penso, non penso
E così la Corte Europea dei diritti dell’uomo, (che non c’entra nulla con l’Unione Europea, giusto per tranquillizzare tutti quelli che hanno inveito contro l’ingerenza dell’Europa nelle questioni di casa nostra) ha deciso che il crocifisso nelle aule scolastiche non s’ha da avere.
Scandalo, orrore, paroloni, pinzillacchere e fesserie assortite. Mariastar decide che facciamo ricorso, facciamo ricorso. Yeah.
“E tu che ne pensi?”
Penso? Non penso. Anzi no, penso. Penso che quest’anno alcune classi della primaria del paesone, al posto delle tre ore di inglese ne devono fare due perché mancano le risorse. Penso che nel secondo quadrimestre anche nella classe dell’INP l’inglese è in pericolo perché l’insegnante sarà in maternità e non si sa se, chi e quando arriverà una supplente. Sarà specializzata? Si dovrà ricorrere ad un’altra risorsa? Ma se sono già scarse adesso dove troverà poi delle altre ore? Boh. (Ma poi non era una delle famose tre I, l’Inglese? E allora com’è ‘sto casino?)
Penso che dopo tre + due anni di patimenti finalmente si è arrivati ad avere il sostegno per un caso che ne aveva bisogno, regalando un po’ di serenità alla classe e agli insegnanti. Penso che la gestione dei casi “problematici” è troppo legata alla capacità e volontà e passione dei singoli. Quelli bravi si sbattono e li gestiscono come possono, quelli un po’ più menefreghisti si arrangiano e si lamentano e mandano i genitori a lamentarsi con le istituzioni, tanto le risposte sono sempre le stesse, la scuola non ha risorse, il comune non ha risorse.
Penso che gli edifici dove si trovano le nostre scuole facciano complessivamente piuttosto schifo, sono vecchi, obsoleti, con spazi inadatti ad ospitare le 40 ore, a permettere un intervallo che sia un intervallo e non un parcheggio dentro un corridoio in attesa di tornare in classe.
Penso che mi piacerebbe vedere scuole con ampi spazi, luminose, colorate, con mense spaziose che non costringano ad assurdi turni e pasti frettolosi, con prati, giardini, con orti scolastici, con ampi spazi gioco, con palestre moderne e non ricavate dall’abbattimento di un muro fra due aule. Con spazi per attività varie, musica, teatro, attività espressive. Non penso, sogno.
Penso penso penso a tutte queste cose.
Penso che sì, in uno stato moderno, laico, rispettato e rispettoso dei suoi cittadini, dove le leggi sono eque, chiare e uguali per tutti, governato da serietà, professionalità e senso di responsabilità non dovrebbero esserci simboli religiosi in edifici pubblici. Ma ovviamente non stiamo parlando dell’Italia per cui boh. Non penso.
Penso che tutto sommato me ne infischio abbastanza di cinquanta centimetri quadrati di muro e di quello che ci è appeso. Nel caso delle scuole mi preoccupa di più lo stato dell’intonaco che ci sta sotto, davvero.
novembre 3, 2009 7 Comments
pari e patta
Dice Mariastar (che di cognome fa C&Lmini..)
“Sugli insegnanti di religione sono assolutamente d’accordo con il Vaticano” ha poi aggiunto il ministro. “A loro vanno grantite (sic) le stesse condizioni degli altri insegnanti, e credo che l’ora di religione debba avere pari dignità rispetto alle altre materie [...]“
E quindi d’ora innanzi gli insegnanti di religione dovranno sobbarcarsi tutta la trafila del precariato/concorsi/trasferimenti ecc ecc come tutti gli altri? Mi pare giusto.
settembre 14, 2009 4 Comments


