viaggiare con la fantasia…
Da quando, anni fa ormai, ho letto questo post di ComidaDeMama avevo voglia di fare una cosa simile alla scuola dell’infanzia. Per tutta una serie di motivi non sono riuscita a “far passare” l’idea alle insegnanti dell’INP, in compenso le insegnanti della PBF l’hanno accolta con grande entusiasmo.
L’anno scorso il leit motiv dell’anno scolastico era l’essere diversi ed essere uguali, dalle storie di Elmer fino ai bambini di tutto il mondo. Le mamme “straniere” sono state coinvolte e, una alla volta, sono andate in classe a raccontare una fiaba o una filastrocca o una canzoncina nella loro lingua, a parlare del loro paese, la mamma cinese ha insegnato ai bimbi a usare i bastoncini, ha portato gli involtini primavera, ha scritto i nomi di tutti in ideogrammi.
Io sono andata, con tanto di pc, presentazione openoffice e proiettore e abbiamo fatto finta di prendere l’autobus, siamo arrivati alla frontiera dove il doganiere (sempre io con camicia mimetica e cappello preso in prestito dal marito) ha chiesto i documenti, abbiamo attraversato il tunnel del Gottardo, abbiamo mangiato il cubetto di emmental all’autogrill
e siamo arrivati in Germania dove abbiamo parlato di Foresta Nera, di fattorie, di orologi a cucù, di boschi, di animali, abbiamo fatto uno spuntino con un pezzettino di wuerstel e poi abbiamo cantato una filastrocca e letto una storia sul bosco.
La cosa è tanto piaciuta che quest’anno si è replicato, la mamma colombiana ha raccontato del suo paese e insegnato ai bimbi a ballare la salsa, la mamma spagnola non so cosa abbia fatto, la mamma senegalese e quella moldava non so cosa faranno. E’ un peccato non riuscire a coinvolgere la mamma marocchina ma proprio non si fa coinvolgere…
Oggi, con gli undici cinquenni della classe della PBF, abbiamo preso l’aereo, con tanto di valigette di cartone fatte da loro con dentro i vestiti (di carta) ritagliati e colorati e l’etichetta col nome, il check in con l’etichetta con lo scotch di carta, i biglietti lufthansa stampati e personalizzati, l’imbarco del bagaglio nella pancia dell’aereo, la hostess con le bibite e poi, arrivati a Berlino, abbiamo parlato della bandiera e dello stemma della Germania, dello stemma di Berlino (che quest’anno stanno facendo le ore di “cittadinanza”, sanno tutto di stemma e bandiera dell’Italia e sono incuriositissimi da tutte le altre bandiere), abbiamo accennato al muro, alla sua caduta e abbiamo parlato di Knut, l’orso polare nato in cattività tre anni fa, poi abbiamo cantato una canzone-gioco sugli orsi, che siccome è piaciuta l’abbiamo fatta due volte…
Poi siamo tornati, abbiamo recuperato le nostre valigine ed era quasi ora di andare a casa.
“Ma domani torni ancora e andiamo da un’altra parte, vero?”
Questa cosa l’avremmo dovuta fare venerdì scorso, poi per vari motivi non siamo riusciti e abbiamo rimandato a oggi, i biglietti però riportavano la data di venerdì e quindi ci è scappata anche la spiegazione sul vulcano e le ceneri e l’annullamento dei voli. Avevano già visto una presentazione di questa cosa e sapevano tutto, ‘sti cinquenni del ventunesimo secolo.
Sul pc avevo una cartina dell’Europa per far vedere loro il percorso del nostro volo.
“Mi fai rivedere dov’è il vulcano, quello che ha ruttato?”
Nota a margine. Il seduttore taglia soldo di cacio che regala i baci per*ugina mi ha comunicato che lui e la PBF sono fidanzati. Ecco.
maggio 11, 2010 4 Comments
omissis
Omissis, sì, ieri sera sono andata al consiglio di circolo. Ometto, autocensuro tutto ciò che vorrei dire perché è meglio così. Credetemi.
Però quelle due o tre cosine non riesco a trattenerle….
L’anno prossimo non si sa se si potrà garantire l’inglese. Ma come? Non era una delle tre I? E allora?
Per l’altra I sono in arrivo le lavagne multimediali. Belle eh, collegate a internet, effetti speciali a go go, una per scuola mica esagerare. Le metteranno in una prima. Peccato che le aule non siano cablate. Anche se lo fossero la connessione internet è a consumo. Flat? E che è?
Fortunatamente la mettono in una prima che sta al primo piano, perché più sopra piove dentro. Saranno impermeabili ‘ste LIM? Boh.
aprile 30, 2010 4 Comments
tre anni
Sono quasi tre anni ormai che l’accompagnamento a scuola (rigorosamente a piedi) si svolge pressapoco così.
Una (la grande) che ha l’ansia di arrivare in ritardo e che mi chiede almeno due volte per mattina “Ma siamo in ritardo?”. Farei notare che in tre anni non è arrivata in ritardo un solo giorno ma fa niente, ha l’ansia. Tanto che se arriva a scuola con il portone già aperto per lei è come essere in ritardo. Sono tre anni che tento di spiegare che portone aperto != suono della campanella che a sua volta = inizio delle lezioni. Niente, non c’è verso.
L’altra, notoriamente pessima camminatrice, mi tocca trascinarmela dietro mentre rincorro la prima. Sono tre anni che c’ho il braccio girato all’indietro mentre brontolo con la prima che è avanti di 10 metri. Persino la tendinite mi è venuta… (che poi non è vero, quella è venuta per la verniciatura di Ivar ma fare la mamma martire vien sempre bene).
Stamattina la piccola era tutta baldanzosa e mi ha trascinato prima alla primaria e poi alla sua scuola praticamente di corsa. Stamattina tutta la scuola va a teatro, non sia mai che si arrivi in ritardo…
febbraio 16, 2010 2 Comments
la cartella…
Fin dal primo anno di scuola primaria l’INP è andata a scuola con una cartella “diversa”. Diversa dal turbinio di uincs/aisculmiusicol/uinnipu ecc ecc. Causa di ciò è stato un approfondito studio condito da un interessante documentario visto alla tv di stato tedesca (e che vi pensavate?) in cui, con tanto di studi ortopedici e interviste a specialisti si descriveva la corretta posizione della cartella, del baricentro del peso, della lunghezza degli spallacci facendo vedere cosa va bene e cosa va meno bene.
Si è quindi deciso di comprare una cartella scout, che poi è quella usata dalla larghissima maggioranza dei bimbi tedeschi e che ha una delle valutazioni migliori di Stiftung_Warentest (il principale ente tedesco di valutazione dei prodotti). Saranno mica tutti scemi no?
Ovvio che la “diversità” è stata spiegata e rispiegata e si è fatto un po’ di fatica per farla digerire, credo che ora abbia capito. L’altro giorno l’INP mi ha chiesto che cartella compreremo alla PBF quando andrà a scuola. Le ho risposto che la prenderemo uguale alla sua, magari con un disegno diverso, chiaro.
Si è allontanata tutta contenta perché è “giusto che pensate (sic) anche alla schiena di Lisa che è piccola”, secondo me in realtà era più contenta che poi saranno in due “diverse”.
febbraio 13, 2010 4 Comments
Chrismasisniar (TM PBF)
<CV> domani devono scrivere la letterina
<CV> così poi organizzo gli ordini….
<X> a chi?
<CV> Babbo Natale!
<CV> tu a chi scrivi prima di Natale?
<X> ecco appunto, non a metà novembre ![]()
<CV> bravo, e i tempi di consegna?
<CV> mai provato ad andare in un negozio di giochi in dicembre?
<CV> un incubo, crediammè
<CV> un anno non abbiamo trovato proprio il regalo più desiderato
<CV> tristezza e delusione
<CV> da allora si inizia presto
<X> eheh chiaro
<X> e che hai detto alle bimbe, che anche lui deve organizzarsi se no poi i folletti non si possono a loro volta organizzare?
<CV> esatto
<CV> devono preparare per tutti i bimbi del mondo, un casino
<CV> minacciano sciopero
<CV> ci sono stati tagli, non arrivano i supplenti
<CV> sono cose che capiscono ![]()
<X> ah anche lì?
<CV> vanno alla scuola pubblica
<X> LOL
novembre 13, 2009 3 Comments
penso, non penso
E così la Corte Europea dei diritti dell’uomo, (che non c’entra nulla con l’Unione Europea, giusto per tranquillizzare tutti quelli che hanno inveito contro l’ingerenza dell’Europa nelle questioni di casa nostra) ha deciso che il crocifisso nelle aule scolastiche non s’ha da avere.
Scandalo, orrore, paroloni, pinzillacchere e fesserie assortite. Mariastar decide che facciamo ricorso, facciamo ricorso. Yeah.
“E tu che ne pensi?”
Penso? Non penso. Anzi no, penso. Penso che quest’anno alcune classi della primaria del paesone, al posto delle tre ore di inglese ne devono fare due perché mancano le risorse. Penso che nel secondo quadrimestre anche nella classe dell’INP l’inglese è in pericolo perché l’insegnante sarà in maternità e non si sa se, chi e quando arriverà una supplente. Sarà specializzata? Si dovrà ricorrere ad un’altra risorsa? Ma se sono già scarse adesso dove troverà poi delle altre ore? Boh. (Ma poi non era una delle famose tre I, l’Inglese? E allora com’è ‘sto casino?)
Penso che dopo tre + due anni di patimenti finalmente si è arrivati ad avere il sostegno per un caso che ne aveva bisogno, regalando un po’ di serenità alla classe e agli insegnanti. Penso che la gestione dei casi “problematici” è troppo legata alla capacità e volontà e passione dei singoli. Quelli bravi si sbattono e li gestiscono come possono, quelli un po’ più menefreghisti si arrangiano e si lamentano e mandano i genitori a lamentarsi con le istituzioni, tanto le risposte sono sempre le stesse, la scuola non ha risorse, il comune non ha risorse.
Penso che gli edifici dove si trovano le nostre scuole facciano complessivamente piuttosto schifo, sono vecchi, obsoleti, con spazi inadatti ad ospitare le 40 ore, a permettere un intervallo che sia un intervallo e non un parcheggio dentro un corridoio in attesa di tornare in classe.
Penso che mi piacerebbe vedere scuole con ampi spazi, luminose, colorate, con mense spaziose che non costringano ad assurdi turni e pasti frettolosi, con prati, giardini, con orti scolastici, con ampi spazi gioco, con palestre moderne e non ricavate dall’abbattimento di un muro fra due aule. Con spazi per attività varie, musica, teatro, attività espressive. Non penso, sogno.
Penso penso penso a tutte queste cose.
Penso che sì, in uno stato moderno, laico, rispettato e rispettoso dei suoi cittadini, dove le leggi sono eque, chiare e uguali per tutti, governato da serietà, professionalità e senso di responsabilità non dovrebbero esserci simboli religiosi in edifici pubblici. Ma ovviamente non stiamo parlando dell’Italia per cui boh. Non penso.
Penso che tutto sommato me ne infischio abbastanza di cinquanta centimetri quadrati di muro e di quello che ci è appeso. Nel caso delle scuole mi preoccupa di più lo stato dell’intonaco che ci sta sotto, davvero.
novembre 3, 2009 7 Comments
e uffa
Memore delle frequenti richieste di materiale di cancelleria che allietano ogni inizio anno scolastico mi ero fatta la scorta di copertine da quadernone. Rossa, arancione, verde chiaro e scuro, azzurra, blù, gialla, rosa e financo trasparente. Tutte le ho. O almeno, così pensavo.
Ieri l’INP torna a casa da scuola e mi dice:
“Mamma, ho bisogno di una copertina…” (l’INP ha un po’ la tendenza a cominciare le frasi e partire poi per la tangente…)
Già pregustavo la sensazione di poter dire “Sì amore, ce l’abbiamo nell’armadio” che poi è la vera goduria della mamma che pensa di essere iperorganizzata.
L’INP va verso l’armadio delle scorte, lo apre, cerca un po’, si gira e mi dice: “Ma viola non ce l’abbiamo?”
Viola? VIOLA???
“Te la vado a comprare oggi…”
Ma porco schifo.
settembre 24, 2009 5 Comments
cena di fine anno?
D. era nello stesso gruppo dell’INP all’asilo nido, nella sua stessa classe per tre anni di scuola dell’infanzia ed è nella sua classe ora, alle elementari. Che fa quasi 6 anni di riunioni, incontri la mattina per l’accompagnamento e incontri la sera per il ritiro. La mamma di D. dopo le prime due o tre volte in cui ha fatto questo immane sforzo ha smesso di rispondere al saluto.
N. è in classe con l’INP dalla prima elementare. Ho passato un intero pomeriggio, ad una delle famigerate feste di compleanno, a chiacchierare con la mamma di N. che ha un altro figlio con gli stessi casini di otiti e perforazioni della PBF. Le ho parlato della pediatra azzurrina, mi ha chiesto i suoi riferimenti, glieli ho fatti avere tramite l’INP. Tre giorni dopo la incrocio per strada e, sorridendo la saluto, questa mi guarda come se fossi uno zombie emerso da una palude fangosa e puzzolente e non mi saluta. Ok, porella, ha scordato le lenti a contatto, una vita da miope insegna una certa tolleranza… Dopo pochi giorni la incrocio di nuovo, stessa scena. Uhm..facciamo che lo zombie poi si stufa eh…
Che se una persona non saluta per prima è un conto ma se nemmeno “risponde” al tuo saluto per una, due, tre volte i casi sono due: o l’hai fatta davvero grossa oppure la puoi tranquillamente archiviare nel cassetto degli irrecuparabili. Se poi mentre non risponde al tuo saluto ti guarda pure con la faccina di quella che la sa lunga e tu no ci puoi appiccicare pure il bollino “supponente del piffero”. Oppure “rimbambita”. Senza possibilità di salvezza.
Tra le mamme della classe dell’INP ci sono le “concies”, nelle persone di concy1, concy2 e concy3 che quando parlano (quasi sempre e solo tra di loro) sono concitate. Qualsiasi sia l’argomento. Le poche volte che scambio qualche parola, di solito davanti alla scuola in attesa dell’uscita, riescono a farmi venire l’ansia. Si va dall’inquisitoria domanda se “l’INP ha già fatto l’esercizio n. 3 della pagina 14 del libro di xyz???” (oddio, che ne so, questa i compiti se li fa da sola, poi li riguardo ma mica memorizzo i dettagli…) “Ha già studiato l’argomento zxy che domani fanno la verifica??? Io domani faccio alzare prima nome del pargolo per farlo ripassare!!!”. Alzare prima? Ripassare? In seconda elementare? …uh… Verifica?? Com’è che io NON SO che c’è una verifica??? Perché MIA figlia non mi dice che c’è la verifica???Avrà studiato??? Devo ripassare con lei???
Ecco, vedete, già mi viene l’ansia. Io da queste devo stare alla larga…
Poi l’altro ieri incontro un’altra mamma: “Oh…ma perché non sei venuta alla cena di fine anno???”
Perché non c’ho voglia per un cavolo di rischiare di passare la serata seduta accanto a certi personaggi…
“uh…err…avevamo già un altro impegno…”
“Ah che peccato!”
“Eh, già…”
Ma anche no.
giugno 23, 2009 No Comments
waves of time
La cosa sorprendente in realtà è che non ci si dovrebbe nemmeno sorprendere quando incontrando una persona dopo “oltre mezza vita” (letteralmente) che non ci si vede si scopre che le affinità di interessi che c’erano “oltre mezza vita” fa ci sono ancora.
Le affinità di allora erano le letture e i gusti musicali, robe da adolescenti ma comunque da adolescenti non strettamente inserite nei binari del baglionismo e duranduranismo dell’epoca.
Ora è la cucina e probabilmente altro che però, nell’arco di un veloce aperitivo e di una lezione dedicata alla paella (di pesce), non c’è stato tempo di scoprire. Riscoprire.
Certo, sorprende che dopo quasi 22 anni ti trovi a chiacchierare con la sensazione di “essersi visti ieri”. Fa riflettere che cinque anni di convivenza durante l’adolescenza possano lasciare delle tracce che poi è così facile ritrovare.
Insomma, ieri qui si è dato un senso allo scopo originario di facebook.
marzo 4, 2009 1 Comment
Il profluvio…
Massì, riprendiamolo questo post in cui sotto sotto polemizzavo velatamente con la gestione (non gestione) dei bambini che non si avvalgono dell’IRC.
Premetto che:
- noi abbiamo fatto una scelta che ci è concessa dalla legge italiana, non è che ce la siamo inventata noi
- non vogliamo convincere nessuno che la nostra scelta sia meglio di altre (in realtà siamo convinti che sia l’unica logica ma ce lo teniamo per noi),
- non andiamo in giro a (s)convertire nessuno e nemmeno a instillare semi del dubbio,
- insomma, in buona sostanza non rompiamo i coglioni a nessuno
Tutto ciò premesso, e soprattutto in considerazione dell’ultimo punto, non abbiamo mai rotto le scatole su
- la presenza del crocifisso in aula
- la non gestione dell’INP durante le ore di IRC, spesso e volentieri è rimasta in classe
- il trascinamento di tutta la classe in chiesa, non ho mai capito se a messa e non ho mai capito se questa cosa si è esaurita nell’ora di IRC oppure se è tracimata in altre ore, e comunque la mia personale sensazione è che tutto ciò si sia svolto molto borderline alle vigenti normative…
- il presepe in classe
- il profluvio di santi bambini e redentori presente nei dettati prenatalizi (con buona pace dell’art. 10 della legge 520/95…)
però ho la netta sensazione che qui si stia un pelino esagerando. Io non voglio entrare in conflitto però se mi ci trascinano…
gennaio 16, 2009 2 Comments


