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tutti al mare…

Lunedì mattina ho caricato in macchina figlie, peluche, armi (per modo di dire…) e bagagli per andare al mare.

Lunedì pomeriggio abbiamo mangiato focaccia in spiaggia, giocato sugli scogli, fatto rimbalzare sassi in acqua, lanciato sassi su sassi, usato fino all’ultimo raggio il sole che c’era sfruttando gli angoli di spiaggia dove cala più tardi.

Martedì mattina era nuvolo, abbiamo agguantato al volo l’ombrello strapieghevole della nonna, abbiamo preso l’autobus, siamo andate a Rapallo, abbiamo deciso che non ce ne frega niente di vedere negozi, abbiamo preso il treno, siamo andate a Genova facendo *tutte* le fermate, abbiamo mangiato al volo in una focacceria al porto antico, abbiamo camminato veloce veloce fino alla città dei bambini snobbando il trenino bollandolo come ‘roba da turisti’. La città dei bambini ci è piaciuta un po’ sì (PBF) e un po’ no (INP). Ecco, diciamo che ci si è andati una volta e basta così.

Dalle finestre abbiamo visto il diluvio, quello vero, ininterrotto, interminabile. Siamo uscite in un momento in cui sembrava a noi che piovesse un po’ meno. Sembrava. A. Noi.

Abbiamo snobbato il venditore di ombrelli che a vendere ombrelli quando diluvia son buoni tutti. Abbiamo preso il trenino che sarà da turisti, te lo fan pagare ma almeno ti risparmi un po’ di strada sotto il diluvio (che sembrava piovesse meno…). Abbiamo speso un pensiero per quelli in cima al Bigo in mezzo alla nebbia, in mezzo al diluvio e in mezzo al vento. Siamo scese dal trenino, siamo corse sotto la sopraelevata, abbiamo stradivelto l’ombrello strapieghevole della nonna, abbiamo rincorso un venditore di ombrelli e ne abbiamo comprato uno viola. Siamo corse in stazione, abbiamo aspettato il treno nel binario sotterraneo. Freddo. Un sacco di freddo abbiamo preso.

Siamo salite sul treno, abbiamo rifatto tutte le fermate, siamo scese, siamo tornate a casa, ci siamo tolte tutti i vestiti bagnati e abbiamo bevuto latte caldo col cacao.

E faceva freddo anche in casa, anche se fuori c’era di nuovo il sole. La cena è stata trascinata, dopo cena momento di dramma, il freddo, il buio, e poi è la prima volta che veniamo senza papà, vero? ecco, ci manca tanto papà e abbiamo anche un po’ paura. Paura di cosa? Del buio. E poi la casa fa rumori strani.

Mamma, torniamo a casa?

Adesso?

Abbiamo negoziato che si passa la notte lì e si torna il giorno dopo, con qualunque condizione meteo.

Ok, però stanotte dormiamo tutte nel lettone con te.

Oddio. E sia. (Una notte di calci – da parte della PBF – ecco cosa è stata)

Mercoledì mattina era una di quelle giornata incredibili. Il cielo blu. Il mare blu. Le case tutte splendenti di giallo e arancione. Le palme verdi. Tutto un luccicare di sole e di luce.

Certo che fa di tutto per renderti difficili le decisioni ‘sto levante ligure.

Abbiamo comprato focaccia per tutti, abbiamo caricato la macchina e siamo tornate a casa. Però con gli occhiali da sole.

aprile 1, 2010   3 Comments

temporanei rientri

Rientrata da una settimana di fuga al mare sono qui che penso che devo pagare il dominio, passare in ufficio (e prima piazzare almeno una figlia da qualche parte), disfare lo scoordinatissimo bagaglio, passare dalla commercialista, andare a tagliare i capelli al 50% della famiglia (me compresa).

Panettieri aperti no, non ce ne servono, abbiamo ancora un po’ di focaccia.

“Oma, è buona questa focaccia vero? Bisogna mangiarla insieme con l’aria di mare…” e sul lungomare ligure mi immaginavo la gente che ingoia compiaciuta pezzi di focaccia inalando aria di mare, esattamente come stavamo facendo noi insomma.
Buona sì.

agosto 1, 2008   5 Comments

Sfrutto…

…gli ultimi istanti di quiete casalinga (le cucciole dormono ancora) e di fresco mattutino prima che incominci il delirio del “fare i bagagli”, sì perché qui, da oggi, si chiude per ferie per una settimana.

Dove andiamo è assolutamente irrilevante, tutti quelli a cui l’ho detto mi hanno riempito di consigli su “ah, se sei lì in zona vai a vedere X” “devi passare una giornata a Y”, “devi andare a visitare Z”.

Ennò cari, non ci siamo capiti. Io ho tutte le intenzioni di passare una settimana su una sdraio contemplando con un vago senso di fastidio e fatica l’idea di trasferirmi magari dalla sdraio al ristorante o dalla sdraio in spiaggia alla sdraio sotto il pergolato a bordo vasca. Ecco perché il “dove andiamo” è assolutamente irrilevante. I viaggiatori seri li faremo quando saremo meno sfiniti.

Intanto vi regalo le ultime chicche della PBF che sta diventano sempre più una specie di irrefrenabile motorino. Solare, cocciuta, trascinante, martellante, sfinente. Un piccolo caterpillar riccioluto.

Giorni fa le due cucciole si rubavano pezzi di frutta dal piatto. Dai vari “me l’ha rubato lei” “no me l’ha rubato lei” è uscito un perentorio “Non rubatomolo!!!

Il singolare di occhi? Ovviamente “un occo”.

“Mamma, aspettami che salo le scale!”

Stateci bene! ;-)

luglio 3, 2008   5 Comments

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