sera a cena mentre mastica nonsocché dopo una dura giornata di lavoro, non da un’ottenne, non ora. Santocielo, ci vuole un minimo di preparazione prima che ci faccia domande così.

M: “…dunque…sono cose che si fanno alle medie…”
P: “Alle superiori!”
M: “No, non esagerare, alle medie…”

E mentre tergiversavamo con ‘ste cazzate (diciamocelo che stavamo tergiversando…) l’INP tutta bella allegra se ne esce

INP: “Io lo so cosa sono! Si scrive 25, si fa una V con la gambetta diritta e il risultato è 5!”

M: “uh…”
P: “….”
M: “…sì, è giusto ma….”

INP: “Ce l’ha spiegato C. (la maestra di italiano..) ma ha detto di non dirlo a B. (maestra di matematica)”

M e P: “Ah…”

Il giorno dopo ho tirato fuori dallo scatolone tutti i libri di matematica usati nella mia carriera scolastica. Secondo me, visti i miei tempi di reazione, sarà bene che inizi a ripassare…

dicembre 29, 2009   3 Comments

la microbiologa delatrice

INP: “Mamma, mamma, la Lisa ha starnutito senza mettersi la mano sulla bocca e ha sputato in giro tutti i batteri. Li ho visti io!”

novembre 12, 2009   1 Comment

negare sempre

Ieri. Mentre faccio altro sento parlottare le bimbe che stanno giocando.

INP: “Se io avrei fatto….”
M: “Giulia, avessi, se io avessi…”
INP: “Sì vabbé, avrei, avessi, è lo stesso…”
M: “No, non è lo stesso, cerchiamo di parlare in italiano corretto”
INP: (piccata) “Ma io parlo l’italiano corretto!”

Torno a concentrarmi su quello che stavo facendo e sento…

PBF: (sottovoce) “Cosa vuol dire corretto?”
INP: “Boh…”

Ah ecco.

giugno 1, 2009   1 Comment

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