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inserimento e nervosismi

Qui si attende con crescente livello di incazzatura il questionario sulla valutazione del “progetto accoglienza” che verrà fornito a tutti i genitori al termine dell’eterno e infinito periodo di inserimento alla scuola dell’infanzia del paesone.

La prima settimana di scuola è prevista una frequenza di esattamente un’ora e un quarto a giorno.
Per i bimbi come la PBF, che già hanno affrontato la questione del “distacco” dalla mamma (che continuo a rifiutarmi di definire “problema” ma tanto io sono una madre degenere…) è esattamente il tempo sufficiente per:
1. entrare in classe
2. esplorare un po’
3. trovare un gioco che interessi
4. venirne strappato perché è ora di andare
con ovvia incazzatura.

Per contro per il genitore è esattamente il tempo sufficiente per “tornare a casa, andare a pisciare ed è già ora di uscire” come ha elegantemente detto il padre della PBF (che è anche mio marito, sì). Di andare in ufficio per accendere il pc e spegnerlo dopo 10 minuti non vale davvero la pena.

La seconda settimana di scuola (in corso) è prevista la frequenza dalle 9 alle 11.45.
Per i bambini è un tempo un pochino più ragionevole, rimane il fatto che si consolida la (falsa) idea che “ora a pranzo si torna sempre a casa, che figata, che figata”
Per i genitori perlomeno si crea il problema di come gestire “solo” il pomeriggio del cucciolo, sballottato tra tate, nonne, zie e parenti tutti.
Giusto perché i bambini hanno bisogno di stabilità, già.
A me resta la questione di come riempire i 45 minuti tra l’uscita delle due figlie trascinandomi dietro una PBF stanca e affamata, ieri siamo andati in discarica a buttare la carta… :-|

La terza settimana è prevista la frequenza fino alle 13.00, ergo si torna a casa dopo pranzo.
Per i bambini continua lo sballottamento pomeridiano.
Per i genitori continua la disperata ricerca di metodi di sballottamento pomeridiano.

La quarta settimana, a discrezione delle insegnanti i bambini iniziano a rimanere per la nanna e quindi anche il pomeriggio.
Ma solo i bambini considerati “pronti”. Bello perché anche i bambini prontissimi e abituati al nido dopo ben due mesi a casa con la mamma non sono più pronti. Pensandoci, la PBF da quando aveva nove mesi non ha mai passato così tanto tempo a casa.

Ora, io ho la fortuna di potermi gestire gli orari, ciononostante nelle ultime 6 settimane sarò riuscita ad andare in ufficio non più di un paio di decine di ore. Con ovvio accumulo di “roba” sulla scrivania (e senso di cappio al collo ogni volta che vado, ma vabbé) ma fuori dalla scuola raccolgo i commenti di tutti coloro che sono lavoratori dipendenti e che davvero si stanno scapicollando per riuscire a “piazzare” i figli di pomeriggio. Assurdo.

Tutto ciò per tutelare una sporadica minoranza di bambini che ha qualche difficoltà di inserimento.
Per l’amor del cielo, non dico di trascurarli, mi piacerebbe però che per tutelare questi non si creasse lo scompiglio attuale a tutti gli altri…
Percorsi differenziati, parola magica e ovviamente ignota.

settembre 20, 2007   2 Comments

PBF – Primo giorno di scuola

Materna. Dell’infanzia. Whatever…

Ore 10.30: entrata in una scuola ancora un po’ sottosopra per i recenti lavori di ristrutturazione, prendiamo atto delle scuse e dell’atteggiamento un po’ scandalizzato delle insegnanti “che la struttura si presenti in questa maniera” ecc ecc
(loro non sanno che i genitori tutti sono talmente sollevati per l’inizio della scuola che anche se ci fossero in giro delle macerie non se ne accorgerebbe nessuno…)

La PBF trova il suo “amico” dell’asilo nido, i due si francobollano l’uno all’altro e “si bastano” così. Girella per l’aula sotto lo sguardo del marito e mio che la guardiamo curiosare. Trova il lego, si gira e a voce alta dichiara “Ciao mamma, ci vediamo domani”.

Domani???
Poi si avvicina e ci spinge verso la porta con aria rassicurante: “Mamma, tu vai casa, anche tu papà , vai casa”
Cominciamo bene :-)

settembre 11, 2007   3 Comments

casi realmente accadenti

Non vorrei sembrare snob o spocchiosa. Sono sempre stata dell’idea che ogni lavoro onesto abbia pari dignità  e meriti lo stesso rispetto e che, pur esistendo alcuni lavori che esiterei a fare non ho nessun tipo di pregiudizio verso chi li fa, anzi.

Però…ecco… ci sono casi in cui, data la natura dell’attività  professionale svolta, forse sarebbe il caso di valutare con maggiore attenzione l’opportunità  di andare alla scuola materna a prendere i figli con il veicolo aziendale, valutazione soggettiva e che nessuno ovviamente ti può imporre, chiaro, però magari andrebbe fatta, ecco.

Tipo se si lavora alle pompe funebri.

luglio 27, 2007   5 Comments

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